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18/05/2015 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 291 - Per convincer(si) a Bobo e Co. ora resta la via dell’Haka Maori - Ma non è che gli altri si impressionino -

TRIPPA PER I GATTI / 291 - Per convincer(si) a Bobo e Co. ora resta la via dell’Haka Maori - Ma non è che gli altri si impressionino -
SiAmoMaori

Forse sono solo coincidenze.

https://www.youtube.com/watch?v=3BoNmpvkavo

Ma  se fossero solo coincidenze, bisognerebbe concludere che  ci troviamo di fronte ad un caso che nemmeno sotto le “congiunzioni astrali” vagheggiate da certe caricature di pubblici funzionari si sarebbe potuto verificare.

Prodigi quali nemmeno Branko sarebbe riuscito ad immaginare, proprio lui che, in fondo, è il più logico tra gli osservatori del momento.

La lettura dei recenti fatti che hanno portato alla (de)composizione della maggioranza in Consiglio Comunale uscita dalle urne dell’8 giugno scorso può essere scorsa attraverso varie lenti utili a  meglio mettere a fuoco o - al contrario -  deformare il testo.

Ma se effettuata ad occhio nudo forse se ne ricava una più fedele rappresentazione.

E per la bisogna ci affidiamo ad un vecchio e sperimentato modo di porre su uno stesso piano logico - cronologico gli avvenimenti: la tavola sinottica.

Perché la rottura tra SiAmoVercelli ed il Pd si consuma – forse – prescindendo persino dalle intenzioni “programmate” dei protagonisti, ma non senza un rapporto di apparente consequenzialità che è (pare) illuminante.

La consequenzialità è tutta da registrarsi attorno alla questione Direzione Artistica di Expo.

Anzi, alla costituzione della Commissione di garanzia in seno al Consiglio Comunale.

Ma andiamo con ordine.

***

Le opposizioni, tutte, presentano una mozione che chiede l’istituzione della Commissione di indagine.

Dapprima le materie da porsi sotto esame sono presentate come indipendenti. Anzi, addirittura distinte in termini temporali. Prima l’una e poi l’altra.

Direzione artistica Expo e, successivamente, Stagione di Prosa.

Della questione Expo si parla in tanti ambienti della città da settimane e se ne parla anche in alcuni nostri articoli di gennaio.

Tanto è vero che le opposizioni preparano la mozione e la protocollano il giorno 16 febbraio 2015.

Per la cronaca e ad ulteriore – se ve ne fosse bisogno – dirimente chiarimento, un nostro articolo satirico che fantasiosamente alludeva a cascine piuttosto che calcetto è del successivo 17 febbraio.

Non è precedente l’iniziativa delle opposizioni.

Perché sulle cascine piuttosto che sul calcetto (sulla birra piuttosto che sul gatorade) si può appunto fare della satira.

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=61022

I problemi, invece, sono ben altri, sempre i soliti: le cose sono state fatte correttamente?

C’è qualcuno che ha – eventualmente – ragione per sentirsi preso in giro?

 

***

 

Mentre - invece - sulla procedura di selezione del contraente privato “Contato del Canavese” per la Stagione di Prosa 2014 – 2015, le attenzioni si appuntano sull’argomento effettivamente solo dopo che il nostro giornale ha pubblicato una serie di articoli che mettono in luce “stranezze” nel processo di assegnazione.

Il Consiglio Comunale non è immediatamente unanime.

Il Pd non vorrebbe che alla Commissione fosse affidata la materia “Stagione di Prosa”.

Ed è la demenziale (provvidenziale?) conduzione della seduta del Consiglio da parte del giovane, inesperto quanto arrogantello, presidente dell’Aula a fare invece in modo che si produca una eterogenesi di fini e risultati per cui, alla fine  e nonostante tutto, il Consiglio vota come è giusto che sia: si costituisce la Commissione e ad essa si affidano entrambi gli argomenti.

 

PRIMO TASSELLO, 26 FEBBRAIO 2015

 

Il primo “tassello” della nostra sinossi è, quindi: 26 febbraio, costituzione della Commissione di Indagine.

Guarda anche:  http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=61191

***

 

SECONDO TASSELLO, 28 FEBBRAIO 2015

 

Non si fa attendere la reazione di SiAmoVercelli, secondo tassello.

Il successivo sabato 28 febbraio, conferenza stampa in Rialto.

(Come anche in seguito faremo, riporteremo integralmente i testi diffusi dal Rialto).

Della conferenza ecco la “official version”.

***Comunicazione

Questo il testo approvato dalla Segreteria di SiAmo Vercelli con cui Alberto Perfumo ha aperto la conferenza stampa di sabato 28 febbraio.

BASTA COMPROMESSI
LEALTÀ, RESPONSABILITÀ E PROPOSTE: AL CENTRO LA CITTÀ

Agire, portare risultati, cambiare la città.

Sono le ragioni su cui è stato fondato il nostro movimento e quelle per cui ci hanno votato oltre 4000 persone.

Oggi siamo qui perché ciò non sta succedendo e il programma proposto agli elettori rischia di rimanere una promessa. Non sta succedendo, da una parte per un problema politico e dall’altra per uno operativo/amministrativo.

Politicamente, il problema è sotto gli occhi di tutti: nei mesi passati abbiamo assistito ad alcune frizioni in casa PD – con annessi cambi di casacca.

È del tutto evidente che, non per causa di SiAmo Vercelli, non c’è una maggioranza in Consiglio Comunale o, quanto meno, questa maggioranza è fragilissima.

Operativamente, forse anche come ricaduta del problema politico, non c’è, tranne forse con poche eccezioni, un’agenda chiara e chiaramente comunicata sulle “cose da fare”, con priorità e programmi d’azione relativi.

Il risultato, sotto gli occhi di tutti tranne di chi non lo vuole vedere, è che si “galleggia”, si combina poco; in consiglio si discute praticamente del nulla: questioni che possono appassionare solo gli addetti ai lavori e non certo i cittadini, che non vedono progressi.

SiAmo Vercelli non è disponibile a “vivacchiare” e tirare a campare. Non c’è alternativa a fare quanto promesso e portare risultati. Se verifichiamo di non avere questa possibilità, meglio tornare dagli elettori.

SiAmo Vercelli propone al Sindaco, l’allenatore della squadra di governo, un’agenda di 10 priorità per il 2015 per uscire dall’impasse e verificare se, su quest’agenda, esiste una maggioranza.

Priorità nell’area Rilancio del lavoro e dell’economia

  • Expo_Vercelli, motore per il rilancio economico e turistico della città

  • Occupazione: per i giovani, attraverso lo start-up di iniziative di smart/co-working/fablab, e per i lavoratori meno qualificati (es. promozione lavori socialmente utili)

  • Revisione degli investimenti per adeguarli ai nuovi bisogni della città (es. dirottare le risorse originalmente previste per il museo dello sport, che oggi richiede più soldi di quanti originalmente previsti ed è quindi difficilmente realizzabile, per i bisogni più impellenti, come le piscine), valorizzazione degli asset (a partire da Atena) e taglio dei costi degli apparati comunali

  • Laboratorio cultura-turismo: meno soldi per acquistare prodotti culturali e valorizzazione di quello che c’è in città (musei, talenti artistici, monumenti – a partire dal S. Andrea e dai collegamenti con UK e Magna Carta)

Priorità nell’area Qualità della vita

  • Piscine

  • Stop al degrado della città, che deve essere più pulita, decorosa e verde

  • Relazione coi cittadini improntata all’ascolto e alla trasparenza

Priorità nell’area Solidarietà

  • Collaborazione volontariato e servizi sociali (welfare integrato, collaborazione con il volontariato e co-protagonismo del 3zo settore, per evitare che le risorse, oggi in diminuzione, corrispondano a diminuzione dei servizi, che in questo campo sono assolutamente imprescindibili)

  • Minori tasse, soprattutto per le fasce deboli

  • Carta famiglia e altre agevolazioni per le fasce deboli

Chiederemo un piano di azioni concrete per realizzare queste priorità: un piano mensile dettagliato su cui verificare, mensilmente, con la stampa e i cittadini se le azioni programmate sono state fatte.

SiAmo Vercelli è stata leale. Sempre.
Con umiltà, da nuovo entrante, ha fatto il suo rodaggio nel mondo della politica locale.
Si è spesa molto in consiglio, in giunta, sul campo – con moltissimi volontari.
Talvolta ha portato pazienza con grande senso di responsabilità.

SiAmo Vercelli ha ricevuto un mandato chiaro, esplicito dai suoi elettori.
Ha creato aspettative – e di questo andiamo fieri.
Ha – per unanime riconoscimento – “alzato l’asticella” della politica in città e non è disponibile a “galleggiare”.

Come ha affermato Luca Simonetti in Consiglio Comunale, l’asticella è stata alzata per essere saltata, non per passarci sotto.

Ribadiamo ancora una volta oggi il nostro impegno, non molliamo. Su un’agenda condivisa si può ricompattare la maggioranza.

Ma chiediamo al Sindaco, in maniera chiara, di confermare gli obiettivi e un piano preciso per il 2015, di verificarne il supporto e di misurarci ogni giorno su questo piano.

Se si procederà, saremo i più soddisfatti, se non si procederà, sarà giusto e leale tornare dagli elettori”.

***

Il testo si presta ad una esegesi assai semplice.

Al netto del rituale richiamo ai problemi della città ed alle dichiarate intenzioni di Perfumo & Co., è chiaro l’altolà al Pd.

Al quale – è importante, per non dire determinante questo limite temporale – si assegna un tempo per “mettersi in riga”, mettersi in riga anche dal punto di vista del recupero del rapporto con CambiaVercelli (Mario Cometti, & Co.).

Ebbene, questo limite temporale è il 2015. La fine del 2015.

Insomma, c’è quasi un anno di tempo.

Un limite temporale così ampio che ad alcuni appare persino elusivo, mentre altri lo valuta invece quale espressione di credibilità.

E par vari (almeno due) motivi.

Il primo è che, in effetti, non si può riformare una macchina come quella comunale in quattro e quattr’otto, quindi è logico che, anche a voler pigiare sull’acceleratore, un po’ di tempo ci voglia.

Il secondo è che, quand’anche si decidesse di andare a votare anticipatamente, ormai il limite fissato dal Legislatore per approfittare della tornata amministrativa del 31 maggio 2015 (con Pezzana, Tronzano e Rimella) è trascorso: ci si sarebbe dovuti dimettere entro il 24 febbraio precedente.

Dimettersi ora vorrebbe comunque dire andare a votare nel maggio 2016.

Questo forse molta gente non lo sa(peva), ma lo sanno bene gli addetti ai lavori.

Sicchè, di nuovo, la posizione appare, a chi non voglia vedervi dietrologie, logica.

Fin qui la strategia dell’anatra zoppa messa in scena in Rialto funziona alla grande.


Nel frattempo vanno avanti altrettanto alla grande tutti i tentativi possibili immaginabili di inciuci con “quella parte del Pd” che si abbevera alla loro spumeggiante fonte.

Non è facile resistere al potere di seduzione che il  Rialto esercita verso i settori più deboli del partito di Via Giovine Italia.


Come se fossero la risposta vercellese agli Illuminati di Baviera, Bobo e compagni lasciano intuire, ad animi confusi nelle proprie contraddizioni, qualcosa di simile ad una idea di cooptazione elitaria.

Come se il ballo a palchetto di qualche birrificio rimediasse una risposta vercellese e plausibile alla filosofia del Ballo Excelsior, la prospettiva di una modernità possibile è, pur modesta, comunque concreta e fascinosa.

***

 

TERZO TASSELLO, 19 MARZO 2015.

 

Si arriva così, senza troppi problemi, al momento in cui si delinea il terzo tassello.

E qui incominciano i guai.

Perché il successivo 19 marzo, la Commissione prende corpo.

Con numeri, però, diversi da  quelli che Alberto Perfumo si aspettava.

Si ricorderà come siano andati i fatti.

La Commissione è composta da otto Commissati.

Tre sono quelli che spettano alla minoranza (Randazzo, Stecco, Massa) e cinque quelli di competenza della maggioranza.

E’ per la designazione di questi ultimi che scoppia il caso.

SiAmoVercelli, contando su un “resto” aritmetico favorevole, vorrebbe che fossero designati due suoi Commissari. Due ne spetterebbero così al Pd e uno a CambiaVercelli.

E’ chiaro che potendo contare su quattro Commissari (Peila e Opezzo in quota Pd, ma “illuminati” e quindi fedeli più a Perfumo che al proprio partito) più due di SiAmoVercelli, qualsiasi decisione non fosse gradita al Rialto si sarebbe potuta bloccare, con un “muro a muro”, mal che andasse, di quattro contro quattro.

Ma le cose, come è noto, vanno invece diversamente.

I Commissari del Pd sono invece tre (oltre ai convertiti Peila e Opezzo, c’è Emanuela Naso, esponente del gruppo di giovani che resta leale al Sindaco) uno solo tocca a Perfumo (Luca Simonetti) e il designato di CambiaVercelli è Emanuele Caradonna.

Le cose si mettono assai male per il Rialto, ma restano ancora qualche giorno a bagnomaria.

Non è facile stabilire che fare.

La Commissione si insedia il primo aprile da subito appare chiaro che il Presidente Maurizio Randazzo e la maggior parte dei componenti vogliono fare sul serio.

***

 

QUARTO TASSELLO, 3 APRILE 2015

 

E si arriva così al quarto tassello.

Siamo al 1 aprile e bisogna dare un segnale chiaro al Pd.

Occhio a quello che combina la Commissione.

Il sistema di relazioni surrettizie intessuto dal Rialto con “quella parte” del Pd sensibile alle sue lusinghe pare vacillare, perché “quella parte”, pur essendo assai ostinata, non è maggioranza e, soprattutto, non riesce a condizionare più di tanto il Sindaco.

Non si può più aspettare fino alla fine del 2015.

Bisogna accelerare.

O si riesce a piegare l’avversario o tanto vale fare saltare il banco.

E così, a sorpresa, vero fulmine a ciel sereno, arrivano, il 3 aprile, le dimissioni dell’Assessore al Bilancio Elena Delsignore e del Vicesindaco Alberto Perfumo dalla Giunta.

Che rappresentano appunto il quarto tassello della nostra tavola sinottica.

Un atto, quello delle dimissioni, difficilmente spiegabile.

Il bilancio (quello di previsione come quello consuntivo) è mezzo fatto e mezzo da fare.

Non mancano, naturalmente, anche le motivazioni formali, espresse nel comunicato che segue:

La parola al Sindaco e al Partito Democratico, per ripartireComunicazione

Vercelli, 3 aprile 2015

In Città il clima è pesante e alle difficoltà quotidiane – di un bilancio molto difficile, nelle urgenze del sociale e del lavoro, nei lavori pubblici, … – si aggiungono le beghe politiche.

Di queste probabilmente non interessa nulla ai cittadini, ma, tant’è, la ricerca del consenso a tutti i costi, la mediazione, i compromessi frenano e rischiano di paralizzare molte attività.

A fine febbraio, SiAmo Vercelli ha sollevato il velo e ha detto chiaro e tondo che, per arrivare ai risultati, bisognava agire e cambiare in modo serio il passo, rinforzando l’azione amministrativa e quella politica. Purtroppo, dopo un mese, constatiamo che non è successo nulla. Anzi, forse la situazione si è addirittura complicata, dando sponda alle recriminazioni e agli appetiti di molti.

Come se ne viene fuori? Qual è la soluzione più responsabile e allo stesso tempo più efficace e pulita?

Oggi gli assessori di SiAmo Vercelli Elena Delsignore e Alberto Perfumo hanno rimesso le loro deleghe al Sindaco.

Lo hanno fatto con mandato unanime della Segreteria del nostro movimento e come segnale, netto e incontrovertibile, di disponibilità e coraggio.

In cima ai nostri pensieri non ci sono i posti di potere, non i nostri tornaconti personali e neppure quelli, pur importanti, del movimento.
In cima c’è la Città. E per la città noi siamo pronti a ridiscutere tutto fino a farci da parte.

Pur convinti che il problema non siamo noi, vogliamo che il Sindaco abbia le mani libere. Libere per rifare la Giunta che serve, libere per far ripartire un’iniziativa politica decisa e fruttuosa.

Conformemente allo spirito del nostro movimento, Elena Delsignore garantirà, nei prossimi giorni, la totale disponibilità al Sindaco per supportarla nel portare a termine ciò che concerne il Bilancio e le questioni aperte urgenti del Settore. Allo stesso modo Alberto Perfumo garantirà la disponibilità a lavorare da volontario per coadiuvare il progetto Vercelli x Expo.

Se il Sindaco, recuperando lo spirito propulsivo che la portò a scegliere l’apparentamento con SiAmo Vercelli al voto di maggio 2014, vorrà rilanciare, troverà nel nostro movimento un interlocutore serio e affidabile, con le idee chiare, capace, al di là delle parole, di lavorare solo per il bene di Vercelli.

Ma anche se sceglierà altre forze politiche a supporto della sua azione, noi non saremo negativi a prescindere: come avevamo detto all’apparentamento, non c’è bisogno che siamo lì noi a governare. Un programma serio e responsabile, realizzato con spirito di servizio e coraggio, avrà sempre il sostegno di SiAmo Vercelli.

Al Sindaco e al Partito Democratico di scegliere la direzione in cui muovere.
Liberamente, ma con efficacia e in tempi brevi e certi.

A noi, in questo momento, non resta che dare piena disponibilità a ogni soluzione realmente dedicata alla Città”.

Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=61617

***

Ma sempre di più si amplia la distanza tra obbiettivi dichiarati ed atti concreti posti in essere.

Le contraddizioni incominciano ad essere evidenti.


Eccone un esempio.

Il 28 febbraio dai un anno di tempo alla Giunta per riorganizzarsi e il 3 aprile concludi già che non c’è più nulla da fare?

Cos’altro può essere accaduto nel frattempo per determinare un strappo del genere?


Soprattutto, di questi convulsi “stop and go” cosa realmente ne sa la base di SiAmoVercelli?


Quali dimostrazioni (reali) devono dare il Pd ed il Sindaco per convincere SiAmoVercelli a restare?

Cosa avrebbero dovuto fare di diverso in un mese e quattro giorni?

***

Nel frattempo, così come si intrecciano in modo (se possibile) sempre più soffocante le relazioni tra il Rialto e i  congiurati del Pd, anche all’esterno si incomincia a capire che qualcosa suona falso.


Lo sforzo di rappresentarsi come duri e puri (e talvolta immemori) pur messo in scena con perizia comunicativa, forse rivelatrice anche di una callida abitudine a costruire e decostruire quinte sceniche rappresentative del verosimile più che del vero, incomincia a rivelarsi improbo.


Forse duri. Puri, è da vedere. Magari un po’ smemorati.

Probabilmente impazienti. Di certo nervosi. Sempre più nervosi.

***

Nervosi al punto che le dinamiche di gruppo e relazione, forse per scaricare la tensione, sublimandola in una sorta di training autogeno, ricordano sempre più – ad ogni Consiglio Comunale, ad ogni comunicato – la celeberrima danza Haka dei Maori.


Una modalità di rappresentarsi per intimorire l’avversario, per ricordare a se stessi ed al mondo chi siamo:”I am born of a distiguished people”.

https://www.youtube.com/watch?v=BI851yJUQQw

Per illudersi, anche.


Si roteano gli occhi. Si digrignano i denti. La bocca si estende in una smorfia paurosa. La lingua, e poi ancora la lingua. Ci battono le cosce con le mani aperte.


Si guarda a destra, minacciosi. A sinistra, terrificanti. Si strabuzzano le orbite. I volti e i corpi segnati dalle pitture di guerra. Urla. Grida liberatorie. I piedi calati, come mazzate, al suolo.

https://www.youtube.com/watch?v=BI851yJUQQw


Per uno che non sa, fa impressione, non c’è che dire.

Si arriverà forse anche alla corsa sui carboni ardenti?

Chissà.

***

Perché il rush finale pare proprio questo, una corsa sui carboni ardenti.

Che del resto è un po’ anche la deriva di certi corsi motivazionali orientati all’alta specializzazione per agenti e rappresentanti di commercio, più e meglio di quelli organizzati dal memorabile e compianto Mario Silvano.

***

 

QUINTO TASSELLO, I LAVORI IN COMMISSIONE E IL VOTO DI EMANUELA NASO

 

Ma veniamo al quinto – fondamentale – tassello.

Torniamo alla Commissione.

Che entra nel merito e nell’ambito della quale si sviluppa una dialettica talvolta serrata.

Ed è qui che casca – absit iniuria – l’asino.

Perché (come dimostrano le slides in jpg riportate a corredo dell’articolo) in molte occasioni ed anche nel giudizio finale la Consigliera Manuela Naso non la pensa come i propri “compagni” Peila e Opezzo.

Né, tantomeno, come Simonetti.

Dimostrandosi su più punti d’accordo con Randazzo, Massa, Caradonna.

Tra questi, quelli decisivi per individuare profili di irregolarità rimarchevoli nella procedura di affidamento dell’incarico a Francesco Brugnetta.

 

***

 

Queste posizioni maturano nelle prime settimane di aprile, quando la Commissione di indagine prende in esame appunto il caso “Expo”.

Perché in seguito e fino a fine mese avrebbe esaminato invece quello “Contato del Canavase”.

Ed è proprio a poche ore da una delle più importanti votazioni in Commissione che si consuma la definitiva rottura tra il Rialto e Via Giovine Italia.

 

SESTO TASSELLO, 21 APRILE

 

Siamo al 21 aprile.

Ed al sesto e ultimo tassello.

E’ – sulla carta – l’ultima, estrema occasione per ricucire.

Ma la notte si trascina, nella Sede del Pd, con gli esponenti del RiAlto che alzano sempre di più l’asticella.

Fino all’una e trenta.

Il Pd propone l’ingresso in Giunta proprio di Emanuela Naso.

Apriti o cielo. Non se ne parla nemmeno.

Ma questa volta hanno tirato troppo la corda.

Il Sindaco – inaspettatamente – decide che con loro non c’è più niente da fare.

Così li manda a stendere.

E con loro i congiurati del Pd.

Da quel momento in poi, è una continua haka maori.

Così l’ultimo dei comunicati (gli altri al sito del Rialto):

***

Tradito l’accordo di apparentamento: SiAmo Vercelli non ci sta ai compromessi della vecchia politica

Vercelli, 27 aprile 2015

La città ha bisogno di molto di più: ha bisogno di più idee e più capacità di realizzarle. Mai come oggi ha bisogno di un’amministrazione che sappia decidere sui temi importanti – dalle emergenze sociali alla piscina, dal museo dello sport e dalla torre civica al decoro e alla pulizia urbana …-  e che soprattutto porti avanti con decisione le scelte fatte. Nessuno di noi avrebbe preteso che i gravissimi problemi ereditati fossero tutti risolti a nemmeno un anno dall’insediamento, ma a questo punto si dovrebbe almeno avere ben chiaro come farlo.

Portando in dote un’ondata di entusiasmo e novità, un anno fa chiedemmo al Sindaco di alzare l’asticella, di abbandonare i vecchi metodi e di puntare dritto a fare le cose necessarie per la città. La sfida era tosta, ma valeva la pena di raccoglierla.

SiAmo Vercelli ha fatto tutto il possibile perché questo accadesse, si è spesa con impegno e lealtà e ha spinto il Sindaco a procedere senza subire i ricatti di nessuno (men che meno dei cambia-casacca), con in testa solo gli obiettivi promessi ai cittadini in campagna elettorale e sottoscritti nell’accordo col PD di giugno 2014.

Lo ha chiesto con forza e determinazione. Perché bisogna cambiare per davvero!

In questi mesi, il Sindaco non ha dimostrato il coraggio necessario al cambiamento e ha inseguito compromessi di basso livello con gli alfieri della vecchia politica, riuniti al momento sotto le insegne di Cambia Vercelli (mai nome fu meno adatto!).
Il risultato è una palude in cui si sprofonda giorno per giorno, senza risolvere i grandi problemi della città.
Su questo pericolo – e potremo se necessario darne le prove – SiAmo Vercelli, ha insistito fin dal mese di gennaio.

Così non va, in questa palude non ci sentiamo di stare. La città ha bisogno che le cose vengano fatte e non solo promesse. Il Sindaco esita tra il coraggio di procedere e il cedere alla vecchia politica. Non possiamo sottostare al tira-e-molla di questi mesi. Revochiamo quindi la nostra disponibilità a far parte della giunta e il nostro sostegno.

Prendiamo questa decisione difficile con sofferenza, dopo averle provate proprio tutte per far capire che nella situazione drammatica in cui ci troviamo bisogna uscire dai vecchi schemi del ricatto del politicante di turno, e abbandonare le logiche spartitorie “correntizie”. Senza privilegiare la competenza e la capacità gestionale e senza il coraggio di prendere una via, anche impopolare a volte, e percorrerla fino in fondo, si cadrà sempre più in basso.

Ringraziamo la parte del PD che, costruttivamente, lealmente e nel pieno rispetto degli accordi firmati alla luce del sole nel giugno del 2014, ha lavorato per dare alla città una politica diversa, improntata ai fatti concreti e alle soluzioni ai problemi. La proposta, insomma, in cui si erano riconosciuti con entusiasmo sia l’elettorato del PD che quello di SiAmo Vercelli alle scorse elezioni.

Il pantano della vecchia politica, delle trame sottobanco, delle veline false fornite a giornalisti compiacenti, degli interessi individuali, del protagonismo a tutti i costi, del negare il rispetto della verità e delle persone sono ancora fortemente presenti in ogni ambito della politica cittadina.

Motivo in più, per noi, per impegnarci con ancora maggior vigore per la Rivoluzione Buona che abbiamo promesso”.

Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=62127

 

***

Se il Lettore avrà avuto la pazienza di arrivare fin qui, non potrà che porsi – ora – una domanda.

Come andrà a finire?

Per questo – forse – non occorre un praticante di astrologia.

Ma non abusiamo della assiduità di chi ci segue, rimandando ad una prossima puntata.

 

 

 

 

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