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19/06/2018 - Vercelli - Economia

VERCELLI - Bilancio di fine anno scolastico: per Cisl Scuole luci (poche) e ombre (molte)

VERCELLI - Bilancio di fine anno scolastico: per Cisl Scuole luci (poche) e ombre (molte)

A pochi giorni dal termine delle lezioni e con gli esami di terza media in pieno svolgimento, la scuola, anche quella vercellese, naviga in acque piuttosto agitate.

Ecco i principali temi che sono fonte di preoccupazione.

  1. ORGANICI. Questo è l’ultimo anno dell’ organico triennale, il che comporta, almeno per il prossimo anno scolastico, una cristallizzazione dei numeri. Se per il 2018/19, quindi, la nostra provincia vede confermata la dotazione dello scorso anno ( anzi, per l’esattezza 20 posti in più complessivi), dal prossimo si dovrà necessariamente tenere conto del decremento degli alunni, che in Piemonte consiste in 4757 unità in meno, di cui 524 nella provincia di Vercelli, ripartiti nei vari ordini di scuola, con l’eccezione della secondaria di I grado, dove abbiamo un incremento di 32 alunni. L’onda lunga si sta abbattendo ora sulle superiori, dove avremo, secondo informazioni ancora ufficiose, una decina di docenti soprannumerari, mentre gli altri ordini di scuola non hanno subito contraccolpi. Di solito le situazioni dei perdenti posto si risolvono, almeno in parte, nel corso dell’estate, con i numeri definitivi delle iscrizioni e con la formazione di nuove cattedre, nel cosiddetto “organico di fatto”. Nella nostra provincia coesistono realtà molto contrastanti: alla presenza sul territorio di plessi con pluriclassi nei piccoli paesi, si contrappongono le cosiddette “classi pollaio”, che sono soprattutto una realtà cittadina. Inoltre le dotazioni organiche sono distribuite su base regionale a seconda del numero delle iscrizioni e non tengono conto dei livelli di complessità delle classi, che accolgono alunni con bisogni educativi e didattici molto diversificati, senza che vi sia la disponibilità di risorse umane per prendersi carico di tali bisogni. Le OO.SS. territoriali già da alcuni anni stanno seguendo da vicino la situazione, allo scopo si tutelare da un lato i posti di lavoro, dall’altro per evitare che si creino squilibri nella formazione delle classi. Purtroppo la soluzione non è di competenza unica dell’Amministrazione scolastica, ma deve essere il frutto di un serio programma di dimensionamento, cui partecipino in modo responsabile anche i rappresentanti della politica locale.

  2. Diplomati magistrali. I docenti inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento o assunti in ruolo in seguito a ricorso rischiano il depennamento dopo il parere negativo del Consiglio di Stato, nel contesto di una vicenda trattata nelle aule di tribunale in mancanza di una presa di posizione politica. Al tempo stesso i docenti laureati in Scienze della Formazione Primaria hanno diritto a vedere tutelati i propri interessi. Anche nella nostra provincia le persone interessate sono alcune centinaia; purtroppo, al momento attuale il nuovo Ministro non ha ancora convocato le OO.SS., come invece ci si sarebbe aspettato, mentre urge trovare una soluzione politica a questa situazione problematica prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

  3. CONTRATTO. Se da un lato il rinnovo del contratto nazionale per il triennio 2016/18 ha posto fine a una latitanza decennale, dall’altro questo contratto- ponte dovrà essere disdettato entro la fine del mese, per poter intraprendere a dicembre le trattative per il triennio 2019/21. Anche per questo una convocazione da parte del MIUR diventa imprescindibile.


  1. Reclutamento degli insegnanti e del personale non docente. E’ finalmente necessario dar seguito a un piano di assunzioni basato sul reale fabbisogno delle scuole; il concorso per i docenti abilitati, che si sta svolgendo in modo non omogeneo nelle varie regioni, non riuscirà a colmare tutti i “buchi”, soprattutto nel delicato campo del sostegno agli alunni diversamente abili. Ciò renderà ancora necessario ricorrere ai supplenti ( molti dei quali non stanno ricevendo lo stipendio da febbraio…..), in modo particolare per le scuole dell’infanzia e primaria, per le quali non è prevista a breve una nuova fase concorsuale, dopo quella del 2016. Le segreterie delle scuole, come abbiamo più volte segnalato, sono al limite del collasso, oberate da nuovi incarichi e con il personale ridotto all’osso. Il problema delle reggenze tornerà a riproporsi fra pochi mesi, e se la prova nazionale del concorso a Dirigente scolastico si svolgerà a fine luglio, il concorso per i Direttori Amministrativi non è ancora stato bandito.


  1. Ultimo, ma non in ordine di importanza, il problema del coordinamento amministrativo. Gli ultimi pensionamenti hanno ridotto in misura notevole l’organico dell’ Ufficio Scolastico Territoriale. Restiamo in attesa di conoscere in che modo sarà riorganizzato l’ufficio, i cui Dirigenti e Funzionari hanno sempre rappresentato nella nostra realtà provinciale interlocutori competenti ed attenti alle esigenze della scuola.





Elisabetta Ronco,

Cisl Scuola Piemonte orientale





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