VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Cuneo
Meteo.it
Borsa Italiana
sabato 27 novembre 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
23/08/2010 - Alba e Langa - Cronaca

SESSANTA ANNI FA CESARE PAVESE CI LASCIAVA - Appuntamento a Santo Stefano Belbo per la commemorazione - Le testimonianza umana e artistica di chi "tentò ma non seppe" non sarà dimenticata

SESSANTA ANNI FA CESARE PAVESE CI LASCIAVA - Appuntamento a Santo Stefano Belbo per la commemorazione - Le testimonianza umana e artistica di chi "tentò ma non seppe" non sarà dimenticata
Il messaggio lasciato da Cesare Pavese all’Hotel Roma di Torino, il giorno della morte

Venerdì 27 agosto 2010, a Santo Stefano Belbo presso la Fondazione Cesare Pavese alle ore 18,30 Nicola Enrichens e Ernesto Treccani amici di Cesare Pavese e della Fondazione Cesare Pavese espongono lettere autografe e documenti inediti del celeberrimo scrittore.



Alle ore 21,30 Alessandro Preziosi si esibisce inIl mestiere di amare” un recital dedicato a Cesare Pavese.


Annullo filatelico in occasione del Sessantenario della morte di Cesare Pavese.


Ricordo di Nicola Enrichens e Ernesto Treccani.


Un pomeriggio di giugno, a S. Maurizio (di Nicola Enrichens)


“…Fu così che, tramite Federica, conobbi Pavese. Sua cugina gli scrisse, combinammo un appuntamento nella casa del capitano Eugenio Pavese, altro parente dello scrittore, a mezza costa tra S. Stefano Belbo e la collina di S. Maurizio. Fu un pomeriggio di metà giugno del 1949 ed il sole era già caldo. Mangiammo una torta e bevemmo del moscato, fuori, davanti alla cascina, sull’aia. Di lassù Pavese, attraverso le bianche lenti, filtrava lo sguardo verso le case di S. Stefano ed i canneti del Belbo ed ogni tanto, assorto, sembrava assente da noi…”


“…Pavese vestiva molto trasandato: le scarpe nere, alte, un vestito scuro, dai bordi del collo e un cappello nero in testa, sformato. Sembrava uno dei tanti contadini delle Langhe che, la domenica mattina, fanno crocchio al centro della strada, in attesa di andare a messa grande. Ma una cosa lo distingueva dal comune: le lenti bianche, chiare, dietro le quali brillavano due occhi lucidi e penetranti. Tra i vetri saettava uno sguardo che era stupito ed attonito, come quello che ho visto, quando a metà costa tra il paese e S. Libera lo scrittore si fermò davanti ad un albero di pesco fiorito, immobile, estasiato come un fanciullo davanti ad un giocattolo……”


Come ho dipinto “La luna e i falò” (di Ernesto Treccani)


“…A me sembra naturale comporre il quadro secondo un mio sentimento e ritrovarlo nelle parole di Pavese.


Io non cerco di “fare scena” di un passo della Luna e i falò: dipingo un nudo disteso sulla terra calda, dietro un grano leggero e acido e mi pare di sentire: “Tu, Santa a vent’anni non l’hai vista,valeva la pena, valeva – Era più bella d’Irene, aveva gli occhi come il cuore del papavero. Ma una cagna, una cagna del boia.


Per chi non le ha viste, le cinque tele si presentano nel modo seguente.


La prima tela, “Il Valino” (“ Aveva quei calzoni e quel cappello inzaccherati, quasi celesti, che si mettono per dare il verderame”) sale la collina: la terra ha il colore dell’autunno, un gelso sulla sinistra, dietro una casa, il muro compatto, senza finestre, il cielo basso sulla collina.


La seconda tela è tempo di vendemmia: una ragazza accovacciata tra le viti, un’altra rosa sottile, in piedi, e un volto che appare nel folto delle foglie.


La terza tela è l’estate con il nudo sdraiato di cui dicevo prima.


La quarta tela è un trenino che sbuffa, il fumo come un personaggio “….E certi giorni traversavamo il Belbo con i ragazzi del Piola e andavamo sulla ferrata a veder passare il treno…”).


La quinta tela, la una e i falò. In basso del quadro scorre un fiume luminoso, Cinto è sulla riva (“…Era seduto un ragazzo, in camicino e calzoni strappati, una sola bretella e teneva la gamba divaricata, scostata in modo innaturale”. “Il ragazzo era scalzo, aveva una crosta sotto l’occhio, le spalle ossute e non muoveva la gamba….Avrà avuto dieci anni, e vederlo su quell’aia era come vedere me stesso…”).


Dietro la collina verde con larghe ombre; dentro quel verde, la fisarmonica, il clarino, una coppia che danza. Un falò a mezza collina, il cielo scuro con la falce di luna.


Nicola Enrichens è stato direttore didattico presso le scuole elementari di S. Stefano Belbo e, in tale veste, conobbe Cesare Pavese negli ultimi anni della sua vita. Tra i due ci fu anche un nutrito scambio di lettere che saranno esposte il 27 agosto, nella chiusura del Festival.


Riportiamo una sua testimonianza.


Ernesto Treccani, maestro dell'arte figurativa contemporanea recentemente scomparso, realizzò nel 1962 tra Canelli e S. Stefano Belbo, 5 grandi tele ispirate a "La luna e i falò", precedute da molti studi preparatori. Per molti anni furono custodite presso la Casa del Popolo di Canelli, dal 1985 al Centro Studi Cesare Pavese e dal 2002 alla Fondazione Cesare Pavese a cui sono state donate.


Riportiamo una sua testimonianza.


Il mestiere di amare. Omaggio a Cesare Pavese con le musiche di Andrea Farri. E’ il titolo del recital in cui, con grande sensibilità artistica, Preziosi propone un percorso dedicato allo scrittore: un lungo racconto, attraverso poesie e lettere, sulla comunicazione con le donne e col mondo e sulla solitudine.


Alessandro Preziosi. Noto come uno dei protagonisti della soap opera italiana “Vivere” e come volto di Fabrizio Ristori nella romantica fiction “Elisa di Rivombrosa”che gli regala un Telegatto come Personaggio Maschile dell’Anno. In poco tempo conquista il pubblico. Si iscrive all’Accademia dei Filodrammatici di Milano ed inizia la sua gavetta teatrale comparendo sui palcoscenici napoletani e milanesi. Il primo ruolo importante arriva nel 1999 quando viene scritturato per interpretare Laerte nell’“Amleto” di Shakespeare, diretto da Antonio Calenda, accanto a Kim Rossi Stuart. Nel 2004 esce il suo primo film da protagonista, “Vaniglia e cioccolato”, di Ciro Ippolito. Partecipa come voce narrante, accanto a Giannini, Guaccero e Fulco, all’evento “La Notte dell’Agorà” nel Santuario di Loreto, in occasione del primo incontro tra il papa Benedetto XVI e i giovani. Compare nella fiction di grande successo in quattro puntate de “Il commissario De Luca” di Antonio Frazzi, tratto dai romanzi di Carlo Lucarelli. L’opera si aggiudica il premio come Miglior Film Televisivo al Festival di Venezia nel 2008 ed il Gran Premio Internazionale dell’Efebo D’Oro di Agrigento come Miglior Adattamento Televisivo di un testo letterario. Due premi anche per il talentuoso attore grazie alla magistrale interpretazione: l’Efebo D’Argento ed il Golden Chest, vinto insieme al regista Antonio Frazzi. E’ produttore ed interprete, accanto a Silvio Orlando, dell’“Amleto”, riduzione dell’omonima tragedia shakespeariana sui testi di Eugenio Montale, diretta da Armando Pugliese e protagonista di una tournée estiva molto applaudita. Lo stesso anno corona la carriera teatrale con la vittoria del Talento D’Oro nella prima edizione del Premio Franco Martini: un teatro una vita. Inaugura il Festival shakespeariano di Verona con “La dodicesima notte”, spettacolo diretto da Armando Pugliese, con Luca De Filippo.


 


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
CuneoOggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020- Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@cuneooggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it