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24/11/2013 - Vercelli Città - Sport

VERCELLI – Il rugby aiuta i giovani a rischio - Progetto Controruck a Vercelli - Un ovale può cambiarti la vita

VERCELLI – Il rugby aiuta i giovani a rischio - Progetto Controruck a Vercelli - Un ovale può cambiarti la vita
Angelo Burzi


(p.v.) - Lunedì 25
novembre a partire dalle 20,30 al Palace Hotel di Vercelli (in Via Giovanni
Tavallini, 29 a Vercelli) si terrà la presentazione del progetto
"Controruck". L’incontro è organizzato dal gruppo consiliare
regionale di Progett’Azione. “Controruck” nasce come oggetto della tesi di
laurea in Scienze motorie della preparatrice atletica Mariella Trento e
coinvolge i minori in stato di "Messa alla prova" - MAP per condanna
o sospensione del processo, e a rischio di devianza. “Il progetto – spiega il
capogruppo di Progett’Azione Angelo Burzi - vuole essere uno strumento di
rieducazione dei giovani a rischio attraverso il loro inserimento in strutture
e organizzazioni sportive che praticano e insegnano il rugby”. All’incontro
parteciperanno, insieme al presidente del gruppo regionale di Progett’Azione
Angelo Burzi, l’assessore regionale Gian Luca Vignale, gli ideatori del
progetto Mariella Trento e Gabriele Cortella, Franco Daniel Muratori (Ads Rugby
S. Andrea) e Giorgio Zublena presidente del Comitato regionale Rugby, il
Procuratore del Tribunale dei Minori Anna Maria Baldelli, Mario Abrate
dell’USSM - Ufficio Servizi Sociali Minori, il Commissario Capo Polizia di
Stato Vincenzo Perta, il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro e Luciana Berruto
del Settore Politiche Sociali del Comune di Vercelli. Il progetto si avvale
della collaborazione dell’educatore professionale Gabriele Cortella e si attiva
grazie alla disponibilità della società A.D.S. Rugby S. Andrea. “Controruck –
spiega Gabriele Cortella - vuole essere un’occasione di recupero sociale dei
ragazzi che hanno commesso reati e hanno infranto il patto alla base della
comunità, attraverso l’inserimento in un contesto di squadra e in un ambiente
favorevole e protetto. Il minore viene aiutato a prendere consapevolezza di
quanto commesso, vivendo l’esperienza di un gruppo stimolante e positivo”. Per
Mariella Trento “lo sport è molto efficace nel campo educativo per la
trasmissione di valori e per la promozione delle regole: con il rugby nessuno
viene escluso e la squadra è al centro”. Emanuele Trotti, vicepresidente della
società S. Andrea chiarisce che “il rugby, in particolare, è uno sport dai
forti e radicati valori, facilmente traslabili alla vita moderna. Subire una
meta, un placcaggio o commettere un errore è una cosa che può accadere in ogni
istante della vita e della pratica sportiva; l’importante è avere la forza di
rialzarsi e proseguire verso la meta, anche se difficilmente raggiungibile, ma
con il sostegno e l’aiuto dei compagni diventa tutto più facile e persino più
divertente”. Il percorso sociale del progetto prevede l’inserimento del giovane
in attività socialmente utili, sia in ambito sportivo, sia in altri contesti
sociali quali la cura dei beni comuni, servizi di solidarietà delle
associazioni di volontariato, attività a favore di soggetti con bisogni
specifici. Il percorso vede impegnati i minori per un massimo di tre ore
settimanali. Inoltre il minore viene coinvolto nelle proposte di
socializzazione, formali ed informali, che l’ASD Rugby Sant Andrea mette a
disposizione. In particolare vengono creati, in base alle esigenze e alle
possibilità, momenti e spazi idonei, quali luoghi di ritrovo, incontri, feste,
gite, stage estivi, gemellaggi, cineforum, iniziative di progettazione
partecipata. Il Comitato Regionale Piemontese della Federazione Italiana Rugby
ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa “che segue un giusto percorso;
partendo da uno stato di disagio attraverso la pratica sportiva rugbystica –
dichiara il presidente del Comitato Giorgio Zublena - conduce ad un graduale
reinserimento dei ragazzi nella vita sociale”.



 



 



 



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