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31/01/2015 - Regione Piemonte - Politica

ROMA, SERGIO MATTARELLA AL QUIRINALE - In diretta da Montecitorio le impressioni "a caldo" del "grande elettore" Luigi Bobba - Quell’incontro a Vallombrosa con un uomo sobrio, mite e dal fulminante intuito politico

ROMA, SERGIO MATTARELLA AL QUIRINALE - In diretta da Montecitorio le impressioni "a caldo" del "grande elettore" Luigi Bobba - Quell’incontro a Vallombrosa con un uomo sobrio, mite e dal fulminante intuito politico
Luigi Bobba - La Camera alla lettura del nome Mattarella per la 505.ma volta - Il nuovo Capo dello Stato

In diretta da Montecitorio, l’On. Luigi Bobba, quando la Presidente Laura Boldrini pronuncia per la 505.ma volta (è la soglia che sancisce il raggiungimento del quorum necessario) il nome di Sergio Mattarella, commenta per i Lettori di VercelliOggi.it l’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana.

Unico rappresentante vercellese alle votazioni nell’emiciclo della Camera dei Deputati, Bobba ricorda il suo personale rapporto con il nuovo Capo dello Stato, quando – allora Ministro della Difesa – fu ospite delle Acli al convegno di Studi di Vallombrosa 2000.

Come molti sanno le giornate di studio nella storica località fiorentina ai piedi della famosissima abbazia fondata da San Giovanni Gualberto, sono sempre state un “must”, un appuntamento cruciale per le Associazioni Cristiane di Lavoratori Italiani, ma non solo: un “pensatoio” aperto a contributi sempre di grande livello e di diverse estrazioni per promuovere e realizzare occasioni di confronto che non di rado – nella storia del Paese – si sono rivelate in qualche modo anticipatrici di scelte politiche cruciali.

Ed è proprio nella sua veste di Presidente Nazionale delle Acli e quindi di “padrone di casa” che Bobba ospita il Ministro chiamato a rendere una relazione al convegno, intrattenendosi poi con lui per una serata alla quale partecipa anche l’Ambasciatore Francesco Paolo Fulci, allora nello staff del Ministero ed oggi Presidente della Ferrero.

Uno di quegli incontri che nel lessico aclista si chiamavano “al caminetto”, capace di lasciare  nell’ex Presidente il ricordo di un Mattarella che si distingue per tre caratteristiche ancora ben chiare nella memoria.

Prima di tutto la straordinaria sobrietà dei modi, che si accompagna ad una mitezza davvero commendevole del tratto. Infine, ultima notazione e certo non per importanza, visto che si parla di politica con la P maiuscola, un acume politico che lascia spesso sorpresi ed un po’ spiazzati gli interlocutori, come di fronte ad una intuizione fulminante che non ci si aspetta.

E così, sulla dominante della intuizione politica, in questa intervista decisamente “a caldo” si passa subito dalla dimensione personale a quella politica e poi istituzionale per mettere in evidenza un successo politico – quello di Matteo Renzi – che relega l’incubo di un anno e mezzo fa al repertorio dei fantasmi di una fase ormai lasciata alle spalle.

Il Pd stava ai minimi storici, dopo i ripetuti tentativi andati a vuoto di eleggere il Capo dello Stato: una palude dalla quale solo la disponibilità di Giorgio Napolitano a proseguire il proprio servizio riuscì a trar fuori partito e maggioranza di governo.

Ed è proprio sulla ricomposizione del Pd che si sofferma Bobba per osservare come anche questo sia un risultato e non da poco, se si guarda alle responsabilità del partito per portare a termine la Legislatura ed il lavoro incominciato.

Certo non c’è male – continua Bobba – per un Presidente del Consiglio da molti accusato di essere prigioniero del “Patto del Nazareno”.

Matteo Renzi ha dimostrato di  sapersi conquistare uno spazio politico tutto autonomo e privo di condizionamenti.

Un nuovo territorio di agibilità politica che assicurerà non solo “sopravvivenza” alla Legislatura, ma una piena capacità di agire per portare a termine le riforme.

Ma non solo: anche per questo il Paese è ora più autorevole, certo in grado di presentarsi a testa alta anche se e quando di fronte si trovi Mario Draghi che imbraccia il bazooka, oppure Jaen Claude Junker con il suo ormai celebre “piano” o, ancora, si trovi chiamato a misurarsi sulla sfida della flessibilità.

Strada spianata, dunque?

Non ci saranno nuovi rischi per la maggioranza parlamentare?

Silvio Berlusconi lascerà correre, oppure denuncerà il Patto del Nazareno decretandone la fine e con essa la concordia istituzionale che sin qui ha pur sempre tenuto?

Cauto, ma argomentato l’ottimismo del Parlamentare vercellese: Matteo Renzi ha dimostrato di sapersi muovere su scenari diversi, unendo maggioranze diverse mirate su obbiettivi precisi: le riforme, il Governo, l’elezione del Capo dello Stato.

Del resto è difficile che qualcuno abbia l’ambizione di intestarsi un fallimento, come potrebbe essere l’interruzione del percorso riformatore.

Insomma, se la maggioranza a “geometria variabile” è una prerogativa della iniziativa politica di Renzi, è certo che l’autorevolezza del nuovo Inquilino del Colle non guasterà per tutelare le mosse del più giovane Premier dell’Italia Repubblicana.

Un Inquilino forse indicato anche proprio per questo: Giudice Costituzionale, ex Ministro della Difesa (e ora Capo delle Forze Armate), Giurista di provata esperienza (ed ora autorevolissimo Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura). Insomma, la persona giusta anche per assicurare una autorevole copertura istituzionale e forse persino generazionale (Mattarella ha tranquillamente l’età per essere padre di Renzi) alla “fantasia” andata, così imprevedibilmente, al potere con il Sindaco di Firenze.


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