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16/06/2015 - Regione Piemonte - Politica

TORINO, IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA L’ATTO DI INDIRIZZO - Tutele sociali anche ai lavoratori autonomi - Tra i proponenti Giovanni Corgnati e Gabriele Molinari

TORINO, IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA L’ATTO DI INDIRIZZO - Tutele sociali anche ai lavoratori autonomi - Tra i proponenti Giovanni Corgnati e Gabriele Molinari
Corgnati e Molinari

E' stato approvato, in data odierna, dal Consiglio Regionale del Piemonte, l'Ordine del Giorno n.252, "Diritti e tutela per i lavoratori autonomi colpiti da malattia grave o prolungata", che ha tra i suoi proponenti i Consiglieri vercellesi Molinari e Corgnati.

L'Odg, posto come

  • il Parlamento Europeo si è recentemente espresso in materia di scarsa protezione sociale per i lavoratori autonomi attraverso la risoluzione del 14 gennaio 2014 intitolata proprio “Protezione sociale per tutti, compresi i lavoratori autonomi”;
  • un numero crescente di lavoratori autonomi a causa della crisi economica (scarso lavoro o lavoro remunerato a livelli molto bassi), in particolare le donne, si trovano al di sotto della soglia della povertà, ma non figurano ufficialmente come disoccupati;
  • i lavoratori autonomi sono storicamente esclusi dagli ammortizzatori sociali applicati invece ai lavoratori dipendenti (cassa integrazione, mobilità) ed ai disoccupati (Naspi, Asdi; Dis-coll);
  • rispetto alla tutela in caso di malattia sussiste un’evidente discriminazione tra i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e quelli autonomi. I primi, infatti, possiedono tutta una serie di garanzie diversificate in caso di malattia (per esempio 180 gg. a stipendio pieno, divieto di licenziamento, possibilità di richiedere part-time, divieto di trasferimento, accesso alla legge 104), mentre i lavoratori autonomi devono continuare a lavorare per vivere e curarsi poiché l’Inps non prevede l’indennità di malattia (per esempio per commercianti o artigiani) oppure prevede, per gli appartenenti alla gestione separata, garanzie irrisorie come i 61 giorni in 1 anno intero, chiaramente insufficienti in caso di patologie serie o prolungate, con diarie giornaliere molto basse;
  • il finanziamento dei sistemi di protezione sociale, soprattutto in periodi di crisi economica, permette di conciliare gli obiettivi sociali ed economici ed, a lungo termine, contribuisce al mantenimento e allo sviluppo dell’economia, deve essere quindi considerato un investimento e non una spesa.

Considerato che

  • il 10 febbraio 2014, è stata lanciata la Petizione “Diritti ed assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano” che ha raccolto ad oggi oltre 80.744 firme;
  • la suddetta petizione è stata lanciata da Daniela Fregosi, lavoratrice autonoma che si è ammalata di cancro al seno, appoggiata da ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato), ed è parte di una battaglia, lanciata che sta riscuotendo forti consensi sociali (e non solo tra gli autonomi visto che anche moltissimi lavoratori dipendenti la stanno firmando) e tra i media;
  • la suddetta petizione chiede al Presidente del Consiglio ed al Ministro del Lavoro azioni fattibili e realizzabili quali: diritto ad una indennità di malattia che copra l’intero periodo di inattività, il diritto ad un’indennità di malattia a chi abbia versato all’INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive (chemio, radio, etc.), il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia, la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa senza maggiorazioni in termini di more, la possibilità di escludere i lavoratori autonomi ammalati dagli studi di settore;
  • rispetto alla copertura finanziaria delle precedenti richieste, la cassa Inps della gestione separata risulta in attivo e da una ricerca effettuata da ACTA nell’aprile 2014, i versamenti Inps per prestazioni assistenziali (indennità di malattia, indennità di degenza ospedaliera, indennità di maternità), che dovrebbero essere coperti dallo 0,72% dell’aliquota totale (27,72%), non superano il 50% dimostrando come ci siano ampi margini di migliorabilità nella protezione che i lavoratori autonomi possono avere in caso di malattia grave;

IMPEGNA la Giunta regionale del Piemonte ad

  • intervenire presso il Parlamento affinché il Ministero del Lavoro riveda la normativa attuale al fine di tutelare maggiormente i lavoratori autonomi colpiti malattia grave o prolungata;
  • entrare in contatto con le associazioni di categoria (commercianti, artigiani, professionisti) e trasversali come ACTA per raccogliere ulteriori informazioni e concordare azioni congiunte come per esempio campagne di informazione per i lavoratori autonomi (la maggior parte dei quali non è a conoscenza neppure di quei minimi diritti a cui hanno accesso oppure non possiedono tutti gli elementi informativi per valutare correttamente il rischio che corrono in caso di malattia grave);
  • identificare modalità concrete di intervento in supporto dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia.

I Consiglieri Molinari e Corgnati esprimono piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che costituisce ben più di un segnale di attenzione per una categoria ad oggi insufficientemente tutelata; categoria peraltro ben diffusa nei territori del Vercellese e della Valsesia.

Gabriele Molinari

Giovanni Corgnati

- Consiglieri Regionali -

 

 

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