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23/02/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI, PIANTE IN TESTA E NESSUN RISARCIMENTO - Prosegue la lite su Fb tra cittadini danneggiati ed il Sindaco - Ma è ora di andare oltre: le verifiche negli Uffici, non solo sui Social

VERCELLI, PIANTE IN TESTA E NESSUN RISARCIMENTO - Prosegue la lite su Fb tra cittadini danneggiati ed il Sindaco - Ma è ora di andare oltre: le verifiche negli Uffici, non solo sui Social
Viale Rimembranza a Vercelli, 30 ottobre 2018

Mancati risarcimenti ai cittadini danneggiati dal temporale del 29 – 30 ottobre 2018.

Alcune piante di alto fusto messe a dimora in Viale Rimembranza rovinarono, per le raffiche di vento, sulle automobili parcheggiate.

Una di esse anche su un’automobile – una Mercedes grigia – sulla quale viaggiavano due Coniugi.

Nessuna lesione alle persone, semplicemente per Grazia di Dio.

Ma irrimediabili danni alle cose, alle auto.

***

Nessun risarcimento da parte del Comune.

Ieri su Facebook il dialogo tra i cittadini danneggiati e il ghost writer del Sindaco Maura Forte che ne gestisce il profilo Fb istituzionale ha fatto segnare un nuovo imbarazzante episodio.

Il Sindaco è costretta a farsi dire dai cittadini che il Comune non è assicurato.

Quindi non hanno preso un euro di rimborso.

La motivazione (ma da qui in poi toccherà a chi di dovere fare emergere la verità in tutte le sfaccettature contrattuali, normative e di Legge) sarebbe che, se la pianta fosse stata colpita da agenti patogeni, malata, allora la mancata cura o abbattimento configurerebbe una colpa da parte dell’Ente.

Se, invece, la pianta è sana, amen.

Il cittadino se la prende tranquillamente in testa, anche se il proprietario è il Comune.

***

Il post è eloquente.

E’ una cittadina (verosimilmente la proprietaria di una delle auto) a dover informare il Sindaco: il Comune non è assicurato.

Ma, soprattutto, a mettere in luce un aspetto che era subito saltato agli occhi, il giorno del sinistro.

Fu chiamato un Agronomo – sembra scelto dalla stessa Ditta che cura il verde, quindi dal Fornitore del Comune – che, tra l’altro, declinò il nostro invito a farsi intervistare.

Il quale disse: la pianta è sana come un pesce.

Anche se l’apparato radicale, già all’esame consentito dal semplice repertorio fotografico, mostrava chiaramente i segni di una ipotrofica certo non idonea ad assicurarne un ancoraggio al terreno.

Tanto più che – risulta agli stessi proprietari di auto – le ultime potature risalivano a sette anni prima, sicchè lo sviluppo vegetativo dei vari esemplari si caratterizzava per il raggiungimento di dimensioni e altezze dendrometriche verosimilmente improprie per un’alberata urbana e, forse, anche propedeutiche – data l’altezza dei pinnacoli – ad incentivare l’effetto vela, a sua volta esiziale in questi casi.

***

Bisogna mettere in conto almeno ancora un margine di dubbio.

Toccherà ai Consiglieri Comunali ( e forse non solo ) verificare come stiano le cose, la sussistenza e l’efficacia delle coperture assicurative, l’iter della pratica, se sia vero o no – nei post si parla di “tritare” – che i residui vegetali siano stati fatti sparire in tutta fretta in modo da non permettere le perizie di Controparte su tronchi e radici degli esemplari rovinati al suolo.

***

E’ troppo importante fare luce su questo inquietante episodio.

Perché bisogna sapere cosa potrebbe anche in futuro succedere.

Intanto: se un cittadino passeggia sotto un albero del Comune e l’albero cade, il cittadino che fa?

Se lo tiene, oppure può essere, almeno, risarcito?

Si può stare tranquilli, a Vercelli?

Perché se risultasse che a Vercelli si corrono rischi incompatibili con la vita in un posto civile, qualche provvedimento bisognerebbe prenderlo.

Di fronte a questa inquietante domanda, il post pubblicato su Fb dal ghost writer del Sindaco scantona assicurando: verificherò.

Meglio.

Meglio verificare e provvedere.

Perché, se risultasse che ha ragione il cittadino che, intanto, ha avuto l’auto distrutta e nessun risarcimento, apparirebbe persino fuori tema, luogo, posto, persino frivolo tutto lo zelo posto per celebrare gli ottocento anni di S.Andrea con tanto di Magna Carta Libertatum.

Prima occorrerebbe rimediare allo sfacelo amministrativo che una cosa del genere denuncerebbe, senza che nessuno, in cinque anni (ma nemmeno prima) ci avesse pensato.

Altrimenti il ritorno al Medio Evo sarebbe una circostanza non solo celebrativa, ma reale: anche allora, se cadeva una pianta, uno se la prendeva in testa e pace all’anima sua e amen.


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