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04/06/2018 - Santhiatese e Cavaglià - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 471 - Salati in superificie - Ma non va bene: perchè mai gli abitanti del piccolo centro dovrebbero correre per avere decoro urbano come il Capoluogo e fare rieleggere il Pd con i suoi accoliti?

TRIPPA PER I GATTI / 471 - Salati in superificie - Ma non va bene: perchè mai gli abitanti del piccolo centro dovrebbero correre per avere decoro urbano come il Capoluogo e fare rieleggere il Pd con i suoi accoliti?

Si ritenta.

Quando non si sa, ma pare che, in luogo del preconizzato giorno 11 prossimo, lunedì, si voglia andare a quello successivo, il 18.

Il Consiglio Comunale di Vercelli sembra proprio che non possa più essere convocato in altro giorno se non quello di riposo per i barbieri.

Quelli italiani, perché i cinesi invece lavorano anche di lunedì.

Il lunedì del barbiere, dunque, potrebbe essere (in luogo del giovedì, scelto ad inizio mandato) il giorno fisso di riunione.

***

Perché?

Perchè ora in maggioranza (subentrato nei giorni scorsi) siede tra le fila del Pd Arcangelo Roma, stimato artigiano barbitonsore, che per l’appunto solo il lunedì ha il negozio chiuso.

E’ un criterio come un altro.

Una volta non si andava a scuola il giovedì.

***

Ma perché vogliono (vorrebbero) convocare di nuovo un Consiglio Comunale il 18 giugno?

Perché vogliono riprovarci con Sali.

Sul progetto di fusione per incorporazione del Comune di Sali Vercellese in quello di Vercelli, non si potrebbero dire cose più sensate di quelle espresse nel comunicato stampa di SiAmoVercelli, che integralmente riportiamo:

La fusione tra i comuni di Vercelli e Sali ha assorbito una parte importante del Consiglio comunale del 31 maggio scorso.

Siccome la discussione è stata intensa e, a tratti, confusa, riteniamo utile spiegare bene qual è la posizione di Siamo Vercelli al riguardo.

Come prima cosa, condividiamo gli obiettivi della legge Delrio, destinata a promuovere l’efficienza nella gestione dei comuni e dei territori, nello spirito di privilegiare il bene comune nel suo complesso rispetto agli interessi di campanile.

 

Siamo anche d’accordo sull’ipotesi che l’Amministrazione promuova l’aggregazione di Vercelli con qualche comune vicino, attraverso un progetto strutturato e concreto in cui siano valutati i benefici per tutte le comunità coinvolte.

 

Non è questo, però, il caso di cui si è discusso ieri in Consiglio comunale e su cui si è votato.

 

Ieri, infatti, il sindaco ha portato in Consiglio una proposta confezionata in questi termini: Sali ha chiesto di essere fuso con Vercelli, la legge Delrio farebbe arrivare a Vercelli 2 milioni di euro all’anno per i prossimi dieci anni, quindi approfittiamone e arraffiamo i soldi, poi vediamo come va a finire.

 

Per Siamo Vercelli, una proposta fatta così non è accettabile: nessuno di noi, a casa sua o nel suo lavoro, si butterebbe a capofitto in un progetto così senza aver prima valutato tutte le conseguenze – come ha sostenuto Luca Simonetti in Consiglio.

 

La prima variabile, che il sindaco non ha valutato, è la consistenza della richiesta di Vercelli allo Stato: siamo certi che una mossa di questo tipo, da furbetto che approfitta un po’ delle norme generose e le piega al suo scopo, otterrebbe le risorse economiche previste in un periodo di dieci anni, periodo in cui cambieranno anche i governi centrali?

 

La seconda questione è la valutazione precisa dell’impatto della fusione in termini sia di benefici che di costi connessi.

Sono stati valutati i benefici di una possibile estensione del progetto ad altri comuni, anche più vicini?

 

Potrebbero esserci ricadute positive in termini economici, sociali, territoriali?

 

E cosa dire dei costi?

 

La fusione comporterebbe investimenti, ad es. sulle infrastrutture, e costi di gestione, ad es. per erogare servizi ai nuovi cittadini?

 

Sono aspetti molto concreti, che non si possono rimandare. Non si può chiedere al Consiglio di votare per l’operazione e sostenere che, dopo, si faranno gli approfondimenti e i conti.

 

Tutti i comuni che affrontano questo argomento, lo studiano con attenzione: basta digitare su un motore di ricerca “fusione tra comuni obiettivi”, nei primi quindici risultati ci sono gli studi di fattibilità realizzati in sette piccoli e medi comuni, tra cui Rivergaro, Cadoneghe, Castel Ivano, Cadrezzate, Baricella … Ovunque si sono fatte delle analisi sui benefici e sui rischi o costi della fusione. Perché a Vercelli no? 

 

Per questo, abbiamo chiesto al sindaco di approfondire la questione e di predisporre un progetto più concreto. L’abbiamo chiesto ieri in Consiglio comunale e l’abbiamo riproposto oggi inviando una richiesta formale al sindaco.

La nostra posizione e il nostro voto dipenderanno solo ed esclusivamente dalla bontà del progetto. Come sempre”.

 

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Ma poi ci sono anche altre valutazioni.

Perché mai gli abitanti del piccolo centro – in testa il loro Sindaco Emanuele Gabutti – dovrebbero accettare di essere esibiti come trofei nella prossima campagna elettorale del Pd e dei suoi accoliti?

Dovrebbero aiutare a fare rieleggere questi?

Questi?

Magari per mantenere anche a Sali, come ora al Villaggio Concordia, questo decoro urbano?