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07/07/2019 - Vercelli - Società e Costume

QUELLA TOGA D'ORO MAI PIEGATASI ALL'IDEA CHE IL FINE GIUSTIFICHI I MEZZI - Roberto Scheda premiato per i 50 anni di attività forense - Il suo Studio, Scuola che ha formato Professionisti validi e corretti come l'inimitabile Maestro

QUELLA TOGA D'ORO MAI PIEGATASI ALL'IDEA CHE IL FINE GIUSTIFICHI I MEZZI - Roberto Scheda premiato per i 50 anni di attività forense - Il suo Studio, Scuola che ha formato Professionisti validi e corretti come l'inimitabile Maestro

Difficile dire, tra i due, quale sia stato il riconoscimento più alto.

Certo, la medaglia d’oro per i cinquant’anni di professione forense, quella che, celiando, si chiama “Toga d’oro”, come le nozze, dieci lustri.

Un bel traguardo per il protagonista della giornata, l’Avvocato Roberto Scheda.



Ma venerdì mattina, 5 luglio, nell’Aula De Donato del Tribunale di Vercelli, sono risuonate anche altre e alte parole, che hanno raggiunto il cuore dell’inossidabile Difensore e Maestro di tanti Avvocati: “Lei e gli Avvocati che lei ha formato, non avete mai fatto vostra l’idea che il fine giustifichi i mezzi”.

Se si pensa che questo tributo alla correttezza professionale ed umana, che diventa cifra di una vera e propria Scuola di professionisti di rango, arriva dalla Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Vercelli, Maria Teresa Guaschino, ecco che si spiega l’applauso a scena aperta e lo sguardo che appare come velato dall’emozione e dalla commozione del destinatario.

In questo giorno in cui si celebra e si rende onore non solo o non tanto ad una carriera, ma ad una vita a tutto tondo, quale dei due tributi vale di più?

Impossibile ed anche inutile tentare paragoni: si tratta di valori assoluti e tra essi non comparabili.

***

Il video che proponiamo riprende integralmente l’intervento di grandissima levatura umana – anche per le venature umoristiche che merita ascoltare – della Dottoressa Guaschino capace di centrare pienamente il tratto intellettuale del protagonista della giornata.

Pochi come lui sanno dare importanza all’ironia, che è l’insostituibile sale di una vita, tanto più seria, anche in quanto più sa cogliere sempre il lato informale delle situazioni.

La Presidente non dimentica, citando i tanti Avvocati che hanno compiuto la pratica presso lo Studio Scheda, di nominare per prima l’indimenticabile Donatella Pallavicini, prematuramente scomparsa a soli 47 anni, suscitando ancora l’applauso incontenibile dei tanti Avvocati, Magistrati, dei tanti rappresentanti degli Uffici Giudiziari, che oggi sono qui per rendere omaggio al Maestro.

L’elenco degli avvocati che, in questi anni, sono passati e sono attualmente nello studio di via Feliciano di Gattinara è poi stato completato dallo stesso Scheda. Eccolo: Edmondo Dibitonto, Roberto Rossi, Sara Demaesttri, Raffaella Giuliano, Danilo Cerrato, Marco Fusignani, Daniela Buffa, Michela Mandosso, Alessandro Turina, Filippo Campisi, Federico Andreoli, Stefania Corradino, Rosella Buro, Fabio Merlo, Antonella Gianasso, Marco Vaccarone, Daniele Baglione, Marco Mortarino, Laura Perrotta, Alessandro Scheda, Sara Scheda, Paolo Codegoni e, appunto, Donatella Pallavicini.  

Gran parte di loro c’era questa mattina.

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Il video che correda questo articolo riprende altresì integralmente il saluto di un altro Principe del Foro, l’Avvocato Gian Paolo Zancan di Torino.

Figlio del noto Chiururgo che operò per diciassette anni all’Ospedale S.Andrea di Vercelli, è uno dei più noti Penalisti italiani ed oggi ha voluto essere qui a Vercelli per salutare il collega, ma soprattutto l’amico con cui – forse – ha più spesso incrociato i ferri, in tanti dibattimenti, che non condiviso le stesse Difese.

Ma la reciproca stima tra i due grandi Maestri è qualcosa che si percepisce dagli sguardi, prima che dalle parole.

***

Tra le tante attestazioni di stima e di affetto, in una sala-udienze affollata all’inverosimile di colleghi avvocati, magistrati, cancellieri, uomini della Polizia Giudiziaria, dipendenti, giudici di pace, personale Urp, l’augurio più emblematico – da collega a collega - a Roberto Scheda (il grande festeggiato per i 50 anni di attività forense) è stato probabilmente quello del collega Renzo Inghilleri, già presidente della Camera Penale di Novara: “Che tu abbia ancora tanta voglia, caro Roberto, di insegnare ai giovani avvocati come si indossa la toga del difensore”.

E’ stato questo un tasto su cui, questa mattina, hanno battuto in tanti, prima che il Presidente dell’Ordine, l’avvocato Danilo Cerrato, tra l’altro ex giovane di studio proprio di Scheda, consegnasse al settantaseienne avvocato vercellese la medaglia con la toga d’oro per i 50 anni di attività.  Anche la Camera penale ha voluto omaggiare il suo Presidente con una targa ricordo, consegnata a Scheda dall’amico Cesare Fiorenzi.

E dopo aver ricevuto grandi attestazioni di stima anche dal procuratore  Pier Luigi Pianta – il quale ha ricordato che la fama di Roberto Scheda gli era giunta anche quando egli era pretore a Biella, prima di trasferirsi a Vercelli – è toccato a lui prenderne la parola.

Emozionato forse come non gli era mai accaduto in quell’aula, Scheda ha subito parlato dei suoi maestri, citando Marcello Gallo, Michele Caldarera e Cesare Zaccone. E poi l’affetto che lo aveva subito legato al giudice Attimonelli e, ovviamente ha ricordato suo suocero, l’avvocato Radice, un altro maestro, più che maestro.

Poi ha voluto ringraziare tutti, proprio tutti, rivolgendo un altro pensiero speciale a Donatella Pallavicini (“una ferita ancora aperta”). E si è arrivati  alla fine della cerimonia. Di solito, quando qualcuno arriva alla “toga d’oro”, i colleghi, gli amici, i dipendenti di tutto il Tribunale e della Procura gli fanno un regalo a sorpresa, andando ad esplorare gli hobby e le passioni dell’interessato. Ma stavolta non c’è stato alcun dubbio: sono stati raccolti fondi da destinare all’Associazione Angsa (che tutela i giovani autistici) e, sapendo tutti quanto Scheda abbia a cuore questa causa, si è trattato di un dono che il destinatario ha gradito in modo particolare.

Scheda ha contraccambiato con commozione, lacrime e un sontuoso rinfresco, precisando che il vino, un Grignolino speciale, era stato prodotto dal suo terzo figlio non avvocato, Massimiliano, e dal genero Daniele Balocco nei vigneti di Treville, nel Monferrato.

Prima del rinfresco, l’affettuoso saluto di Marco Bussi, il collega più anziano di professione, più anziano anche di lui, il quale congratulandosi con Scheda, gli ha ricordato che, ai suoi tempi, in Tribunale, c’era un solo avvocato-donna, Teresa Certa, e nessuna donna tra i giudici. “Ma era – ha scherzato – preistoria”.


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