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03/08/2019 - Vercelli - Cronaca

VERCELLI, PIU' DI UN'ORA DI ATTESA PER RITIRARE UNA RACCOMANDATA ALLA POSTA DI VIA MALINVERNI - Un Servizio che funzionave alla Posta Centrale, ora compromesso da una revisione organizzativa eccentrica e rischiosa - Per tacere dei plichi al Bar Jolly

VERCELLI, PIU' DI UN'ORA DI ATTESA PER RITIRARE UNA RACCOMANDATA ALLA POSTA DI VIA MALINVERNI - Un Servizio che funzionave alla Posta Centrale, ora compromesso da una revisione organizzativa eccentrica e rischiosa - Per tacere dei plichi al Bar Jolly

Un’ora e poco più di attesa per il ritiro di una raccomandata, quando l’Ufficio Postale di Via Malinverni a Vercelli è pieno all’inverosimile.

Come sempre, anche un sabato mattina, oggi 3 agosto.

Cosa è successo?

***

Molti si ricorderanno che, fino a non molto tempo fa, le raccomandate si andavano a ritirare alla Posta Centrale, quella di Piazza Municipio.

C’era uno sportello dedicato.

Al lavoro una o due Signore di gentilezza ed efficienza rare: era pressochè impossibile che si formassero code e, nei rari casi in cui c’era qualche persona davanti, l’attesa era comunque minima e fisiologica.

Non si può dire che ritirare una raccomandata fosse un piacere, ma sicuramente non era un problema.

***

Poi, la riforma di un servizio che funzionava.

Ora i pieghi raccomandati si ritirano – forse, in base alla residenza – negli Sportelli periferici.

Che fanno di tutto: dalla spedizione dei pacchi, ai pagamenti, al tesserino Postamat e – sempre le stesse Addette – quando è il caso consegnano anche le raccomandate.

***

Più vicino a casa, forse, ma il rapporto tra Addetti e Utenti è diventato proibitivo.

Le foto mostrano la situazione di questa mattina, quando il piccolo ufficio è ingolfato di persone al caldo e c’è una sola Addetta per qualsiasi cosa.

In servizio, in realtà, ce ne sono due, ma per un’intera ora al Pubblico ne è destinata una sola, l’altra è sicuramente impegnata al lavoro, ma nel back office.

***

E stiamo parlando del servizio postale “di Stato”.

Perché poi ci sono le vere e proprie brutalità: per ritirare una raccomandata trattata da Privati Autorizzati, ti ritrovi con il foglietto che ti rimanda al Bar Jolly.

Incredibile?

Invece è vero.

Sulla striscetta ti ritrovi scritto qualcosa del genere: la sua lettera è disponibile al Bar Jolly nei seguenti orari, dal giorno tale al giorno talaltro.

Ma, appunto, non parliamo neanche, almeno per ora, di queste brutalità.

Stiamo al “sistema”, un tempo virtuoso.

***

Virtuoso perché metteva effettivamente il destinatario in condizione di adempiere al ritiro in tempi idonei ad assicurarne le prerogative e tutele previste dalle norme.

Oggi non è più così certo che il ritiro della raccomandata sia quel diritto assicurato – in termini teorici, per non dire astratti - dalle procedure.

Intanto, per il ritiro della raccomandata la Legge prevede un certo numero di giorni, a seconda dei possibili contenuti, oltre i quali c’è la cosiddetta “compiuta giacenza”.

Nozione sicuramente giusta, perché chi invia deve essere tutelato rispetto ai casi in cui il destinatario non si renda adempiente.

***

Ma non ci si inganni.

Perché oggi è il destinatario a non avere a disposizione i “giorni” previsti dalla norma.

***

I giorni, di fatto, sono un moncherino di mezze giornate.

Come si legge nel cartello affisso, il “giorno” previsto dalla Leggè e tale soltanto dalle 8,20 alle 13,15 circa.

Perché, al di fuori di quell’orario, l’Ufficio Postale è chiuso.

Quindi inaccessibile.

Il giorno previsto dalla norma, non è lo stesso giorno previsto dalla Posta, quest’ultimo è un giorno di sole 4 ore e 55 minuti, mentre il sabato si riduce ancora, dalle 8,20 alle 13,35 e, quindi, quello che per la Legge è un giorno di almeno 12 ore, di fatto per il cittadino si riduce a 4 ore e 15 minuti.

***

Ma poi c’è la vera e propria “tagliola” costituita dai tempi di attesa.

In una sola ora di questo sabato 3 agosto, fuori dallo sportello, sono arrivate almeno tre persone che si sono affacciate all’Ufficio, per andarsene subito dopo scuotendo il capo: è la decima volta che vengo…

Ammettiamo che non sia proprio la decima, ma solo la terza o quarta, comunque sono troppe.

Perché, se nel frattempo, quando un destinatario desiste e decide di tornare in momenti migliori, il termine per il ritiro scade, chi risponde?

***

Chi paga il costo sociale dell’ora persa dall’Utente, da decine e centinaia di Utenti che sono obbligati ad aspettare in Via Malinverni?

Quello che può essere un risparmio per le Poste, chi lo paga?


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