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23/10/2018 - Vercelli Città - Economia

ULTIMA OCCASIONE PER L'AREA PIP - Il fantomatico lionese della logistica ad un passo dalla vittoria - Terreni soffiati ad ARaymond di Carisio e Alsco di Lodi - Container invece di tecnologia e posti promessi come per Amazon

ULTIMA OCCASIONE PER L'AREA PIP - Il fantomatico lionese della logistica ad un passo dalla vittoria - Terreni soffiati ad ARaymond di Carisio e Alsco di Lodi - Container invece di tecnologia e posti promessi come per Amazon
Gian Carlo Locarni ed Alessandro Stecco -

Si sa che sono francesi di Lione, ma di più da Palazzo non trapela.

Perché la gara sui terreni dell’Area Pip è pubblica, ma fino ad un certo punto.

Ma andiamo con ordine.

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NESSUNO PARLI! – MA IL TEATRINO

DEI TEMPI DI AMAZON NON FUNZIONA PIÙ

 

Abbiamo già visto che domani, mercoledì 24 ottobre, si riunisce la Quarta Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli, convocata per discutere di cosa voglia fare la Giunta a proposito della vendita di (quasi) 500 mila metri quadri di terreno industriale.

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E’ l’ultima occasione.

Perché dopo questi – di terreni per nuovi insediamenti - non ce ne saranno più per un bel po’.

Non è semplice, infatti, trovare superfici, oppure rendere immediatamente fruibili quelle che ci sono, per le Imprese che vogliono localizzarsi a Vercelli.

E ce ne sono.

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E qui sta un primo ordine di problemi.

Perché alcuni Assessori passano da bocca ad orecchio dei Consiglieri Comunali ritenuti “a rischio”, cioè in disaccordo sulla vendita ai lionesi, le seguenti informazioni.

Dicono: stiamo cercando di acquisire altri terreni, per accontentare tutti.

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E già fare questi discorsi a “gara” aperta è abbastanza singolare.

Di terreni ce ne sono sia nel compendio ex Aiav (area industriale attrezzata), sia nei pressi del Carrefour.

Bisogna – a questo proposito - ricordare che la società Aiav è fallita e se ne occupa un Curatore.

Quindi tutte le decisioni seguono l’iter delle procedure: non brevi.

Perciò – si stima – se si decidesse oggi, da parte di chiunque, di acquisire quelle superfici, i tempi necessari per il perfezionamento dei contratti sono valutati in non meno di tre anni.

Quanto alle superfici in fregio alla Tangenziale, le cose sono messe peggio e meglio, insieme.

Meglio, perché: si tratta di terreni di cui sono proprietari diversi e numerosi privati, quasi nessuno, tra i principali, conduttore degli stessi.

Sicchè si deve procedere a mettere d’accordo molti soggetti, per arrivare ad acquisire un’area omogenea.

Peggio, perché: i terreni ora sono condotti da agricoltori e – tra le varie condizioni – occorre anche prevedere quelle per la dismissione dei fondi

Tutto questo ci dice di tempistiche a medio termine.

Quindi i terreni attualmente in gioco a fianco di Amazon sono realmente gli ultimi a disposizione per qualsiasi scelta di politica economica, almeno per tutta la durata della Amministrazione che verrà dal 2019  in poi, di qualunque segno e colore.

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I PREZZI DEL 2015 NON SONO PIÙ ATTUALI

Ma – ed è questo il punto forse più attuale, importante e preoccupante – sono gli stessi Assessori che si stanno agitando a dire una cosa importante.

Dicono: i privati proprietari dei terreni vogliono 20 euro il metro quadro.

Noi cerchiamo di trattare scendendo a 17 – 18.

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Quindi – e qui cascano asini, bardotti e muli come a Caporetto – ormai è chiaro che ci sia un mercato livellato ben al di sopra dei 14 euro il metro quadro che la Giunta prende in esame per cedere i 4 – 500 mila metri quadri vicini ad Amazon.

Se si vende a 14 euro x 500 mila fa 7 milioni di euro.

Se si vende a 17  (stiamo bassi) x 500 mila fa 8,5 milioni di euro.

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Cosa vorrebbe, invece, fare la Giunta?

Si dice (ma lo potranno dire meglio loro stessi in Commissione) qualcosa del genere.

Vendiamo a 14 virgola qualcosa euro  il metro quadro, perché quella è la soglia prevista dal Piano di Alienazioni.

Pare ( pare, ma non si sa mai… ) abbandonata la surreale ipotesi di vendere con sconto ulteriore in proporzione ai posti di lavoro promessi dall’acquirente.

Ricordiamo la gara Amazon: si parte da 14 euro, poi ogni 250 posti di lavoro promessi si toglie un euro il metro quadro

Amazon ha acquistato a 11 euro, quindi significa che ha promesso, in sede di gara, circa 750 posti ( sono cifre arrotondate: è importante acquisire quale sia il parametro di offerta tenuto presente).

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LA GARA VEDO E NON VEDO,

COME UNA DANZA DEI SETTE VELI

 

Ora torniamo invece alla gara attuale, perché la Commissione rischia di trovarsi di fronte a nebbie difficilmente diradabili.

Perché i Consiglieri non possono dare giudizi, se non hanno elementi.

Del resto, se è vero che si è proceduto ad un esperimento di gara considerando sempre “aperta” quella di Amazon, tutto deve essere pubblico.

Ed, anzi, stupisce che non un rigo compaia sull’albo pretorio on line del Comune dove, alla Sezione “Trasparenza”, figurano invece tutte le altre procedure di gara.

O, almeno, noi non l’abbiamo trovata, magari non ne siamo stati capaci.

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Però sono ( sarebbero ) gli stessi Assessori di riferimento a fare filtrare a dritta e a manca chi siano i concorrenti, ma solo alcuni.

La prima Azienda è nientemeno che la A Raymond di Carisio.

Vuole portare qui a Vercelli il proprio stabilimento principale, con i suoi 198 dipendenti.

E di questa dicono in giro tutto.

Anche certe baggianate, come, ad esempio, che i posti di lavoro della Raymond ci sono già e – quindi – in sede di gara (di questa strana gara) non contebbero.

Il Lettore ha capito bene: la ARaymond vuole venire a Vercelli e qui qualche bello spirito dice che non interessa.

Sembra di rivedere il film della Sambonet che fu lasciata andare, dall’Onesto Gabry, a Casalino, magari convinti che, intanto, quasi tutti i dipendenti abitassero a Villata, perciò a metà strada.

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Il secondo gruppo industriale che si è fatto avanti è la Alsco di Lodi.

L’Azienda porterebbe qui circa 100 dipendenti, questi di nuova occupazione.

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Il terzo concorrente, quello predestinato, è il colosso lionese della logistica (frigoriferi industriali e mobili), ma di questo nessuno, al momento buono, si ricorda il nome.

Ed è una ben curiosa gara pubblica quella che – all’albo pretorio – non dice da chi arrivino le offerte.

Che al Comune costano qualcosa come – la differenza tra più probabile prezzo di mercato e base di gara – almeno 3 euro per 500 mila metri quadri, uguale un milione e mezzo di euro.

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Insomma, ecco i dati come li abbiamo saputi:

Raymnd e Alsco chiedono, tra tutt’e due, circa 180 mila metri di terreno, per portare qui circa 300 posti di lavoro, almeno 198 dei quali di Addetti ad alta o altissima specializzazione.

Restano dunque, per altri futuri insediamenti, almeno altri 300 mila metri quadri: potrebbe un’altra Amazon (che ne occupa 270 mila).

Poi c’è il fantomatico lionese che direbbe: compro il terreno solo se mi date tutta la superficie, e porto qui mille posti di lavoro nella logistica.

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E pare proprio che qualcuno voglia sostenere che sia meglio il lionese.

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QUALCUNO VORRÀ OPPORSI?

E SI OPPORRÀ O FARÀ FINTA?

 

Sono – però – sempre di più i Consiglieri Comunali che nutrono forti perplessità sull’insieme delle cose, a partire dal fatto che la procedura di gara seguita per una sorta di inerzia dopo l’ibernazione di questi tre anni si presenti come anacronistica.

Perché – passata l’euforia di Amazon, che sappiamo come sia finita – incomincia a farsi strada una serie di ulteriori considerazioni.

La prima: i posti di lavoro si pesano, non solo si contano.

La seconda: il sacrificio economico del Comune è attuale, rinunciando ad una bella somma, milionaria.

La terza: in cambio il miglior offerente non offre denaro, ma offre la promess di futuri posti di lavoro.

Quanti sono i lavoratori (a tempo pieno ed indeterminato, assunti direttamente dall’azienda e non mediante lavoro interinale) di Via Levi Montalcini?

Lo sa il Santo Padre, forse.

E perciò, una gara in cui il parametro di competizione sia: soldi in meno subito e promesse non verificabili per il dopo, non pare più sostenibile.

La quarta: quale occupazione trova risposta nella logistica?

E’ idonea la logistica a dare sbocco alla disoccupazione intellettuale?

La quinta: di fronte a tutte queste perplessità, la soluzione migliore è quella di mettere in gara i terreni, ponendo a base di gara il parametro economico.

Partiamo da 14 euro il metro quadro, a salire.

Vinca il migliore.

***

In tutta questa vicenda hanno ovviamente molto peso le posizioni dei Consiglieri Comunali di Opposizione che, se si coalizzassero in Consiglio, unitamente a quelli di maggioranza che già sono contrari all’operazione, potrebbero vanificarla.

La domanda è: come la pensano?

Vorranno opporsi?

Se volessero opporsi, vorrebbero farlo in modo efficace, cioè passando dalle dichiarazioni, agli Atti in Consiglio Comunale?

La Lega si farà ancora incantare come sulla recente deliberazione a proposito di plastica, o vorrà recuperare?

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