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04/12/2018 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 510 - A sinistra finirà che correranno tutti con Maura - È dall'altra parte che ci sono i problemi veri

TRIPPA PER I GATTI / 510 - A sinistra finirà che correranno tutti con Maura - È dall'altra parte che ci sono i problemi veri

Come facciamo a dirlo?!

Come facciamo a saperlo?!

Facciamo.

Abbiamo – in una Trippa recente – incominciato ad esplorare un genere letterario, forse un po’ desueto, ma infine il più idoneo a consentire di penetrare (senza esserne penetrati) le cose politiche vercellesi.

Si tratta della letteratura apocalittica.

Come categoria letteraria, senza scomodare la Teologia, e soprattutto senza mescolare il Sacro con il profano.

Ci ricordiamo poi di insigni Maestri quali San Domenico Savio che amava dire: qui da noi la Santità consiste nello stare molto allegri.

Su altro versante e sempre a Torino, la buonanima di Gaetano Fiorentino insegnava che, a gloria del Grande Architetto dell’Universo si possa anche sorridere.

Non sbagliavano.

***

Dunque, che accade?

Accade che i Profeti, salvo rare eccezioni, hanno fatto una brutta fine.

Tutti – senza eccezioni – sono morti poveri e solo qualcuno – e qui con rare eccezioni – nel proprio letto.

Quando è andata (tanto) bene, se ne sono andati tra le nuvole su un carro di fuoco, ma si tratta di casi isolati.

***

Perché?

Perché la gente dalle profezie pretendeva troppo.

Voleva che i profeti fossero indovini.

Allora il “sistema” si riorganizzò sostituendo alla profezia – mirata ad un risultato concreto in ordine spazio temporale – la letteratura apocalittica.

Che impegnava – in un certo senso – di meno.

Era, insomma, un metro sopra il livello dell’umano e così guardava alle cose ultime, alla rivelazione della storia e così via.

E nessuno poteva più dire: non c’hai azzeccato.

***

Così anche noi, nella nostra modestia, non vogliamo fare profezie, ma avvalerci di un sentimento più di tipo sapienziale e così “rivelare” come andranno le cose da qui a marzo 2019, quando il Centrosinistra dovrà scegliere il candidato Sindaco e formare le liste.

***

Dunque, apocalitticamente parlando, possiamo dire che la Sinistra radicale che si riconosce nella panissa offerta dai due Bagnasco (Gabriele, Sergio) e da Norberto Greppi piuttosto che da Giacomo che si chiama come un altro e Gigi Bulsei, e via discorrendo, si è calata le brache.

E sosterrà la candidatura di Maura Forte.

***

Ma – diranno alcuni cultori delle ispezioni nella nicchia politica custode delle reliquie bagnaschiane – non è possibile.

Sono così duri e puri.

Continuano da mesi a dire che non se ne può più.

Che tutto, meno la conferma di questo Sindaco.

E via discorrendo.

***

Invece no.

Segnali sicuri di un cambio di rotta sono alcune locuzioni tipiche di quando a sinistra si ingoia il cucchiaio di nutalla (o altra materia poltacea di colore bruno).

Si dice: non possiamo fare vincere la destra.

E si precisa, come se fosse mai esistita una destra che a loro stesse bene: soprattutto non possiamo fare vincere “questa” destra.

***

E’ il segnale che si sono calati le brache.

Per varie ragioni.

Una può essere che, intanto per incominciare, loro un candidato Sindaco non ce l’hanno.

L’altra può essere che, se facessero mai una lista con gli amici e compagni che si ritrovano a mangiare la panissa invitati dai due Bagnasco, ad esagerare prenderebbero 500 voti.

Dunque, meglio stare tutti in un listone del Pd, contrattando fino all’ultimo se mettere ancora Michele Cressano in Giunta (sempre che gli elettori premiassero una lista Maura Forte due) e con lui magari ancora un altro di quel gruppo.

***

Nel Pd questa soluzione metterebbe per ora tutti tranquilli, rintuzzando ogni (già debole) tentazione di ricorrere alla Primarie.

***

Ma il bello viene sul fronte interno che ora pare teatro di una divisione carsica.

Perché – dicono alcuni, a nostro modesto, sommesso ed umile modo di vedere, esploratori di superficie – pare che il Pd non voglia più avere nella propria lista quelli di CambiaVercelli.

Cioè non vorrebbe candidare Emanuele Caradonna, Mario Cometti, Adriano Brusco, Aisha Badij.

***

Anche questi – sempre a nostro modesto, umile, sommesso avviso – si ingannano.

Alla fine i quattro (o tre) saranno nella lista del Pd.

Perché i seguaci di Emanuele Caradonna preferiscono volentieri essere nella – a questo punto composita – lista del Pd.

A presentarsi da soli, con un proprio candidato Sindaco, ovvero con una lista collegata a Maura Forte (che sarebbe l’uovo di Colombo, ma è chiaro che i colombi non fanno uova) forse temono di mietere una tale messe di consensi che gli altri, attuali alleati di Giunta, magari si potrebbero pure offendere, vedendosi surclassati dai tanti voti che prenderebbe la lista di Caradonna.

***

Si dirà: ma come?!

Ma se su questo gli attuali dirigenti sono incattiviti al massimo.

E qui si sbagliano di nuovo – a nostro umile, sommesso e dimesso avviso – gli osservatori di superficie.

Perché non bisogna perdere di vista due cose.

La prima: Maura Forte, da quando Emanuele Caradonna le ha portato in Giunta Gianni Cau, stravede per il sanguigno esponente ex socialista.

Poi, da quando insieme si sono cuciti l’ “Operazione Brusco”, cioè il passaggio alla maggioranza dell’ex candidato Sindaco del Movimento5Stelle, per il Caradonna ha una vera e propria passione politica.

Prefiero la muerte que vivir sin verte.

Perciò è chiaro che Caradonna, Cometti, Brusco si sentano più che tranquilli.

Intanto, perché il candidato Sindaco avrà l’ultima parola.

E, in secondo luogo, perché è alle viste il Congresso Regionale del Pd.

Una volta eletto il nuovo Segretario Regionale del partito, gli inserimenti nelle liste locali saranno appannaggio di Torino, dove i socialisti contano.

E allora – Maura Forte da una parte, Segretario Regionale dall’altra – anche quelli che, come Michele Gaietta e compagni sono ben decisi a mettere pollice verso su Caradonna e Co., il pollice potranno metterselo dove sanno loro e dove noi non andiamo certo ad indagare, perché, in certi siti, c’è ben poco di apocalittico.

***

Perciò, tirando le somme.

Da un lato – estrema sinistra – saranno obbligati a sostenere Maura Forte, per avere un posticino – o due  - in lista e la conferma di Cressano in Giunta.

Dall’altro lato, il Sindaco riuscirà a fare inserire di nuovo Caradonna e Co. nella lista del Pd.

Chi è destinato a restare cornuto e mazziato è il Segretario Michele Gaietta, che dovrà “bere” sia la conferma di Maura Forte, sia la compagnia di Caradonna con assessorati (in caso di vittoria, ovvio) vari.

Insomma, il tandem Forte – Caradonna, nato il 6 dicembre 2016 con la designazione di Gianni Cau all’Assessorato al Bilancio, è più che sicuro di correre ancora.

***

Ci sarà, a fianco della lista principale, quella degli specchietti per le allodole.

Gli sfigati che entreranno nella finta – civica intitolata, ad esempio, “Maura Forte Sindaco 2019” o simili.

Penne Nere di rango, esponenti di qualche setta apparentemente sportiva e invece dedita al culto della personalità del capo.

Insomma, mondo vario che, intanto, non conterà né punto né poco, perché, quel poco che si potrà contare vorranno contenderselo da un lato le reliquie di CambiaVercelli, ex socialisti e, dall’altro, Michele Gaietta, Michele Cressano, Gabriele e Sergio Bagnasco.

***

Si dirà: ma questi vanno, tutti insieme, a perdere, non c’è pericolo.

***

La partita è tutta da giocare.

Dall’altra parte, infatti, è ormai pressochè certo che l’unico candidato di Centrodestra in grado di impensierire i tifosi del Forte/2 sarebbe Alessandro Stecco.

Ed è altrettanto pressochè certo che Stecco, invece, non si candiderà.

Tutti gli altri nomi che circolano in queste ore: Andrea Corsaro, Roberto Scheda, il candidato dei SiAmo (Maurizio Audone?), non avrebbero una possibilità di un milione di farcela.

Proviamo, infatti, ad immaginare un ballottaggio che vedesse contrapposti Forte Vs. Scheda – Forte Vs. Corsaro e ragioniamoci su.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà: ma soprattutto, un'Apocalisse...


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