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23/11/2010 - Regione Piemonte - Economia

VENDITA DIRETTA ORGANIZZATA E FILIERA AGRICOLA

VENDITA DIRETTA ORGANIZZATA E FILIERA AGRICOLA
Libro “Donne sull’orlo della crisi economica”

Affrontare il difficile momento economico contando su una risorsa in più: l’impegno e la determinazione delle donne imprenditrici. E’ quanto si prefigge il coordinamento regionale Donne Impresa Coldiretti che nel convegno dì lunedì 22 novembre, allargato per l’occasione a tutti i coordinamenti provinciali, ha fatto il punto con relatori illustri sulle strategie per uscire dalla crisi economica e rilanciare le produzioni agroalimentari nell’ottica di una filiera agricola tutta italiana.



Il presidente regionale Paolo Rovellotti ha salutato la platea tutta al femminile, mettendo in luce quanto il ruolo delle donne sia essenziale nell’ambito di un’azienda.  Il presidente di Coldiretti Piemonte ha lanciato un messaggio sull’etica produttiva di Coldiretti, partendo dal patto sottoscritto a tutela dal consumatore che oggi più che mai rivela la sua importanza.


In questa direzione, Franca Sandrone, coordinatrice regionale Donne Impresa, ha messo in evidenza l’importanza della difesa del made in Italy: “Le enormi bugie sugli Ogm fanno bene alle multinazionali, ma il cibo ha un valore etico ben più profondo. Il made in Italy è un valore, sinonimo di qualità, in un contesto in cui cresce la domanda di genuinità e sicurezza. Non dimentichiamo le battaglie portate avanti da Coldiretti, la nostra netta presa di posizione al Frejus e al Brennero, per denunciare quanto cibo contraffatto entri nel nostro paese e venga venduto come prodotto italiano. Secondo dati certificati dall’Uvac, che l’assessore regionale Claudio Sacchetto ha reso noti su richiesta di Coldiretti, 300 milioni di euro di carni bovine, suine e latte provenienti dall’estero sono arrivati in Piemonte. Ci chiediamo ora come verranno etichettati e venduti”.


“L’agroalimentare italiano è il più amato e il più copiato al mondo, per questo è necessario continuare nel progetto Coldiretti a difesa della filiera agricola tutta italiana”. Un altro aspetto su cui si è soffermata la coordinatrice regionale di Donne Impresa è il reddito dell’agricoltore. “Per ogni euro di spesa alimentare del consumatore, solo 17 centesimi  vanno all’agricoltore,  mentre 23 vanno alla trasformazione e il resto alla commercializzazione. Bisogna evitare queste storture e valorizzare il cibo di qualità”.


Alla tavola rotonda sono state invitate Monica D’Ascenzo, giornalista e autrice del libro “Donne sull’orlo della crisi economica” e Teresina Mancuso, ricercatrice alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino.


Dagli interventi delle relatrici è emerso un notevole calo dei consumi, dovuti alla crisi economica, accompagnato però da un’aumentata richiesta di qualità del prodotto.


La ricetta anti-crisi esiste. Secondo Monica D’Ascenzo: “Non bisogna smettere di investire ed è fondamentale non arrendersi”. Accorgimento necessario – secondo la giornalista del Sole24Ore - comunicare meglio e cogliere le opportunità offerte dal mercato, per andare incontro alla domanda del consumatore”.


In Piemonte le imprese al femminile sono solo il 29% , ma hanno un peso notevole nella crescita del settore agricolo e socio-economico. Il dato emerge dall’analisi condotta dalla ricercatrice Teresina Mancuso, secondo cui: “l’ agricoltura ha necessità di forze giovani  per vincere le sfide future, preservando le eccellenze agroalimentari e mantenendo saldo il legame con il territorio”.


A livello nazionale, l’auspicio è che il 30% di imprese al femminile possano crescere -  ha sottolineato Silvia Bosco, segretario nazionale Donne Impresa, che citando i dati di Unioncamere, ha parlato di un’imprenditoria agricola sana e in espansione.  “Oggi, le imprese agrituristiche sono il 2,9% in più rispetto ai dati del 31 dicembre 2008. Nell’ambito di Coldiretti, crescono i progetti legati alle Fattorie didattiche, che sono più di duecento in Piemonte, così come i progetti di vendita diretta e la rete dei farmer’s market”. Adriana Bucco, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti, in veste di componente della commissione femminile del Copa, il Comitato delle organizzazioni professionali agricole europee, ha evidenziato come la vendita diretta organizzata che fa parte del progetto Coldiretti anticipi una linea europea che vuole valorizzare “la Filiera Corta” e ha lanciato la sfida a tutte le imprenditrici, di interpretare in modo nuovo e intelligente il modo di fare agricoltura:  “La carta da giocare ora è la multifunzionalità e la parola chiave è diversificare: noi siamo i produttori, ma possiamo essere anche i gestori dei punti vendita di aziende accreditate Coldiretti”.


Al termine degli interventi dei relatori è seguito un ampio dibattito che ha coinvolto le donne imprenditrici. Da questo confronto è emersa forte la necessità di fare impresa al meglio anche in questo momento di crisi economica.

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