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27/08/2013 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI - Al botteghino del Teatro Civico un Dipendente dell’Appaltore, la Melarido srl - Curioso che Luciano Conte sia già dipendente del Comune - Ma Gianni Vercellone non ci trova niente di strano - I disoccupati forse sì - E non solo loro

VERCELLI - Al botteghino del Teatro Civico un Dipendente dell’Appaltore, la Melarido srl - Curioso che Luciano Conte sia già dipendente del Comune - Ma Gianni Vercellone non ci trova niente di strano - I disoccupati forse sì - E non solo loro
La platea del Teatro Civico, Gianni Vercellone, Luciano Conte
Se si guardasse la cosa con gli occhi di uno che viene da fuori, forse anche da un altro Pianeta, si presenterebbe così.

C’è una Ditta privata che appalta la gestione di un servizio importante da parte di un grande Ente Pubblico.

Questa Ditta, per eseguire il lavoro, deve assumere Personale (secondo le regole, naturalmente).

Purtroppo in questi tempi trovare manodopera è fin troppo facile, data la disoccupazione di cui soffrono un po’ tutte le famiglie.

Disoccupazione soprattutto intellettuale. Ci sono schiere di diplomati ed anche di laureati che sono ansiosi di mettersi in gioco, di provare a se stessi, alla famiglia, alla società in genere ciò che sanno fare: insomma, il lavoro è, oggi come non mai, la porta della “cittadinanza sociale”.

Per tanti giovani andrebbe bene anche un lavoro a termine; se non proprio occasionale, legato tuttavia al disimpegno di un particolare incarico: disposti – come dicevamo – a mettersi in gioco. Se si rivelano all’altezza e se sono disponibili ad imparare vanno avanti, altrimenti passano la mano.

Dura lex della meritocrazia, diventata anche fin troppo dura in questa difficile fase storica che non fa sconti a nessuno.

Ci sono compiti, ad esempio, come la tenuta del borderò di un teatro, che richiedono esperienza e competenze organizzative già di un qualche momento, talchè potrebbero essere ideale banco di prova per un giovane, proprio per come postulano l’impegno di fare sintesi tra molti valori: disponibilità a sobbarcarsi orari anche serali o notturni, attitudine alla relazione con il pubblico, capacità di affrontare piccoli e non sempre solo piccoli problemi organizzativi, capacità di porsi in relazione con la propria struttura datoriale, nei confronti della quale diventano anche il “biglietto da visita” della stessa, il trait d’ union dell’ Ente gestore con la platea degli Utenti e, naturalmente con la stessa Stazione Appaltante: con chi dà il lavoro all’Impresa che è datore di lavoro di questa figura.

E fino ad ora si è parlato di opportunità occupazionali per giovani desiderosi di “crescere” professionalmente, anche a partire da incarichi forse modesti dal punto di vista della retribuzione iniziale, ma comunque idonei a costituire una modalità sicuramente formativa e di avviamento efficace ad impegni eventualmente superiori.

Poi c’è l’esercito di tutti coloro che – non più giovani – il lavoro lo hanno perso magari di recente per gli effetti sempre più “sanguinari” della crisi economica che è in atto in tutta la sua spietata capacità distruttiva.

Chiude praticamente un’azienda la settimana, ci sono lavoratori a spasso che hanno passato una vita ad occuparsi di cose magari non tanto lontane – dal punto di vista delle attitudini e delle conseguite abilità professionali – da quelle richieste da un Ente Gestore che abbia ricevuto dalla Stazione Appaltante pubblica la conduzione del teatro.

Come fa un uomo o una donna di 40, 50, 60 anni che per tutta la propria carriera ha svolto compiti “di concetto” a sperare di trovare un lavoro che non sia le pulizie delle scale nei condomini?

Questi “esodati” cui nessuno pensa – nemmeno chi si occupa giustamente di tutelare gli “esodati” tutti i giorni protagonisti delle cronache parlamentari ed economiche – farebbero i salti mortali per un incarico del genere: sarebbe magari anche l’occasione per tornare un po’ “in circolazione” dal punto di vista delle relazioni e quindi delle opportunità professionali. Chissà. Intanto sarebbe un impegno serio nei confronti del quale – all’opposto di quanto potrebbe offrire un giovane – potrebbero fornire da subito un risultato ottimale, proprio perché già formati a compiti simili.

Quindi una manna per la Società “Melarido srl” con sede in Cinisello Balsamo, Via Martini n. 24, che ha in gestione il Teatro Civico di Vercelli.

La nostra città è (purtroppo) una miniera di disoccupati che possono tornarle utili.

Non c’è di sicuro un problema di reperimento di risorse umane qualificate, disponibili e, ultimo ma non per importanza, dato il tipo di incarico, di certo – mettiamo la mano sul fuoco – idonee a mantenere un contegno educato e positivo nella relazione con il pubblico degli Utenti.

Ragazzi e ragazzi splendidi, bene educati, studiosi, volenterosi, provenienti da famiglie che hanno inculcato in loro il rispetto per il lavoro.

Oppure meno giovani pari requisiti: con la differenza che in molti casi sono i padri e le madri di quegli stessi giovani.

Invece la Melarido che fa?

Pensa bene di assumere per il disimpegno di questi incarichi uno che è già dipendente del Comune di Vercelli, che è la propria Stazione Appaltante e – non ultimo, quindi – l’Ente che deve vigilare sull’incarico.

Forse il colloquio sarà avvenuto più o meno così: sentite qua, Conte e Sala, poiché abbiamo avuto la felice ventura di conoscerci, che ne direste di lavorare per noi?

Conte non ci pensa due minuti e il giorno 13 agosto scorso manda una bella lettera con a quale chiede al proprio Dirigente Gianni Vercellone, che è anche Direttore di Vercelli e i suoi Eventi ed è anche perciò colui che controlla l'operato dell'Appaltatore, l'autorizzazione a lavorare per Melarido.

Perchè l’incarico è conferito proprio per la gestione del Teatro Civico.

Perché tutti, frequentando il Teatro e vedendo che al botteghino c’erano Luciano Conte e Claudio Sala, avranno forse sempre pensato che fossero lì in regime di partenariato tra Pubblico e Privato: il Comune gestisce direttamente il borderò e l’Appaltatore invece tutti gli altri servizi.

Invece no. Conte e Sala sono assunti alle dipendenze del Gestore, che paga loro invece dei tanti disoccupati che popolano Vercelli.

Paga un dipendente (Conte) del Servizio che dà direttamente l’incarico (sia pure per il tramite della società in house "Vercelli e i suoi eventi") .

Il contratto con la Malarido è firmato dal Dirigente di quest'ultima, Gabriele Brugnetta. Ma, sempre proseguendo nell'intreccio di istituzionalmente incestuosa contorsione, Vercellone, che è il diretto superiore di Conte, è Direttore della Vercelli e i suoi Eventi.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/contratti/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=6ADSn7louwsK7Wt+uiwUDA__.ntc-as1-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-11-12&atto.codiceRedazionale=T10BFF23858

L’altro dipendente (Sala) lavora nel servizio Ragioneria, che è titolare del rapporto economico coni Fornitori, quindi anche con Melarido.

Ora, il fatto che un dipendente pubblico lavori – fuori orario – per una Ditta privata, è vietato, salvo che non sia autorizzato dall’Ente.

E fin qui ci siamo. Perché con la determinazione n. 2615 del 2013 (allegata intergrale in pdf, cliccando sull’icona posta sotto l’illustrazione principale) proprio Vercellone (che è il titolare del contratto e controllore di Melarido) autorizza il proprio dipendente Luciano Conte a lavorare per un privato e per “quel” privato.

Sarebbe un po’ come se una Ditta incaricata dall’Ufficio Tecnico di eseguire lavori pubblici edili o idraulici o altro, si avvalesse della collaborazione (alla luce del sole) di qualche Geometra comunale.

Ma Vercellone è tranquillo: non ci vedo nulla di male, assicura.

Perché Luciano Conte, tra non più di 20 giorni, in Comune si occuperà solo ed esclusivamente di Sport e della Scuola Vallotti.

Non si occuperà di Cultura (e c’è da credergli).

Quindi non istruirà e firmerà atti che abbiano attinenza diretta con il Teatro Civico.

Fin qui la tesi di Vercellone.

Insomma: Conte l’è ‘n brau mat e su questo non c’è dubbio.

In tal modo “arrotonda”.

E come si fa a dargli torto? Al massimo dovranno spiegarlo alle migliaia di disoccupati, che è meglio pagare uno che è già garantito, piuttosto di uno che fatica a sbarcare il lunario.

E poi il servizio funziona: e meno male.

Melarido, poi, lo dice la parola stessa, è felice: e chi sta meglio di Melarido?!

Il Dirigente del Comune che deve controllare il suo operato di Appaltatore è anche il Dirigente datore di lavoro del proprio Dipendente in condominio.

Insomma: come si fa a pensare male?

Ma anche: come si fa a pensare bene?

 

 

 

 

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