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07/08/2013 - Cuneo - La Posta

SALUZZO – Cori razzisti verso gli italiani, un lettore protesta: “l’esigere rispetto per il paese che “Ti ospita” credo sia un atto dovuto”

SALUZZO – Cori razzisti verso gli italiani, un lettore protesta: “l’esigere rispetto per il paese che “Ti ospita” credo sia un atto dovuto”
La zona del Tribunale di Saluzzo

Gentilissimo Sig. Direttore,



poche parole per esprimere il profondo senso di fastidio provato pochi minuti fa (ore 18.00 circa del 06.08.13) nel recarmi in ufficio, attraversando in quel di Saluzzo, corso Roma. V’era infatti una manifestazione, non so se spontanea o autorizzata, che bloccava la circolazione, all’altezza della rotatoria nei pressi del locale Palazzo di Giustizia, con la presenza, quali manifestanti, di molti ragazzi di colore. Da sempre ritengo che ogni essere umano di buona volontà e di buoni costumi debba esser ben accolto in Italia, così come penso che ciascun soggetto, italiano o straniero, privo delle richiamate qualità in qualche modo debba esser “ripreso” e se del caso punito. Transitando nel tratto di strada appena richiamato però il sentire “Italia Razzista” “Italiani Merda” e “Fuck You” (non ancora la traduzione nella lingua di Dante evidentemente è alla portata di coloro che pronunciano il complimento …) pronunciato da alcuni (non pochi ahimè) di questi, che mi sia permesso non posso considerare manifestanti, mi ha veramente urtato. Spero le forze dell’ordine siano intervenute, personalmente, pur essendo le frasi indirizzate anche al sottoscritto, come a molti altri passanti “non di colore”, non ho ritenuto di far identificare i soggetti e querelare i medesimi, pur essendovene gli estremi,  sia per non ulteriormente surriscaldare gli animi, sia per non distrarre le già limitate risorse di cui dispongono le forze di polizia, che riterrei più opportuno fossero più utilmente impiegate. Mi chiedo se sia civile un paese come il nostro, o semplicemente debole, per non dire stupido, quanti di noi (pur sperando che tali comportamenti all’estero i nostri connazionali li evitino se non altro per maggior senso di educazione) si sarebbero potuti permettere un simile comportamento in uno degli stati da dove queste persone provengono? Se non una reciprocità totale, essendo sicuramente lo sviluppo delle diverse nazioni non omogeneo, almeno l’esigere rispetto per il paese che “Ti ospita” credo sia un atto dovuto. Sicuramente è un diritto di quei soggetti presenti alla manifestazione (quelli con cartelli scritti e con comportamenti civili) esprimere le proprie ragioni, ed avanzare le proprie richieste, ma non è un diritto per quegli altri (e purtroppo non ci si limitava ad un soggetto o due…) insultare il paese che li ospita, e le persone - che magari, in qualche modo, li ha anche aiutati - solo perché di pelle bianca. Ritengo sia sbagliato, e questo sì stupido, riconoscere diritti senza pretendere doveri, in un momento di crisi, come quello che si sta attraversando penso ciascuno si debba adoperare anche per il bene comune, ma trovo inopportuno vi siano soggetti che avanzano solo pretese senza offrire alcunché. Un buon esempio dovrebbe esser quello della Azienda Alessi di Omegna, che con il progetto “Buon Lavoro” ha deciso che nei momenti fisiologici di minor produzione, da giugno a novembre, impiegherà  i propri dipendenti per dei lavori socialmente utili al paese, ottenendo così un doppio beneficio, da un lato permettere al Comune di non tagliare i servizi, e dall’altro non ricorre l’azienda alla cassa integrazione. Sarebbe bene pertanto che queste persone ( sia i manifestanti che quegli altri) prima di pretendere dall’Italia casa e soldi, provassero ad offrire qualcosa alla nostra nazione, tanti sono i Comuni e gli enti in difficoltà, potrebbero iniziare ad offrire a questi soggetti le proprie capacità e la propria disponibilità al lavoro, e poi legittimamente pretendere un compenso e/o una adeguata collocazione. Sono convinto che offrire assistenza a tutti ed indistintamente non può che rendere il costo “dell’intervento” talmente elevato da far sì che il servizio offerto non sia adeguato neppur per chi se lo merita, oltre che difficilmente sostenibile. Sicuramente vi sono anche famiglie italiane che a causa del duro periodo attraversano momenti di difficoltà, ma non mi sembra il comportamento sia il medesimo, non mi pare a queste tutto sia dovuto, non vorrei questo divenisse un razzismo al contrario. Mi chiedo alla luce dello spiacevole episodio quale sia il senso da dare alle parole di alcune alte cariche dello stato… se sia più ragionevole seguire le loro esternazioni o magari pretendere una seria normativa sull’immigrazione come  quella presente in tanti altri paesi del mondo (Francia, Stati Uniti ed Australia potrebbero essere un esempio), a tutela sia dei cittadini italiani, che degli stranieri onesti che in Italia vogliono entrare. Riterrei giusto fossero puniti coloro che approfittano della situazione di certi immigrati, sicuramente soggetti deboli, almeno nel periodo iniziale della permanenza in Italia, ma al contempo che fossero allontanati, con provvedimenti certi ed efficaci, tutti coloro che in Italia son giunti, non per lavorare, ma per cercare di esser “assistiti” o peggio per vivere (volontariamente) ai margini della società. Concludendo, e scusandomi per lo sfogo, Caro Direttore, mi piacerebbe il mio paese ritenesse la Cultura un valore, e riconoscendolo tale, ne pretendesse il rispetto sia da parte dei connazionali che degli stranieri.


Enrico Gaveglio

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