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07/01/2013 - Regione Piemonte - Politica

SPECIALE ELEZIONI / 2 - Al momento sicure le candidature solo di Luigi Bobba (Pd) e Gianluca Buonanno (Lega Nord) - Incerti Fossale, Molinari e Garrione - Qualche possibilità per Gilardino - Scarse le probabilità di Rosso, Piccioni e Pedrale

SPECIALE ELEZIONI / 2 - Al momento sicure le candidature solo di Luigi Bobba (Pd) e Gianluca Buonanno (Lega Nord) - Incerti Fossale, Molinari e Garrione - Qualche possibilità per Gilardino - Scarse le probabilità di Rosso, Piccioni e Pedrale
Pier Luigi Cortesi regge il turibolo delle liturgie centriste, come un diligente chierichetto in tarcisiana
A pochi giorni dalla data di presentazione delle liste dei candidati alla Camera dei Deputati ed al Senato, l’unica cosa sicura è che, un giorno, tutti dovremo morire.

La conferma del sistema elettorale detto “porcellum”, che riconosce – nomina sunt consequentia rerum – se stesso come una vera e propria porcata (locuzione dal sen fuggita del“padre” delle liste bloccate, il leghista Roberto Calderoli) paradossalmente complica fino all’ inverosimile le alchimie preparatorie delle liste.

Non è, infatti, tanto importante candidare persone che possono prendere voti, ma diventa necessario candidare ai primi posti (la “zona medaglie”) di liste bloccate persone che con tutta probabilità riusciranno elette proprio in virtù della posizione in elenco (il primo, secondo, terzo e via dicendo della lista) piuttosto che dei voti raggranellati.

Purchè collocato in alto, quindi, potrebbe uscire chiunque.

E, così, tutti vogliono essere chiunque.

E per i boss dei partiti diventa difficile la conciliazione di tanto spirito di servizio con l’aspettativa di cadreghe più o meno prevedibili in funzione dei sondaggi; cadreghe che dovranno essere occupate da personaggi poi in grado di assicurare che, una volta a Palazzo, non tradiranno ed eseguiranno le disposizioni dei capataz.

Insomma, più che una elezione, una cooptazione.

Dove conta prima di tutto conquistare il posto alto in lista.

Guardiamo ora cosa dicono i bookmakers per le candidature vercellesi, nei partiti dell’arco costituzionale ora arricchitosi della componente neo risorgimentale: hanno scelto di chiamarsi “Fratelli d’Italia” o Centrodestra nazionale.

In Piemonte li guidano Agostino Ghiglia, e Guido Crosetto, come tutti gli altri fuoriusciti dal Pdl.

Se per calcolo, per diversificazione del marchio o per convinzione o, ancora, per necessità, questo si vedrà poi.

Così come si vedrà se il richiamo all’inno di Mameli si rivelerà azzeccato o se, invece, sarebbe stato più conferente quello ad un altro classico dell’epopea risorgimentale, “La spigolatrice di Sapri”.

Il notissimo carme composto da Luigi Mercantini per celebrare la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane.

E’ la poesia che dice:”Eran trecento / erano giovani e forti / e….” sappiamo come è andata a finire.

Di sicuro lo sanno anche Ghiglia e Crosetto.

Percorriamo dunque l’arco costituzionale da destra verso sinistra.

E’ proprio Ghiglia che in queste ore sta corteggiando con insistenza davvero degna di uno stilnovista il Coordinatore vercellese del Pdl, Davide Gilardino.

Ma il giovane Assessore provinciale pare proprio che non abbia nessuna intenzione di fare come la Monaca di Monza. Sappiamo da Alessandro Manzoni che, al richiamo di Egidio,“la sventurata rispose”.

Gilardino invece, cortesemente declina.

Resta nel Pdl dove, per un singolare ed irripetibile, ma talvolta in politica possibile, intrecciarsi di destini, pulsioni intestine, bizze del fato, risultanti di veti incrociati, sommatorie di pesi e contrappesi gettati o lasciati accidentalmente cadere su uno o più piatti della bilancia, pare proprio che non sia tagliato fuori dai grandi giochi.

Sul fronte Fratelli d’Italia, le voci di corridoio riferiscono di una autocandidatura dell’ex Presidente del Consiglio provinciale, Fabrizio Finocchi.

Non si sa quanta strada abbia fatto o se l’interessato abbia preferito stare in attesa, del colombre, poiché gli piace Dino Buzzati e per cambiare un po’ aria, rispetto al “Deserto dei tartari”.

Veniamo alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Non si sa se siano ancora interessati.

Alla indipendenza della Padania, intendiamo.

O, se non all’indipendenza, almeno ad ottenere la consegna delle chiavi di casa per rientrare la sera anche tardi, anche quando Silvio Berlusconi – che adesso dicono si sia un po’ calmato, abbia messo giudizio – già dorme.

Ebbene, qui le cose sarebbero abbastanza semplici: capolista Roberto Maroni (quindi uno di meno, perché poi potrebbe optare per altri Collegi in cui si candida per attirare voti), seguito da Roberto Cota.

Che però potrebbe poi scegliere di restare in Regione (mo’ lo dice, ma ride, avrebbe osservato un nostro antico amico dell’Urbe), quindi liberando un altro posto.

E come terzo (ma di fatto primo, per i motivi che abbiamo visto, o al massimo secondo) il Piccolo Re. Che così ce la fa ancora a superare il check in per Montecitorio.

Al contrario di colleghi di questa Legislatura, che invece in queste ore vivono in ambasce: Roberto Rosso e Lorenzo Piccioni sarebbero stati visti nelle scorse ore in preda ad una grande amarezza, come di chi si prepari a salutare il transatlantico.

Ed anche Luca Pedrale, per quanto stia – dicono i bene informati – fieramente lottando, non avrebbe grandi possibilità.

Veniamo alla compagine neocentrista guidata da Mario Monti.

Sappiamo che sono ben tre i vercellesi con qualche possibilità di inserimento in lista in posizione top.

Nell’Udc arriva Pier Giorgio Fossale che – diversamente da quanto ipotizzato nei giorni scorsi –potrebbe essere candidato alla Camera dei Deputati.

Mentre la neoformazione di Luca Cordero di Montezemolo, Italia Futura, farebbe scendere in lizza il giovane avvocato vercellese Gabriele Molinari (per la Camera dei Deputati) e l’ex Presidente dell’Ente nazionale risi, il trinese Piero Garrione.

Al momento, sarebbe quest’ultimo ad avere qualche maggiore possibilità di occupare una posizione nella parte alta della lista.

E’ chiaro che la possibilità per il territorio vercellese sarà alternativamente appannaggio di uno o dell’altro (peraltro umanamente non in competizione tra loro) oppure – non va del tutto escluso – per nessuno dei due e amen.

Infine il Pd. E’ la compagine dove le cose paioni più chiare: candidatura sicura in pole position per il Parlamentare uscente Gigi Bobba.

Vinca il migliore.

Sulla candidatura di Fossale, si registra oggi la dichiarazione del Segretario provinciale dell’Udc, Pier Luigi Cortesi. Non è che Cortesi sia tra i celebranti di queste liturgie alle quali tuttavia non è estraneo; regge, come un bravo chierichetto in tarcisiana, il turibolo:

”Di concerto con il Commissario Antonio Pedrazzoli, ho proposto al Segretario Regionale Marco Balagna, al Leader del Partito Pier Ferdinando Casini al Segretario Nazionale Lorenzo Cesa cinque candidature con allegato il curriculum vitae di ognuno di loro.

Nella segnalazione sono presenti tre Assessori, uno stimato professionista e un Consigliere Comunale della città di Vercelli. Posso dirvi che tra i cinque vi sono due donne. In particolare la novità assoluta potrebbe essere la candidatura di Pier Giorgio Fossale, da nove anni Assessore alla Cultura del Comune di Vercelli e da otto Presidente Dell' Ordine dei Medici e Odontoiatri del Territorio Vercellese. Tutti sappiamo che Pier Giorgio Fossale non ha mai nutrito grandi simpatie per i partiti; tuttavia noi dell'Udc ci siamo spesso trovati convergenti e assonanti sulle sue numerosissime iniziative e proposte politiche-amministrative. In sostanza, riteniamo che, unitamente agli altri candidati proposti, potrebbe essere veramente utile per l'intero territorio”.

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