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27/03/2014 - Valsesia e Valsessera - Cronaca

ROMAGNANO SESIA PIANO ROSA - Marco Brustia, pensionato 77enne, muore travolto da un camion - Tragedia annunciata che si consuma nel buio di una galleria dimenticata - Paolo Tiramani condanna senza mezzi termini la Provincia

ROMAGNANO SESIA PIANO ROSA - Marco Brustia, pensionato 77enne, muore travolto da un camion - Tragedia annunciata che si consuma nel buio di una galleria dimenticata - Paolo Tiramani condanna senza mezzi termini la Provincia
La galleria dell’incidente
(rdb) - Incidente mortale sotto la galleria della tangenziale che mette in comunicazione la provinciale del “piano Rosa” con Prato e che, da lì, si allunga verso i paesi dell’alta Valsesia.

Un pensionato di Romagnano, Marco Brustia, 77 anni, è finito sotto un camion che stava viaggiando in senso inverso ed è stato schiacciato dalle ruote della motrice.

Inutile ogni soccorso. La vittima - una vita trascorsa come operaio nella cartiera Burgo - era un grande appassionato di ciclismo che, nonostante l’età non più floridissima, militava nella società sportiva “Pratese” e partecipava ancora a competizioni “amatoriali”.

E, in effetti, come quasi ogni giorno, stava pedalando, sulla sua bicicletta da corsa, curvo sui pedali.

Non ci sono testimoni e la dinamica dovrà essere accertata dall’indagine della polizia che ha aperto un’inchiesta.

Certo lo scontro è accaduto sotto la galleria che, da mesi, è rimasta al buio perché l’illuminazione è bruciata da un fulmine e l’amministrazione provinciale (da cui dipende la manutenzione) non è ancora riuscita a ripristinarla.

Quelle passate sono state settimane di polemiche proprio perché gli utenti hanno a più riprese denunciato il pericolo di un tratto stradale dove non era possibile leggere le segnalazioni perché avvolte dal buio.

La luce avrebbe dovuto essere riparata qualche settimana fa. Così, almeno, aveva assicurato l’assessore provinciale alla viabilità Gianluca Godio. Il ritardo è stato determinato dalla mancanza di fondi. L’impianto coste renne soltanto 12 mila euro ma nelle casse dell’istituto non ci sono nemmeno quelli. “Però - dicevano gli automobilisti -sarà il caso di trovarli, quei soldi…prima che ci scappi il morto…”

Oggi, nel pomeriggio, nella direzione contraria del ciclista, stava arrivando il camion che non ha potuto evitare lo scontro.

Improvvisamente, si è trovato davanti la sagoma della vittima. Pare che l’autista abbia frenato inchiodando la motrice ma ormai Marco Brustia era già sotto le ruote.

La tragedia era ampiamente prevedibile, non solo per la pericolosità mai del tutto completamente considerata del tunnel, ma soprattutto perché – come si diceva – hanno subito un ritardo inspiegabile (?) i lavori di ripristino dell’illuminazione del varco, del quale si è tuttavia consentita la transitabilità.

Interviene il Consigliere regionale Paolo Tiramani, che mesi fa era già intervenuto per sollecitare l’ Amminstrazione provinciale di Novara ad ottemperare:” Ho appreso con rabbia e tristezza la notizia del gravissimo incidente occorso nella Galleria del Piano Rosa nel quale un ciclista ha perso la vita investito, sembrerebbe, da un camion che per l’oscurità del tratto non l’avrebbe visto. Sono colpito e scosso da quanto accaduto. Ma soprattutto mi domando e domando alla Provincia di Novara se è logico attendere così tanto, tre mesi, per intervenire a ripristinare l’illuminazione”. Lo ha detto oggi il Consigliere regionale della Lega Nord Paolo Tiramani appena appresa la notizia del tragico incidente verificatosi all’interno della galleria del Piano Rosa dove da mesi manca l’illuminazione.
“Va bene che la Provincia ha assicurato che entro la fine del mese sarebbero iniziati i lavori – ha aggiunto Tiramani che nei giorni scorsi aveva già sollevato il problema -, ma siccome quel tratto al buio è pericoloso, e i fatti purtroppo lo hanno dimostrato, non si poteva ripristinare la luce prima? Si poteva ad esempio pensare ad un intervento con il fondo di riserva o con la tecnica dei dodicesimi sugli anni precedenti, se era solo la mancanza di fondi l’ostacolo. Alla luce di quanto accaduto oggi aver atteso tre mesi per effettuare un intervento deve far riflettere, ma soprattutto provoca tanta rabbia”.
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