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21/05/2013 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI - Centro Nuoto, si cambia gestore - Il Comune intima a Gestel il pagamento di una penale (retroattiva) di 300 euro per ogni giorno di chiusura della piscina di Via Prati - Sul sito www.piscinavercelli.it le informazioni per gli Utenti

VERCELLI - Centro Nuoto, si cambia gestore - Il Comune intima a Gestel il pagamento di una penale (retroattiva) di 300 euro per ogni giorno di chiusura della piscina di Via Prati - Sul sito www.piscinavercelli.it le informazioni per gli Utenti
Gli Avvocati Maria Rita Mottola e Ludovico Szego
Saranno l’Avv. Maria Rita Mottola e l’Avv. Ludovico Szegö ad incrociare i ferri in Tribunale nella controversia che vede la società di gestione delle piscine comunali di Vercelli opporsi alla richiesta di un maxi risarcimento intimata dal Comune di Vercelli.

Si tratta di una somma – per il settore – da capogiro: 136.200 euro maturati per la asserita “mancata riapertura” della piscina scolastica di Via Prati per il periodo corrente dall’ottobre 2011 al 30 aprile 2013. E’ l’applicazione di una penale giornaliera di 300 euro, per gli oltre 400 giorni di mancato funzionamento dell’impianto.

Ma non è tutto. Per ogni ulteriore giorno di chiusura della piscina scolastica, da qui al 31 dicembre 2014, scadenza naturale del contratto, corre sempre la sanzione quotidiana di 300 euro.

La contestazione della (presunta) inadempienza del gestore è arrivata il 12 aprile 2013, mediante una lettera del Dirigente del Settore Sport, Gianni Vercellone (in pdf allegata all’articolo).

La Società di gestione ha immediatamente fatto avere le proprie controdeduzioni che, evidentemente, non hanno convinto, se è vero che il 3 maggio scorso è stata irrogata formalmente la sanzione (in pdf) ed il successivo 15 maggio è stata affissa all’albo pretorio on line del Comune la determinazione del Segretario generale dell’Ente, Dottoressa Donatella Mazzone, con la quale si conferisce incarico all’Avv. Szegö di agire in giudizio per tutelare gli interessi di Palazzo Civico proprio dalle “inadempienze del gestore” (in pdf). Il Comune delibera altresì di riconoscere al proprio Legale un onorario di 3 mila euro per la vertenza “Centro Nuoto” e di 4 mila per quella “Via Prati”.

La questione, infatti, si inserisce nell’alveo di due ricorsi d’urgenza già presentati dalla stessa Società di gestione al Tribunale per vedere riconosciuto (con il primo) il rimborso delle spese sostenute per il ripristino della controsoffittatura della piscina, rovinata al suolo nella notte tra il 12 e 13 ottobre 2012.

***


Come si ricorderà, tutti gli oneri furono sopportati (secondo il Gestore “anticipati”) in via d’urgenza dalla società di gestione anche nell’intento di assicurare la massima celerità delle operazioni di ripristino. Che infatti consentirono alla piscina di riaprire dopo soli 29 giorni di calendario (il 12 novembre) dai fatti.

Ma, appunto, quella somma (72 mila euro) il Gestore avrebbe voluto vedersela almeno in parte rimborsata: parte rilevante della stessa, infatti, è stata necessaria per bonificare oltre mille metri di laterizio, sottostante alla controsoffittatura ammalorata, tutto costituito di fibrocemento contenente elevate percentuali di amianto. Del quale, peraltro, i collaudatori in corso d’opera (l’Ing. Franco Bertinetti e l’Arch. Aldo Ferraris) che agirono all’epoca della ristrutturazione, nel 1987, si erano benissimo accorti, segnalando il fatto all’Ufficio Tecnico del Comune, con lettera del 16 marzo 1987.

Il Comune dice, al contrario, che non deve nulla perché rientra tutto nella straordinaria manutenzione a carico del Concessionario.

Ma fin qui, l’Ente non avanza, a sua volta, richieste economiche né contestazioni. Quindi la decisione rimane "pacificamente" rimessa al Giudice e la vertenza, sgradevole finchè si vuole, non genera tuttavia pericoli per il normale proseguimento dei contratti di gestione.

Contestazioni che, invece e pesantemente, muove in ordine alla piscina “minore”, appunto quella scolastica, edificata nel 1975 e poi per anni assegnata dal Comune a varie Società esterne, fino al 2005, quando si aggiudicò la gara la stessa società che gestisce Centro Nuoto ed Enal.

La piscina mostra tutti i suoi anni, nel corso dei quali l’originaria destinazione è mutata, molti degli spazi determinati a progetto hanno subito radicali variazioni d’uso che non è possibile sapere se ed in che modo siano state valutate dall’Autorità sanitaria competente.

Nel giugno 2011 l’ Asl manda a Gestore e Comune una nota nella quale si prescrive l’ adeguamento di molte parti dell’ immobile (prescrizione sempre condivisa dalla Società di gestione), adeguamento che, però, in alcune componenti è di difficile realizzazione senza una profonda modifica dei locali: occorre una infermeria, occorrono i servizi dedicati ai disabili (la piscina è soprattutto orientata ad attività assistenziali, per le quali si presta particolarmente la morfologia della vasca di balneazione), occorre in particolare assicurare – come giustamente osserva l’Asl – il rispetto della vigente normativa di settore per quanto riguarda il microclima, il trattamento aria anche del blocco costituito da spogliatoi e servizi.

Ma proprio in questo settore dello stabilimento, manca del tutto ogni apparato di termoventilazione, che non è stato previsto nemmeno nel rifacimento (anno 1998) di quello, invece funzionante, impiegato per la ventilazione del locale vasca.

L’investimento è rilevante e, soprattutto, riguarda parti del complesso che mancano del tutto.

Sicchè la società di gestione si fa carico di un progetto, presentato nel settembre 2011, cioè pochi mesi dopo la prescrizione, di completa ristrutturazione dell’immobile, con la dotazione, altresì, di una nuova vasca idroterapica, ove potere somministrare interventi terapeutici: Via Prati è a pochi metri dall’ingresso dell’Ospedale e la domanda di fisioterapia è sempre crescente. La piccola piscina, così, diventerebbe non già un “doppione” del Centro Nuoto, né un rudere rimaneggiato, ma sarebbe – secondo le intenzioni del Gestore – riconsegnata ad un futuro di nuovo e moderno impiego “anche” scolastico, ma soprattutto specialistico.

E’ ovvio che ciò consentirebbe anche di uscire da un ginepraio difficile da districarsi per capire a chi tocchi l’onere di interventi così diversificati, impegnativi, in un immobile che ormai si presenta molto diverso rispetto alla originaria destinazione d’uso.

Il progetto – redatto a cura del Geom. Daniele Zanazzo e del Geom. Carlo Larizzate - ottiene l’approvazione in termini di congruità dell’Ufficio Tecnico, Settore Manutenzioni; l’approvazione, dopo alcune osservazioni ed integrazioni, dell’Asl e quindi anche l’approvazione di massima dell’Ufficio Tecnico, Settore Urbanistica, per gli adempimenti legati alla concessione edilizia.

Manca, però, l’atto di indirizzo dell’Amministrazione comunale. Infatti l’investimento necessario – a totale carico del gestore – dovrebbe avere quale contropartita una estensione del periodo di gestione: dagli originari 9 ai 13 anni previsti dai regolamenti comunali (ad esempio è di 13 anni il periodo di concessione dello Stadio comunale alla Pro Vercelli, analogo quello del Pala hockey).

Ma a questo punto qualcosa si inceppa.

***


La pratica rimane a lungo “in sonno”, per poi avere questo brusco risveglio.

Nel frattempo, si deve anche registrare qualche estemporanea uscita da parte di settori dell’ Amministrazione, che giungono a paventare una demolizione, un “diroccamento” della piscina scolastica.

Si stanno, peraltro,“innalzando le colonne” di una nuova piscina privata, in Via Vinzaglio, annessa ai locali della palestra New Gold Gym da parte di un gruppo di imprenditori privati di cui è “dominus” Maurizio Randazzo.


Per le Stagioni 2011 e 2012 tutti gli Utenti che un tempo frequentavano Via Prati sono comunque ospitati (alle tariffe di Via Prati, la metà di quelle previste dal capitolato per il Centro Nuoto) alla piscina di Via Baratto.

Questo anche perché, nel frattempo, il Comune continua a corrispondere al gestore il contributo annuo (20 mila euro) per la conduzione della piscina scolastica.

Contributo che viene messo in discussione nel settembre 2012, quando negli Uffici preposti allo Sport ci si avvede che qualcuno, al piano superiore: “sta guardando la convenzione”.

Sarà per effetto di questo “esame” che il contributo di 20 mila euro viene sospeso (a dicembre 2012) con effetto retroattivo. E così le attività – che comunque si sarebbero potute riprendere solo dal successivo febbraio, in quanto prima non c’erano comunque soldi – si fermano, poiché se da un lato viene meno il contributo, dall’altro però non si applicano le tariffe del Centro Nuoto, che sono superiori ancorchè agevolate, proprio perché la piscina principale non riceve sovvenzione alcuna.

E neppure a settembre 2012, tuttavia, giungono contestazioni al gestore che conferma la propria proposta di intervento.

Le contestazioni e la sanzione economica arriva appunto nel mese di maggio 2013.

E, a questo punto, si apre un duplice problema.

Da un lato, il fatto che il Comune dia avvio ad un procedimento giudiziario nei confronti del gestore provoca (giustamente, secondo un’ottica di buona amministrazione) la decadenza di tutti i contratti che con il medesimo ha in corso.

Come spesso avviene per tali previsioni contrattuali, tuttavia, la norma è a tutela reciproca. Nessun gestore serio, infatti, è felice di sapersi “sopportato” dal Committente: meglio che le strade si separino.

Ma, inoltre, a parte il problema giuridico – segnalato al Comune dall’Avv. Mottola, tra l’altro con la nota protocollata il 16 maggio scorso, allegata in pdf – in questo caso ce n’è uno assai concreto che è un vero e proprio “macigno”.

Infatti, una penale che matura al ritmo di 300 euro al giorno (oltre ai 136 mila già contestati) è –secondo la società di gestione – un onere non sopportabile nell’ economia di gestione di qualsiasi piscina anche di medie dimensioni: sottrarre dai ricavi annui circa 100 mila euro di sanzioni mette di fatto il gestore in ginocchio.

Così, anche per questo, ormai le strade del Comune e quella del concessionario sono divise.

Per chi volesse – oltre a quello mezzo vuoto, che è comunque un vero e proprio calice amaro – vedere il bicchiere “mezzo pieno”, la situazione presenta anche alcune opportunità.

La prima: il gestore ha chiesto – sempre tramite l’Avv. Mottola – al Tribunale di nominare un Consultente che svolga quello che con parole tecniche si chiama “accertamento tecnico preventivo”. Cioè un esame a tutto tondo della situazione manutentiva degli immobili affidati: ciò è una garanzia sia per il gestore, che evita future contestazioni, sia per il Comune, che sa con certezza come stiano le cose.

La seconda: il Comune rientra in possesso dei propri immobili con un anno e mezzo d’anticipo e così ha l’opportunità di assegnarli a chi meglio ritenga, evidentemente con maggiore (auspicata) soddisfazione di quanto non abbia assicurato il gestore precedente.

Come si legge nella lettera (allegata) inviata dall’Avv. Mottola, il gestore si è reso disponibile ad accompagnare il “passaggio del testimone” finchè non subentri un’altra impresa.

Cosa che richiede ovviamente un confronto tra le Parti, al fine di mettere a fuoco le modalità e soprattutto i termini temporali di questa gestione provvisoria.

Interpellato, il Sindaco ha informato di avere passato la pratica, anche perché fissi un incontro, all’Avv. Szegö il quale, però, al momento pare non si sia ancora fatto sentire:”A tutto ieri sera – dice l’Avv. Maria Rita Mottola – non ho ricevuto nessuna richiesta di incontro da parte del Collega”.

Sul sito internet della piscina comunale tutte le informazioni utili agli Utenti:



http://www.piscinavercelli.it/dett_news.asp?id=155




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