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22/05/2015 - Vercelli Città - Cronaca

TRAPANI VS. PRO VERCELLI - Abbiamo perso 2 a uno - Abbiamo vinto - Restiamo in B - Mai più trasferte a Borgosesia e Gozzano

TRAPANI VS. PRO VERCELLI - Abbiamo perso 2 a uno - Abbiamo vinto - Restiamo in B - Mai più trasferte a Borgosesia e Gozzano
Massimo Secondo, Presidente della Pro Vercelli

(Enrico Demaria) - E' andata!

Non l'abbiamo conquistata nel migliore dei modi, ma per noi questa salvezza equivale alla Champions League.

A conti fatti, abbiamo strameritato questa salvezza perché abbiamo disputato gran parte del torneo senza i due uomini che, giocando assieme, ci avrebbero forse consentito di fare addirittura un pensierino ai playoff: il bomber Marchi e il brasiliano Ronaldo.

A Trapani, oltre a loro due, mancava Scavone, oltre agli squalificati Coly e Ardizzone.

La squadra di Cosmi non è sembrata irresistibile, ma la Pro l'ha agevolata con due svarioni difensivi (soprattutto il secondo) incredibili, poi non è riuscita ad acciuffare il pareggio.

Non importa, grazie agli altri risultati (soprattutto quelli di Latina e di Crotone), finiamo ben sopra le squadre che andranno a spareggiare nel drammatico playout, Modena ed Entella, e il Cittadella, che accompagna fin da subito Brescia e Varese in Lega Pro.

Finiamo davanti al Crotone e appaiati al Catania, che era la favorita della vigilia per l'immediato e diretto ritorno in A e che, nel solo mercato di riparazione di gennaio, ha speso quanto noi spenderemo forse in sette-otto campionati interi.

Ed ora finalmente possiamo festeggiare, zittire i gufi, concentrarci sulla prossima stagione, sui 1.500 posti in più che sarà necessario recuperare al Piola, sulla riconferma di Marchi, sul tentativo di far rimanere Ronaldo, sul "grazie"da dire a Secondo, Rizzi, Saggia, Varini e soprattutto al mite, taciturno, Scazzola, un allenatore che non ama mettersi in mostra, che non fa mai polemiche fuori luogo, ma che conquista risultati.

Per qualcuno il fatto che si continui a giocare alle soglie dell'empireo calcistico potrà apparire insignificante; per noi è un traguardo importante perché dà lustro alla nostra città. Secondo e Scazzola hanno centrato l'obiettivo con una squadra allestita in economia, ma con intelligenza, facendo tesoro degli errori commessi nella prima apparizione in B, dopo 64 anni di attesa, di speranze, di traumi sportivi, di precipizi che si stavano spalancando, di salvezze societarie raggiunte in extremis, di avventurieri che si succedevano drammaticamente al timone della società, di bilanci con l'acqua alla gola, di Paganoni che ha condotti fuori dal guado, di trasferte a Borgosesia dove ci gridavano: "Benvenuti tra gli onesti".

Abbiamo l'età e la memoria sufficiente per ricordare una sorta di spareggio per non retrocedere giocato in una specie di cava-discarica a Gozzano: ci salvò un gol di Valera.

Adesso siamo in B, ce la siamo vista con Bologna e Catania, ce la vedremo col Cagliari, forse il Parma. Gozzano e Borgosesia sono lontani anni luce.

E dunque chissenefrega della sconfitta di stasera: la nostra salvezza ce la siamo conquistata con un fantastico girone di andata e con tre partire alla morte disputate in casa con il Crotone ed il Bologna e in trasferta a Terni. Sette punti, che si sono rivelati decisivi.

Accenniamo appena alla gara di Trapani che si è aperta con un probabile fuorigico non sbandierato a Nadarevic: sul suo cross, in tre hanno proprio poltrito e Curiale ha superato Russo.

Era il quarto minuto. La Pro ha premuto tantissimo per arrivare al pareggio, ma ha ricavato solo occasioni fallite di un nonnulla. Poi, all'inizio della ripresa (era il 3') il secondo patatrac: Caldara lasciato inspiegabilmente solo davanti a Russo, su calcio dalla bandierina, ha di nuovo superato il portiere della Pro, stavolta di testa.

C'è voluto un intervento maldestro del portiere Gomis al 69', su conclusione di Sprocati, per consentire a Beretta di mettere dentro l'1 a 2. Poi altri errori dei nostri attaccanti a ridosso del portiere del Trapani, ma le notizie dagli altri campi erano miele e giulebbe.

Finché, i pareggi di Latina e Crotone hanno sancito questa nuova festa per la Vercelli sportiva. Al diavolo i gufi e gli jettatori, al diavolo coloro che dicevano che Marchi non avrebbe fatto uno straccio di gol in B: senza l'infortunio avrebbe probabilmente vinto la classifica dei cannonieri. Gli dobbiamo tanto, come tanto dobbiamo, indistintamente, ai giocatori che hanno onorato la bianca casacca. Tutti. Con una nota particolare per un ragazzino di 38 anni che ha portato con onore la fascia di capitano: Scaglia.

E' lui il simbolo di questa Pro che ci ha creduto, e che, ora, può far festa. E festa dunque sia. Grazie, vecchia, cara Pro, e grazie a Massimo Secondo, che continua a farci sognare.

Perché il calcio non sarà tutto, ma a Vercelli, per tradizione, storia e affetti è molto più di una mera disciplina sportiva.

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