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17/01/2012 - Regione Piemonte - Cronaca

UFFICI DEL GIUDICE DI PACE - Se i Comuni vorranno mantenerli, se li dovranno pagare - Soppresse le Sedi di Trino, Santhià e Varallo - In Piemonte, Arona, Domodossola, Omegna, Borgomanero, Moncalvo, Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia, Valenza, Bra

UFFICI DEL GIUDICE DI PACE - Se i Comuni vorranno mantenerli, se li dovranno pagare - Soppresse le Sedi di Trino, Santhià e Varallo - In Piemonte, Arona, Domodossola, Omegna, Borgomanero, Moncalvo, Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia, Valenza, Bra
L’Avvocato Mario Setragno

LA NUOVA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA - A RISCHIO SOPPRESSIONE NUMEROSI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE



L’11 gennaio scorso è stato pubblicato lo Schema di Decreto Legislativo “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei Giudici di pace”, il primo intervento del nuovo Governo in materia di riordino degli Uffici Giudiziari.


Nella relazione che accompagna il provvedimento, si legge che l’attuale contesto evidenzia, per la generalità degli uffici giudiziari, uno stato di disagio almeno in parte ascrivibile alla ridotta disponibilità delle risorse organiche del personale di supporto all’attività giurisdizionale: in altri e più comprensibili termini, manca personale.


Identificato quindi, con un calcolo del rapporto fra magistrati onorari e cause trattate, un coefficiente di produttività dei vari Uffici, se ne è decisa la soppressione mediante accorpamento di un elevatissimo numero.


Esaminando in particolare la situazione della Provincia di Vercelli, il Provvedimento prevede la soppressione degli Uffici di Trino, Santhià e Varallo, tutti accorpati all’Ufficio di Vercelli.


Non se la passano certo meglio le aree limitrofe, che ragionevolmente vedranno sparire gli Uffici di Arona, Domodossola, Omegna, Borgomanero, Moncalvo, Novi, Ovada, Serravalle Scrivia e Valenza.


L’iter normativo, peraltro, prevede che la soppressione possa essere evitata.


Entro sessanta giorni gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, infatti, potranno richiedere il mantenimento degli Uffici del Giudice di pace con competenza sui rispettivi territori, dei quali è proposta la soppressione, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi; in tali ipotesi dovrà essere messo a disposizione dagli enti locali anche il personale amministrativo necessario alla gestione dell’ufficio e rimarrà a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell’organico del personale di magistratura onoraria entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del personale amministrativo.


In altre parole, i  Comuni che vorranno garantirsi la giustizia “minore”, se la dovranno pagare.


Conseguentemente alla riorganizzazione degli Uffici, si provvederà alla riassegnazione dei magistrati onorari in servizio presso gli uffici soppressi del Giudice di pace.


Il personale amministrativo in servizio presso gli uffici soppressi verrà invece riassegnato in misura non inferiore al 50 per cento alla sede di Tribunale o di Procura limitrofa e, nella restante parte, all’ufficio del Giudice di pace presso il quale sono trasferite le relative competenze.


Quando l’iter si sarà concluso, quindi, secondo le aspettative del Ministero dovrebbero esserci meno Uffici, più efficienti, con il recupero altresì di personale da destinare ad altri incarichi.


Se in astratto il progetto è condivisibile, chi ha avuto l’occasione di frequentare gli Uffici in questione, è perfettamente a conoscenza che gli organici sono talmente deficitari da far ritenere che, difficilmente, pur procedendo ad accorpamenti, potrà recuperarsi qualche unità di personale.


A ciò si aggiunga che “l’accorpamento” non potrà essere indolore, con particolare riferimento all’aspetto logistico dell’operazione, tenuto conto dello stato attuale degli Uffici accorpanti, in larga parte vetusti ed al limite della capacità “recettiva”.


Probabilmente la soluzione migliore sarebbe una mediazione fra la scure del Ministero e la volontà conservativa dei Comuni, che potrebbe portare ad una più equa e razionale distribuzione dei Giudici di pace sul territorio.


Considerato lo stato dei bilanci, tuttavia, è da escludere che molti Comuni vorranno sostituirsi allo Stato, nel sostenere i costi della giustizia.


mario.setragno@avvocaticasale.it


Ecco l’elenco completo in Piemonte delle Sedi di Ufficio del Giudice di Pace soppresse  con l’emanzione del  nuovo Decreto


Nizza Monferrato, Bra, Canale, Santo Stefano Belbo, Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia, Valenza, Donnas, Canelli, Moncalvo, Borgo San Dalmazzo, Dronero, Fossano, Cuorgnè, Rivarolo Canavese, Strambino,  Carrù, Ceva, Dogliani, Borgomanero, Perosa Argentina, Racconigi, Savigliano, Venasca, Avigliana, Chieri, Chivasso, Ciriè, Lanzo Torinese, Moncalieri, Susa, Arona, Domodossola, Omegna, Santhià, Trino, Varallo Sesia


Guarda anche: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_2_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&contentId=SAN719316


 

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