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13/07/2015 - Torino - Economia

TORINO - Cinghiali, delegazione della Confederazione Italiana Agricoltori incontra l’Assessore Regionale Giorgio Ferrero sull’emergenza fauna selvatica

TORINO - Cinghiali, delegazione della Confederazione Italiana Agricoltori incontra l’Assessore Regionale Giorgio Ferrero sull’emergenza fauna selvatica
Dino Scanavino

Una delegazione della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) composta dal Presidente nazionale Dino Scanavino, dal Vice Presidente regionale Gabriele Carenini, dal Direttore regionale Giovanni Cardone e dal Presidente della Cia di Torino Roberto Barbero ha incontrato l’Assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero per far presente la situazione insostenibile che si è determinata nella nostra Regione a seguito della proliferazione di ungulati e di selvatici hanno invaso le campagne, causando danni rilevanti alle colture agrarie ed agli allevamenti.
“Gli agricoltori sono esasperati – ha affermato Dino Scanavino - Nel corso degli ultimi venti anni si è registrata, in Italia ed in Piemonte, una
crescita esponenziale delle popolazioni di cinghiali, di caprioli e di altre specie selvatiche che hanno raggiunto densità tali da entrare in conflitto
con le attività agricole.

Di fronte al moltiplicarsi delle devastazioni causate da cinghiali, caprioli e da altre specie selvatiche occorrono interventi urgenti a livello legislativo e normativo per far si che le iniziative di contenimento funzionino e non si impiglino invece, come accade ora, in una inestricabile ragnatela che non consente di risolvere il problema”.
“Gli agricoltori hanno il diritto a produrre ed a raccogliere ed a vedersi risarcire i danni causati dalla fauna selvatica” ha aggiunto Dino Scanavino, che ha evidenziato un nuovo pericolo, quello dei lupi che assaltano in montagna le greggi e le mandrie e stanno rendendo snervante l’attività di pastori e margari in montagna.

“Si deve cambiare passo ed in fretta – ha sottolineato Gabriele Carenini - perché il sistema è ormai al collasso: l’attuale gestione della fauna
selvatica non funziona.

La caccia di selezione potrebbe contribuire a contenere il numero degli ungulati, ma se è mal condotta, come spesso accade, ad esempio abbattendo solo i capi vecchi e malandati, si ottiene l’effetto esattamente contrario.

In molte zone del Piemonte gli agricoltori hanno rinunciato a seminare il mais perché si vedono il raccolto sistematicamente devastato dalle scorribande dei suini selvatici”.

Roberto Barbero è ritornato sul problemi dei lupi, ricordando che dalla Francia molti lupi si stanno spostando sulle montagne piemontesi perché in Francia è permesse sparare a questi animali.

Nelle zone frequentate da branchi di lupi la situazione per margari e pastori, ha detto Barbero, é diventata insostenibile ed è urgente trovare una soluzione al problema, cercando una via di uscita che tenga sì conto della necessità di salvaguardare la biodiversità animale, ma anche e soprattutto delle esigenze di chi lavora in montagna.

Giovanni Cardone ha fatto presente il problema delle nutrie, il cui veloce tasso riproduttivo ha creato una situazione insostenibile con danni alle coltivazioni, all’ambiente e alle arginature, specie delle risaie.
“La nostra Regione è sensibile a questa situazione di emergenza rappresentata dagli agricoltori” ha replicato l’assessore Ferrero, che ha
voluto ricordare l’impegno della Regione nell’indennizzo dei danni.

Sul 2014 Arpea sta distribuendo ad Atc e Ca un milione di euro per fini istituzionali.

Sempre sul 2014 sono già disponibili 711 mila euro, bloccati nel pagamento dalla diatriba con l’Ue sul de minimis, che la Regione conta di sbloccare al più presto.

Resta però aperto il capitolo sui danni arretrati, fino al 2013.

“Siamo riusciti, dopo una lunga trattativa con il ministero dell’economia e delle finanze, a introdurli in un elenco del Dl 35 per un totale di spesa di 2,7 milioni di euro – ha spiegato Ferrero – Rappresentano un grande sforzo di questa amministrazione per sanare una situazione arretrata che altrimenti
sarebbe rimasta senza risposte.

Le procedure per arrivare ai pagamenti sono ormai avviate”.

Particolarmente critica la vicenda del contenimento dei selvatici dannosi:
“La possibilità introdotta ad aprile dalla Giunta della caccia di selezione al cinghiale è indubbiamente modo per contenere i danni, ma è stata recepita
e regolamentata solo da 9 dei 38 tra Atc e Ca piemontesi.

In alcuni casi é stata sabotata.

Non sempre gli Atc sono sensibili alle problematiche degli agricoltori, mentre sono sovente più sensibili a quelle dei cacciatori.

Siamo intenzionati a procedere ad una riforma degli Atc, riducendone il numero e migliorandone l’efficienza”.

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