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31/01/2015 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

VERCELLI - Alla scoperta di Saffo - Terzo appuntamento della Società di Cultura Classica, con il Prof. Camillo Neri - Inedito approccio storiografico per un incontro non convenzionale con la poetessa di Lesbo

VERCELLI - Alla scoperta di Saffo - Terzo appuntamento della Società di Cultura Classica, con il Prof. Camillo Neri - Inedito approccio storiografico per un incontro non convenzionale con la poetessa di Lesbo
Saffo - immagine suggestiva, ma non è lei

( nadia rosso ) - Il terzo appuntamento dell'Associazione Italiana di Cultura Classica di Vercelli ha avuto come protagonista Camillo Neri, professore ordinario di lingua e letteratura Greca presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna, che ha coinvolto il numeroso pubblico presso l'Aula Magna dell'Università Amedeo Avogadro con l'affascinante argomento di conversazione ‘Festa di famiglia. Saffo e le celebrazioni ansiose’.

La conferenza tenutasi lunedì 26 gennaio scorso è stata aperta dall'intervento della presidente della delegazione vercellese di Cultura Classica, Maria Pia Saviolo Magrassi.

Dopo aver presentato l'ospite, i cui campi di interesse spaziano dalla poesia alla storiografia, dall'esegesi biblica all'applicazione informatica, la prof. Magrassi ha introdotto l'argomento, facendo riferimento non solo alle scarne informazioni biografiche che possediamo, ma anche alla Saffo ‘dai capelli di viola’ di Alceo (fr. 384), all'innamorata di Faone non corrisposta di Ovidio (Heroides 15), alla ‘Saffo la bella’ pascoliana (Poemi conviviali, Solon) e infine alla ‘misera Saffo’ dell'Ultimo canto di Saffo di Leopardi.

Ed è dalla famosa immagine della poetessa dall'aria assorta con lo stilo in mano, conservata presso il museo archeologico di Napoli, di straordinaria suggestione ma non veritiera (probabile ritratto di una nobildonna dell'high - society pompeiana) - proiettata sul grande schermo della Cripta del Sant'Andrea - che ha preso avvio l'interessante conferenza tenuta dal prof. Neri.

Ecco le due strade possibili per parlare di Saffo: la prima, scelta per l'intervento dal docente, corrispondente a un' ordinata rassegna dei frammenti e delle testimonianze che ci portano alla Saffo storica; la seconda coincidente con le innumerevoli tappe della sua fortuna che ci ritraggono una falsa Saffo.

Dal famosissimo fr. 31 (ripreso da Catullo nel carme 51), ‘ode sulla passione d'amore, esplosivo insieme di reazioni psicofisiche’ - letto con grande intensità dall'attore vercellese Roberto Sbaratto - non si hanno molte informazioni sulla poetessa di Lesbo.

Informazioni biografiche si ricavano primariamente dalla Suda, enciclopedia bizantina del X secolo, dove si registrano (σ 107 Adler) i possibili nomi del padre tra i quali Scamandronimo, la madre Cleide, la provenienza lesbia di Ereso, i tre fratelli Larico, Carasso e Eurigio, il marito Cercila, la figlia Cleide, le sue tre discepole Anattoria di Mileto, Gongila di Colofone e Eunica da Salamina.

Tali notizie trovano conferma in una biografia anonima conservata dal papiro di Ossirinco 1800 fr., che cita l'accusa di omofilia, accompagnata dalla malevola descrizione fisica di una donna dall' aspetto ripugnante e dalla bassa statura.

Informazioni maggiori circa uno dei tre fratelli, Carasso, si leggono in Erodoto (Storie, II 134ss.): egli, dopo essere giunto a Naucrati per commerciare vino di Lesbo, avrebbe riscattato la famosa cortigiana Tracia Dorica-Rodopi, vissuta sotto il regno di Amasi (569-525 a.C.), alla quale sarebbe forse stata anche dedicata una piramide.

Tale testimonianza rende problematica e discutibile l' usuale datazione di fioritura di Saffo che si colloca nel 610-612 a.C. seconda la Suda e il Chronicon di Eusebio; se non si vuole abbassare la cronologia di Saffo di qualche decennio, si deve ipotizzare che Erodoto abbia riferito ad una Rodopi famosa sotto Amasi anche le imprese di una Dorica risalente a qualche decennio prima oppure ammettere che per il gusto greco dei sincretismi Erodoto abbia compresso le cronologie.

Per ricostruire il giudizio della poetessa su Carasso, dopo la ‘relazione rischiosa e viscosa’ con Rodopi, il prof. Neri ha analizzato due frammenti: il fr. 5, probabilmente un melos propemptikon, un carme di buon augurio per un viaggio imminente del fratello, ricostruito attraverso la congiunzione di due papiri di Ossirinco e il fr. 15, un' ode da ritenersi senz'altro in rapporto con il frammento precedente che si conclude con un accenno, seppur frammentario, alla Dorica aspra, cattiva, non più legittimata a vantarsi delle proprie capacità erotiche.

Carasso non è esplicitamente rimproverato dalla sorella; tale rimprovero è invece presente nella testimonianza ovidiana (Heroides 15, 61-70).

E fino all'inizio dell'anno scorso la citazione del nome di Carasso era estranea alla produzione poetica di Saffo: a questo punto - con l'attenzione del pubblico giunta all'apice - Camillo Neri si sofferma sulla tanto attesa ‘nuova Saffo’ del papiro reso noto da Obbink a gennaio 2014, che ha restituito i venti versi finali di un notevole carme di famiglia in cui si trova la supplica ad Era per il ritorno di Carasso e la menzione del fratello Larico.

Il richiamo alla preghiera ad Era si ha nel fr. 17, un carme corale con riferimento eziologico alla partenza degli Atridi.

A conclusione il prof. Neri ha esaminato la notizia dell' esilio della famiglia di Saffo plausibilmente in Sicilia: una testimonianza del Marmum Parium; l'attestazione di una statua della poetessa in Sicilia, menzionata anche da Cicerone nelle Verrinae; il fr. 98, in cui Saffo menziona la chioma acconciata alla moda della madre Cleide, ormai solo un ricordo in un clima  di austerità, impossibilitata a reperire le mitre di Sardi.

In attesa del prossimo incontro che si terrà a fine aprile, è possibile rivedere la conferenza sul sito www.lett.unipmn.it/cultclassica .

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Maria Pia Saviolo Magrassi e Camillo Neri
Maria Pia Saviolo Magrassi e Camillo Neri
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