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25/01/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

PISCINE, VOTA CONTRO IL COPERCHIO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE - Ma il Sindaco si prepara a tirare diritto: noi lavoriamo per la città, voi siete in campagna elettorale - Integrale in video Maura Forte

PISCINE, VOTA CONTRO IL COPERCHIO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE - Ma il Sindaco si prepara a tirare diritto: noi lavoriamo per la città, voi siete in campagna elettorale - Integrale in video Maura Forte

Come anticipato ieri in tarda serata, appena conclusi i lavori del Consiglio Comunale straordinario del 24 gennaio, pubblichiamo ora l’intervento integrale del Sindaco Maura Forte, prima che si passasse alle dichiarazioni di voto.

Lasciamo ai Lettori ogni valutazione, senza mediazioni.

Il filmato si trova al termine di queste righe.

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Dobbiamo, tuttavia, per correttezza nei confronti dei Consiglieri intervenuti e che hanno espresso posizioni diverse ed anche per “contestualizzare” correttamente le parole del Sindaco, fare un po’ di riassunto del dibattito, andando per temi.

L’Opposizione presenta, dunque, una Mozione con la quale si richiede di sospendere momentaneamente l’iter amministrativo di aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione del “Coperchio” al Centro Nuoto.

La locuzione non piace al Primo Cittadino che la ritiene caricaturale, ma il problema reale è che bisogna capire come si fa a pensare di coprire una vasca esterna, perdendo immediatamente l’unica vasca ad otto corsie con tanto di tribune per l’attività agonistica, che resti in tutto il quadrante orientale piemontese.

Questo avendo a tre metri di distanza un immobile con dentro una vasca da 25 metri, semplicemente da ristrutturare.

Tutto ciò al costo di quasi 2 milioni di euro.

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IL ROMANZO “LE MIE PISCINE”

DI MAURA FORTE,  CARLO NULLI ROSSO E MICHELE CRESSANO

 

Quanto costerebbe la ristrutturazione del Centro Nuoto, al netto del problema amianto?

Lo dicono chiaramente i Consiglieri Comunali che, il 18 dicembre 2013, approvano il project financing proposto dalla Dirigente Simona Maria Anglesio.

Approvano anche quelli di opposizione, Maura Forte e Carlo Nulli Rosso compresi.

Bastano 500 mila euro, al netto della rimozione dell’amianto dal tetto: così dice Maria Simona Anglesio.

Ecco il filmato di quella riunione di cinque anni fa:

 

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Quindi sappiamo dal 2013 che la ristrutturazione (messa a norma, lasciando quindi da parte le eventuali addizioni e migliorie estetiche: una piscina che può funzionare) della parte in muratura del Centro Nuoto è stimata al costo di investimento di 500 mila euro.

Che allora il Comune non aveva e, quindi, bandisce il primo di una serie di project financing ( paga tutto un privato che poi si remunera con la gestione trentennale ) che sono poi, tempo per tempo, ritirati.

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Questo aspetto – i project della Anglesio, sostenuti a spada tratta dall’Assessore allo Sport Carlo Nulli Rosso – è importante per l’ascolto delle versioni romanzate con le quali ora si presenta l’iter di un disastro durato 5 anni.

Primo Capitolo del romanzo: quando siamo arrivati ( la Giunta di Maura Forte ) non c’era una lira.

Secondo Capitolo: poi abbiamo aggiudicato.

Terzo Capitolo: ma la ditta Asfalt è fallita e ora rimediamo.

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UN BIGNAMI MOLTO LACUNOSO

 

Questi, però, sono solo tre dei capitoli che compongono il romanzo.

Un “bignamino” assai lacunoso, buono forse per i volantini elettorali, ma privo di qualsiasi riscontro nelle tante carte reali dell’Amministrazione.

La gente non ha nuotato nell’acqua, in questi 5 anni, ma nelle carte ha fatto il bagno come e meglio che nella pubblicità del bagno schiuma.

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L’ERA DEL DIO DI BERGAMO

Perché il primo “Tomo” è scritto nel periodo surreale che va dal 2014 al 2016: arriva il genio di Bergamo.

E qualsiasi cosa il genio proponga gli si va dietro, anche correndo e facendo correre rischi assai gravi.

Il genio di Bergamo propone anche di coprire con una struttura telescopica addirittura la piscina Enal (unica vasca in Italia da 33 metri, come era prima la misura olimpica) riducendone – è ovvio – le dimensioni.

Si dimenticano però di consultare la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Storici perché il compendio Enal, essendo del 1937, è interamente tutelato.

Ma il Comune paga anche questo progetto, per circa 30 mila euro.

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Ma allora il genio di Bergamo era considerato un dio.

Poi l’ebbrezza bergamasca passa, anche perché, tanti componenti della maggioranza, certi rischi non vogliono correrli.

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Di questi due anni in cui soltanto l’impreparazione e la presunzione di chi si deve occupare di piscine possono giustificare l’inizio del disastro, oggi non si parla mai.

Ma non è che le cose siano dimenticate.

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DAL DIO DI BERGAMO ALL’ARCHYSTAR AD PUJRIN

Il secondo Tomo riguarda, poi, la scelta della soluzione “coperchio”.

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La Giunta decide di farsi dire dalla Coni Servizi ( il carrozzone romano a rimorchio del Coni ) cosa serva a Vercelli per realizzare impianti natatori aventi un senso.

Ma è la stessa Coni Servizi a dire: guardate che io rispondo ad una domanda precisa che voi mi ponete.

Questa domanda è: come fare a “restituire” (sic!) al più presto una piscina a Vercelli.

Quindi l’idea guida è “al più presto”.

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E la Coni Servizi, quindi, propone la copertura della vasca esterna del Centro Nuoto con una “tendostruttura”.

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Ed è qui che incominciano i guai perché in tanti si “attenzionano” al problema, dicendo: ma siamo matti?!

Abbiamo una piscina in muratura a due metri e dobbiamo coprire la vasca esterna?

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Ma non è ancora tutto.

Perché la Coni Servizi propone di realizzare questa copertura mobile mediante una “tendostruttura” simile a quella del campo di Via Viviani.

Diciamo per semplificare: in plastica.

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Sindaco e Giunta buttano a mare il progetto, perché è troppo anche per loro.

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Danno quindi l’incarico a Paolo Pettene, Architetto di Poirino da sempre vicino al Pd, che ha realizzato molte piscine pubbliche in Piemonte.

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Intanto – siamo arrivati nel 2016 – i soldi ci sono, Atena è stata venduta.

Si potrebbe perciò ristrutturare il Centro Nuoto in muratura.

Ma si pensa di non arrivare in tempo per il taglio del nastro prima delle elezioni di maggio 2019.

Pettene propone una copertura mobile come quella di Grugliasco, in vetro e metallo.

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Cosa era capitato a Grugliasco?

Questo: c’era (e c’è) una Società di gestione che manda avanti una piscina coperta in muratura e, vicino, una scoperta; un caso come tantissimi.

Ad un certo punto, gli Utenti della piscina coperta sono così tanti da scoppiare: non ci stanno più.

Allora tra Comune e Gestore si stabilisce: copriamo la vasca esterna, tenendo lo stesso blocco spogliatoio e servizi.

In quel contesto, è ovvio, è una scelta più che ragionevole.

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A Vercelli resta un controsenso, ma è lo stesso Pettene a dire onestamente: cerco di fare al meglio quello che mi danno (mi dicono dal Comune) di fare.

Mi dicono di fare il coperchio, faccio il coperchio.

Un modo per attaccare l’asino dove vuole il padrone, o il padrone dove vuole l’Asino.

Non mi hanno chiesto – argomenta “onestamente” Pettene - di dire loro “cosa” fare.

Cosa fare lo hanno già deciso Maura Forte e Carlo Nulli Rosso e poi a seguire, gli altri: facciamo il coperchio.

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IL COPERCHIO NON GLI BASTA

– VOGLIONO ‘ESAGERARE’ -

 

Ma la pratica “Coperchio” non è lineare.

Arriviamo al 21 dicembre 2016.

Sei giorni dopo la trionfale firma del contratto di Amazon.

Sono passati due anni e mezzo dall’insediamento di Maura e Carlo e non si è fatto un passo avanti perché a Vercelli aveva trovato la sua America il dio di Bergamo.

Bergamo bassa, non certo Alta.

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Ebbene, arriva sul tavolo della Giunta la deliberazione di “indirizzo” per dare il via al lavoro amministrativo, degli Uffici.

 

DALL’APPALTO MISTO ALLA AGGIUDICAZIONE

DI UN APPALTO DI OPERE AD UN’OFFERTA ANORMALMENTE BASSA

 

E lì spunta fuori la novità.

Si farà il Coperchio – nel frattempo rivisitato da Pettene – ma con un appalto “misto”.

Cioè?

Cioè vuole dire che sarà il Costruttore aggiudicatario dell’appalto a scegliere anche il Gestore, per i futuri 3 anni.

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Bum!

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Al levarsi delle obiezioni che immediatamente dal Consiglio si levano, la reazione del Sindaco è, dapprima, di totale difesa dell’operato dell’Assessorato di Michele Cressano, con i suoi fidi Beppe Catalano (una vera risorsa della Pubblica Amministrazione) e di Liliana Patriarca, che non è in uno dei suoi momenti migliori.

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Poi – e passano altri tre mesi devono prendere atto che la soluzione “Coperchio più appalto misto” impensierisce ben 19 Consiglieri Comunali (quindi anche tanti in maggioranza) e soprattutto il Legale che consultano a Torino.

Allora ritirano l’appalto misto, perdendo praticamente altri sei mesi prima che si possa ripartire.

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Ripartono, aggiudicando il Coperchio.

Che, nel frattempo, si può fare soltanto perché in Consiglio Comunale un Consigliere di Opposizione, Adriano Brusco, cambia casacca passando ai CambiaVercelli.

La maggioranza (per un minuto) si “rafforza” di uno, passando a 18 Consiglieri, per poi intraprendere la china che la porta ai 16 di oggi, attraverso varie traversie.

L’esodo di Brusco dal Movimento5Stelle a CambiaVercelli è opera di Emanuele Caradonna, Mario Cometti, Maura Forte e Gigi Bobba.

La squadra incomincia a prendere forma: 26 giugno 2017.

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Ma torniamo all’appalto.

Che diventa di nuovo normale.

Una normale licita per assegnare i lavori di edificazione del Coperchio.

Se la aggiudica la ditta Asfalt (nomen omen) di Torino, che il mercato considera vicina al Pd, da sempre.

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La Asfalt si aggiudica la gara in un modo singolare.

Quattro sono le offerte, che prevedono progetto con le opere aggiuntive e migliorative offerte.

E poi la vera e propria offerta economica, il ribasso sulla base d’asta.

La Asfalt, oltre a promettere mari e monti come addizioni al progetto in gara, offre un ribasso del 18 per cento sul prezzo.

L’offerta è – a norma di Legge – giudicata “anormalmente bassa”.

Cioè troppo bassa: la Legge è, da questo punto di vista, perfetta.

Dice “prima di escludere” la Stazione Appaltante procede alla verifica.

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Dicano i Lettori, scorrendo gli appalti degli ultimi dieci anni, appalti di opere (opere, non servizi) se hanno mai visto aggiudicare in Italia un appalto di opere ad un’offerta anormalmente bassa.

Noi non l’abbiamo mai sentito.

Invece, a Vercelli si sente.

Le spiegazioni rese dalla Asfalt convincono la Commissione di gara e la Asfalt porta a casa il lavoro.

I lavori – dirà il Sindaco al Rotary S.Andrea – si inizieranno a settembre 2017

E’ una ditta che presenta i documenti – siamo agli inizi del 2018 – tutti in regola, buone referenze bancarie.

E sei mesi dopo fallisce, nel cantiere comunale.

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Ma, prima di fallire, entra in Concordato Preventivo, una procedura che è molto più di un campanello d’allarme.

Invece di risolvere subito il contratto e cercare un’ altra Ditta, bandire un nuovo appalto, la Squadra sostiene sui giornali: no, guardate, la Asfalt attraversa solo un momento delicato, non è colpa sua, poi tornerà sul cantiere con ancora più operai: è una ditta solida.

E due mesi dopo fallisce.

Ma nella squadra non succede niente.

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Finchè – e siamo ad ottobre 2018 – la Squadra pensa una bella cosa: togliamo il lavoro alla Patriarca, e lo diamo a Pino Scaramozzino.

Sarà lui, d’ora in poi, il Rup – Responsabile Unico della Progettazione.

Con Pino Scaramozzino, continuano a rifiutare il lavoro (18 per cento di ribasso) le prime due ditte che venivano in graduatoria dopo la Asfalt.

Mentre ora accetta l’Ati (associazione tra Imprese) costituita da De Vivo di Potenza e Consorzio Il Nuovo Civ.

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Ma subito si odono campane con tocco lugubre anche per la De Vivo di Potenza.

Che aveva un sacco di appalti in Meridione.

Da sempre considerata vicina al Pd.

Importanti quotidiani come la Gazzetta del Mezzogiorno e, soprattutto, sindacalisti di Potenza, dicono che da 16 mesi la De Vivo non riesce a pagare gli stipendi agli operai.

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Il Sindaco nel suo intervento dirà che è nella white list della Prefettura, cioè è impresa esente da infiltrazioni mafiose.

E ci mancherebbe pure.

E – purtroppo – dice che sia impresa solida.

Cosa già sentita a proposito della Asfalt.

Comunque, lunga vita alla De Vivo, non è questo il punto.

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Il punto è che oggi, 17 Consiglieri Comunali, cioè la maggioranza assoluta del Consiglio, che rappresenta i cittadini, dicono alla Giunta: fermatevi un attimo, per il solo tempo necessario a riflettere sul da farsi dopo, quando avremo in città 4 piscine.

 

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