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23/12/2014 - Vercelli - Economia

PROVINCIA, DIPENDENTI IN STATO DI AGITAZIONE - Il posto è sicuro fino al 2016 - Ma non c’è niente di certo sul destino dell’Ente - Le Parti sociali contro Renzi e contro il Quadrante - Ma nessuno per ora le ascolta

PROVINCIA, DIPENDENTI IN STATO DI AGITAZIONE - Il posto è sicuro fino al 2016 - Ma non c’è niente di certo sul destino dell’Ente - Le Parti sociali contro Renzi e contro il Quadrante - Ma nessuno per ora le ascolta
Vercelli, 23 dicembre 2014 - I dipendenti della Provincia in agitazione

Giornata di agitazione per i dipendenti della Amministrazione Provinciale di Vercelli, per nulla rassicurati, insieme alle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil, dalle belle parole del Governo circa il futuro che li attende.

Che, per ora, si prospetta così. Vale la pena chiarire “per ora” perché la materia, pur essendo già stata oggetto di atti deliberativi governativi ratificati dal Parlamento, è ovviamente al centro di una trattativa che intende modificarne i contorni. Trattativa il cui esito è peraltro assolutamente incerto.

Una osservazione preliminare.

Circa la (in)utilità delle Provincie come ora sono configurate nel nostro Ordinamento, nonostante le pacche sulla spalla che in tanti si industriano a elargire, crediamo restino ben pochi dubbi.

Sono tutte funzioni – quelle residue – che potrebbero essere benissimo assorbite da qualche altro livello della pletorica Pubblica Amministrazione nel Paese.

Ma è altrettanto vero che la strada imboccata pare contraddittoria e tutt’altro che razionale.

C’è la preoccupazione di sottrarre all’Ente intermedio – comunque configurato – risorse e personale, peraltro lasciandogli la competenza per servizi essenziali quali l’edilizia scolastica, le strade, lo sgombero della neve.

E’ come dire: non servite a niente, quindi non vi diamo i soldi; il vostro personale non serve a niente, quindi ve lo togliamo. Ma vi lasciamo il dovere di erogare i servizi ai cittadini.

Così come sono vere le due preliminari asserzioni, è del tutto chiaro che, sussistendo la terza, cadono entrambe  miseramente quando non rovinosamente (proprio sulla testa dei cittadini) perché sono ormai molte le Provincie dove non si pagano più i fornitori. Dove, se si rompe una caldaia nelle Scuole non si riesce più a ripararla. Dove – la vicina Biella – si deve chiudere la funivia per Oropa o, ancora, non si sa se e come sarà tolta la neve dalle strade, con il rischio di isolamento di interi territori montani.

Insomma, avere a lungo tergiversato non ha fatto altro che incancrenire il problema.

Sicchè – come spesso accade nelle situazioni che precedono rivolte sociali – siccome un po’ di ragione ce l’hanno tutti, tutti hanno qualche motivo per perdere  - prima o poi  - le staffe.

Forse non sarà a breve. Oggi la manifestazione dei Dipendenti della Provincia di Vercelli è stata, come sempre avviene in questi casi, presidiata da rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Che in verità non hanno mai nemmeno per un momento dovuto preoccuparsi di una improbabile degenerazione delle cose.

Quale rilievo hanno attribuito le Istituzioni a tale agitazione?

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti nientemeno che dal Vice Prefetto Giovanni Icardi.

Poi, tutti a casa.

Per oggi, perché da domani il problema resta e non cambia.

Ai dipendenti provinciali non va giù il fatto di essere i primi ai quali rischia (perché per ora è solo un rischio, concreto fin che si vuole, ma tale) tra quelli pubblici, di manifestarsi lo spettro della disoccupazione.

Con il quale convivono ormai milioni di ex dipendenti delle aziende private.

Né sono rassicurati dalla (presunta) gradualità con la quale il Governo intende procedere ai tagli.

Se abbiamo capito bene, la procedura di recente legiferazione è la seguente.

Fino al 31 dicembre 2016 nessuno rischia il posto.

Poi – se nulla cambierà nel frattempo – per i successivi due anni ci sarà una collocazione in mobilità con retribuzione pari all’80 per cento.

Chi nel biennio avrà maturato il diritto alla pensione (se entro i successivi due anni) si vedrà prorogato il beneficio fino al raggiungimento della quiescenza.

Per gli altri si profilerà la perdita del posto di lavoro a fine 2019.

O al massimo a giugno 2020.

Intanto, però, non si sa realmente che fine faranno gli Enti.

Stamane, prima della manifestazione, in Provincia si è tenuta una riunione tra rappresentanti della Giunta guidata da Carlo Riva Vercellotti ed i dirigenti delle Parti Sociali, Sindacati e Imprenditori.

Unanime la conclusione che ci si trovi di fronte ad una vera e propria annessione del territorio della provincia di Vercelli a quello di Novara.

Questo significa il “quadrante”.

Altrettanto unanime l’opposizione a questa tendenza, anche se remare contro non è certo facile, soprattutto perché non c’è nessuno (per ora) che a queste osservazioni voglia dare il minimo seguito.

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