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24/01/2018 - Saluggia e Livorno - Cronaca

TRUFFE ONLINE: ARRESTI IN TUTTA ITALIA – Anche a Bianzè e Livorno Ferraris 5 persone ai domiciliari

TRUFFE ONLINE: ARRESTI IN TUTTA ITALIA – Anche a Bianzè e Livorno Ferraris 5 persone ai domiciliari

Nell'ambito della Provincia di Vercelli, il Comando di Vercelli ha supportato l'attività dell'Arma di Nuoro nella esecuzione delle misure coercitive emesse nei confronti di 5 persone, residenti in Livorno Ferraris e Bianzè, sottoponendo agli arresti domiciliari: M.M., 25enne; C.P., 21enne; G.F., 22enne, e la 40enne P.N. ; all’obbligo di dimora: M.R., 53enne.

A conclusione delle perquisizioni personali e delle abitazioni dei predetti, durante le quali sono stati sequestrati materiali e supporti informatici che saranno utili a comprovare ulteriormente le illecite attività, nonché espletate le formalità di rito, i 5 sono stati sottoposti alle misure degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora, come sopra rispettivamente indicato.

Nota Stampa redatta dal Comando Provinciale Carabinieri di Nuoro, relativa ad attività di servizio effettuata dai Carabinieri di quel comando che ha interessato anche questa provincia


LEGIONE CARABINIERI SARDEGNA - Comando Provinciale di Nuoro


Nuoro: sgominata un’associazione criminale dedita alle truffe e alle estorsioni operante nel nord Italia. Una vittima di ricatto, si è suicidata.  


Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Torino, Vercelli e Catania hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere e altre emessa dal GIP del Tribunale di Nuoro, in piena condivisione con le risultanze investigative acquisite, nei confronti di 21 indagati (di cui 2 in carcere, 14 ai domiciliari, 1 agli obblighi di dimora e 4 a piede libero).

A carico di tutti gli indagati viene disposto anche il sequestro conservativo di beni mobili o immobili per un corrispondente di 100.000,00 euro.  Il procedimento penale della Procura di Nuoro, nasce nel 2017, dal suicidio sspett  di un giovane nuorese.

La morte, improvvisa e ingiustificata del proprio figlio, determina i due anziani genitori a rivolgersi – informalmente – ai Carabinieri della Stazione del loro paese (al riguardo non è stata formalizzata alcuna denuncia) per fare luce sulle ragioni che hanno indotto il giovane a togliersi la vita. Le indagini vengono coordinate  dal Sostituto Procuratore di Nuoro, Dott. Giorgio Bocciarelli.


I Carabinieri di Nuoro, preliminarmente, raccolgono una serie di elementi sulla vita pubblica dei social forum dell’uomo, e in particolare su alcuni dettagli presenti nei suoi profili social, che li induce ad approfondire le attività svolte, nel recente, con la pubblicazione di alcuni annunci sui siti d’incontri.


Emerge che il giovane, in attesa di essere assunto quale operatore socio-sanitario presso una struttura sanitaria, era stato ricattato da un sedicente ispettore della polizia che, paventandogli possibili ripercussioni per l’occasione lavorativa, gli richiedeva in più occasioni il pagamento di inverosimili contravvenzioni per inesistenti violazioni connesse alla pubblicazione degli annunci a sfondo sessuale sui siti internet.

L’uomo, prima di togliersi la vita, verserà ai malfattori quasi 5.000,00 euro.


La Procura della Repubblica, a carico del promotore dell’associazione, ha ipotizzato il delitto di morte come conseguenza di altro reato.


I militari dell’Arma tracciando il movimento del denaro estorto e delle comunicazioni informatiche tra la vittima e il suo aguzzino, riescono a risalire al personaggio principale dell’associazione dedita alle estorsioni/truffe online.

Un 39enne, piemontese ma di origine sarda, con precedenti specifici, che  si presenta alle sue vittime come: matricola ER432, Ispettore Gigliotti Marco della Polizia Postale di Roma.

L’uomo è il promotore, l’organizzatore e il capo di una associazione a delinquere, radicata a Torino/Vercelli, composta da 21 elementi, con ruoli e compiti ben definiti, che opera estorsioni e truffe in tutto il nord Italia.

Il modus operandi della banda criminale  consiste nel contattare gli inserzionisti dei più noti e utilizzati siti d’annunci commerciali e di incontri.

Attraverso la captazione dei profili social e l’acquisizione di informazioni personali degli inserzionisti la vittima viene contattata dal sedicente Ispettore Gigliotti Marco della Polizia Postale di Roma, matricola ER432, e persuasa dell’esistenza a suo carico di una denuncia/querela che potrebbe ritorcersi sulla vita privata/lavorativa/professionale dell’inserzionista.

Il truffatore, che fa largo uso di terminologie in uso alle forze dell’ordine, una volta conquistata la fiducia della vittima, rappresenta la possibilità che l’inesistente azione penale possa venire archiviata con il pagamento di una di multa che, sovente avviene tramite bonifici su PostPay ma, in caso di ingenti somme, che arrivano anche ai 20.000,00 euro, avviene in contanti.

Il movimento, virtuale, del denaro sulle PostPay e sui conti correnti on line è vorticoso e frenetico al fine di far perdere le tracce dei pagamenti da parte delle vittime. Spesso il denaro viene immediatamente utilizzato per l’acquisto di  piccole quantità di droga o auto di lusso. In questo caso viene orchestrata una vera e propria messinscena con finte auto civetta della polizia e finti equipaggi che, simulando un’attività investigativa a carico della vittima, si fanno consegnare denaro, in contanti, in buste sigillate destinate al pagamento delle sanzioni inesistenti.

La raccolta di elementi di riscontro, effettuata in 4 mesi di intercettazioni e riscontri documentali, fa emergere un’imponente numero di vittime, circa 600 quelle contattate dall’associazione, che opera con estreme spregiudicatezza. In 45 casi, documentati, i malviventi riescono nel loro intento intascando uno o più pagamenti. Le vittime vengono letteralmente dissanguate una volta che si rendono disponibili al primo pagamento, con pressanti e reiterate richieste di denaro. Non è possibile stimare quante siano state le vittime della banda che si avvaleva di innumerevoli utenze telefoniche non direttamente riconducibili agli associati.

In numerosi casi il tempestivo intervento dei Carabinieri è stato risolutivo.

Una giovane donna, alla quale era stato contestato il banale annuncio postato per la vendita di un cucciolo, intenta ad effettuare il bonifico di denaro allo sportello bancario, viene bloccata dai militari dell’Arma, in uniforme e con vettura con i colori d’istituto, che la informano di essere stata oggetto di un raggiro da parte di truffatori.

In lacrime e ancora incredula per l’accaduto, viene accompagnata in caserma per formalizzare la denuncia. Si è rivelato estremamente difficoltoso per gli investigatori seguire le numerose scorribande dei malfattori  che spostandosi da Torino, anche per centinaia di chilometri, imperversavano in tutto il nord Italia, ovunque trovassero delle vittime pronte a pagare quanto richiesto.



 

 

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