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27/01/2014 - Vercelli Città - Cronaca

VERCELLI - Arrestato Giuseppe Ferraro - Il malvivente era scampato al fermo per estorsione a Tropea - Si era nascosto a casa della sorella, trasferitasi a Vercelli per motivi di lavoro

VERCELLI - Arrestato Giuseppe Ferraro - Il malvivente era scampato al fermo per estorsione a Tropea - Si era nascosto a casa della sorella, trasferitasi a Vercelli per motivi di lavoro
Giuseppe Ferraro

Si era reso irreperibile la notte del 23 gennaio scorso, quando i militari della Compagnia Carabinieri di Tropea avevano bussato alla porta di casa nel centro di Nicotera alle prime luci dell’alba non trovando nessuno.

Eseguiti i fermi d’indiziato di delitto a carico di Campisi Antonio e Drommi Vittorio, all’appello mancava solo Ferraro Giuseppe, nicoterese classe 1981, imprenditore nel campo dei trasporti di persone.

Il Ferraro, anch’egli destinatario del fermo con l’accusa di concorso in tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose unitamente a Campisi e Drommi, si era reso responsabile attivamente e personalmente delle gravi minacce nei confronti della vittima, recandosi più di una volta a casa dell’imprenditore al fine di “convincerlo” a pagare per la propria libertà e tranquillità[1].

I militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Tropea immediatamente hanno intuito che il catturando poteva trovare ospitalità e nascondiglio solo da un familiare.

E chi meglio della sorella, emigrata a Vercelli per motivi di lavoro, poteva assicurare appoggio logistico lontano, solo apparentemente, dalla morsa investigativa dei militari dell’Arma.

A seguito di celeri ed incessanti attività info-investigative, già nella giornata di sabato 25 gennaio 2014 i militari della Compagnia di Tropea, fattivamente coadiuvati dai militari della Compagnia Carabinieri di Vercelli, si sono messi sulle tracce del Ferraro.

Individuato il fuggitivo mentre lo stesso, credendo di essere tranquillo, andava a prendere un caffè domenica mattina in centro a Vercelli, i Carabinieri di Tropea e Vercelli hanno aspettato che rientrasse a casa della sorella per fare subito irruzione ed ammanettarlo.

Per Ferraro Giuseppe, espletate le formalità di tiro, si sono subito aperte le porte della Casa Circondariale di Vercelli, in attesa della convalida da parte dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vercelli.

Un altro importante risultato per i militari della Compagnia Carabinieri di Tropea, che testimonia la costante presenza ed il sicuro aiuto dello Stato ai cittadini che si ribellano contro la criminalità organizzata.


[1] D’altra parte, il carattere mafioso del metodo utilizzato dal Ferraro emerge palesemente dalle modalità della condotta tenuta, senz’altro idonea ad esercitare nella vittima, ben consapevole della particolare caratura criminale del suo interlocutore, quella particolare coartazione psicologica qualificante l’aggravante mafiosa. L’aver affermato, il FERRARO, la necessità da parte della vittima di lasciare “il territorio di Nicotera”, qualora non avesse acconsentito alle richieste estorsive rivoltegli, è chiaramente evocativo del consesso criminale di stampo mafioso - al quale gli indagati risultano notoriamente collegati - esplicante il suo potere proprio sul detto territorio.

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