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09/11/2018 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI, PUBBLICO E PRIVATO SI DANNO LA MANO PER "ADOTTARE" MONUMENTI E ROTONDE - Progetto della vulcanica Coop. Itaca - Obbiettivo: decoro urbano di alto livello

VERCELLI, PUBBLICO E PRIVATO SI DANNO LA MANO PER "ADOTTARE" MONUMENTI E ROTONDE - Progetto della vulcanica Coop. Itaca - Obbiettivo: decoro urbano di alto livello
Adotta Bene Comune -

I care.

Torna in mente la massima che Don Lorenzo Milani aveva voluto campeggiasse nell’aula della Scuola di Barbiana.

Come si traduce?

Non tutte le opionioni sono univoche: è qualcosa di simile a “me ne importa”, nel senso di “me ne faccio carico”.

Più facile tradurre per differenza: è l’opposto di “me ne frego”.

Oppure, con sonorità meno crude, ma ugualmente sterili: “non è mio compito”, fino al classico “non mi compete”.

Che non è poi così distante dall’antico “Sono forse io il custode di mio fratello?”, espediente retorico forse formalmente e politicamente corretto, senonchè era pronunciato da chi aveva già ucciso il proprio fratello.

***

Si presenta con allusività non banali, dunque, l’iniziativa ABC, che – tanto per restare in tema – sposa l’idea di sovvertire persino i canoni della teologia morale.

Che si è sempre occupata – nel suo piccolo – del principio di sussidiarietà.

Cioè la non interferenza tra livelli superiori ed inferiori, lasciando a ciascuno la propria peculiare autonomia di espressione.

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Poi, un bel (brutto per chi cerca di non dissipare l’idea che le parole siano importanti, come del resto insegna anche Nanni Moretti) a qualcuno è venuta in menta la pestifera immagine di una “sussidiarietà orizzontale”.

Che è come dire di camminare sulle mani, che va bene lo stesso.

Ma, se lasciamo da parte – e per una volta convinti di fare bene – queste “pere” buone per anse cerebrali attorcigliate su se stesse, dobbiamo dire che la orripilante espressione dica, invece, di un’idea persuasiva.

Perché è proprio con una “sussidiarietà”, cioè darsi una mano uno con l’altro, “orizzontale”, cioè, anche plasticamente “sullo stesso piano”, che magari si risolvono prima e meglio problemi comuni.

Che, quindi, dovrebbero essere affare delle Istituzioni pubbliche.

Le quali, però, sappiamo come spesso si rivelino anchilosate da una elefantiasi che non passa nemmeno quando il dimagrimento sia imposto dalla contrazione degli Organici asciugati dalla spending review.

Elefanti magri: non cambia molto.

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Del resto, il confine tra pubblico è privato deve essere sempre presidiato con attenzione.

Anche e soprattutto se questa attenzione debba essere costruttiva e dinamica, non occhiuta e inibitoria.

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Sicchè ecco l’idea, che illumina la scena un po’ come se si trattasse di un Eta Beta dell’educazione civica: manco a dirlo, il prodigioso genietto disneyano qui ha le sembianze di complessione ben più imponente di Gabriele Cortella, Presidente e motore della Cooperativa Itaca.

Dunque che dice il bravo Gabriele?

Qualcosa del genere (i particolari nel comunicato che segue): guardate, Signori cari, in città ci sono tanti beni “comuni”.

Dalle rotonde che spesso sono ornate da giardinetti pensili tutti rinsecchiti.

Alle fioriere, che bisogna non solo installare, ma seguire con le necessarie manutenzioni.

Per dire poi, anche, dei monumenti, a proposito dei quali non solo è necessaria la cura materiale, ma non sarebbe male, in aggiunta, anche stabilire turni tra Volontari di buona volontà per illustrarne significato e storia.

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Di tutto ciò, spesso, l’Ente Pubblico non riesce a farsi carico con l’agilità necessaria.

Quindi, largo al privato – sociale.

Altro ossimoro apparente.

Perché ci sono tanti privati, imprese, associazioni, desiderosi di farsi un po’ di onesta pubblicità, dando in cambio qualcosa ai propri concittadini.

Lo assicurano il Sindaco Maura Forte e, per l’Ascom di Vercelli, il Direttore Andrea Barasolo.

Dal canto suo Fernando Lombardi si unisce nell’esprimere condivisione per l’iniziativa: la sua è una condivisione particolarmente “fattiva” perché la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli mette la “pecunia” per fare partire la macchina.

Che poi proseguirà con le proprie “ruote”, come assicura, per i Commercianti della città di Vercelli, Angelo Santarella.

Come, ad esempio, curarsi di mantenere il decoro di una rotonda, che invece di un giardinetto pensile tutto rinsecchito può apparire, a chi arrivi o transiti per Vercelli, come una bella componente di arredo urbano: con fiori di stagione sempre freschi, con erba sempre verdeggiante, quindi con irrigazione sempre assicurata e curata.

Poi, briglia sciolta alla fantasia: ogni rotatoria può diventare – ci ricordiamo della rotonda Dellavalle, con i suoi sit in non privi di costine alla brace? – se sufficientemente ampia, anche luogo di provvisori happening.

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Tutto ciò ora è possibile.

Si è dovuta studiare la soluzione amministrativa, ma ci si è arrivati.

Dunque Itaca si appoggerà al Comune – e questo è chiaro, perché si opera su beni pubblici – ed all’Ascom di Vercelli, che avrà un duplice ruolo.

Promuovere presso le imprese commerciali l’idea di “prendersi cura”, di qualche infrastruttura, in cambio di visibilità.

E, d’altro canto, di assicurare che l’iniziativa sia “sicura” da tutti i punti di vista, non ultimo, come è chiaro, quello delle coperture assicurative.

Perché il Volontariato, come insegnava Maria Eletta Martini, per essere efficace, non meramente episodico o addirittura un intralcio, deve essere non solo gratuito e continuativo, ma competente ed informato.

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Abc, dunque, Adotta (una parte della tua città) bene comune.

Ecco come funzionerà.

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ITACA (Associazione Educazione Cittadinanza Partecipazione Politica) è un’Associazione di promozione sociale (l. 383/2000) di Vercelli, nata nel 2004, che si prefigge come scopo di promuovere e sostenere la partecipazione comunitaria, creativa e responsabile di bambini, adolescenti, giovani, adulti e anziani negli ambienti di vita in cui essi si trovano, contribuendo alla diffusione di quei valori e di quella prassi che fondano la cultura della cittadinanza attiva e della legalità democratica.

ASCOM Vercelli (Associazione Commercianti della provincia di Vercelli) è un’associazione di categoria nata nel 1945 per rispondere alle necessità degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi e per intercettare esigenze ed opportunità delle nuove forme di distribuzione e del terziario. L’ASCOM studia e realizza ogni iniziativa mirata a valorizzare il comparto commerciale sul piano politico, sindacale, tecnico e professionale. L’ASCOM assiste e sostiene le aziende aderenti, attraverso azioni dirette o collettive, in materia legale, sindacale, fiscale, tecnico-economica al fine di consentire lo sviluppo e lo svolgimento delle attività commerciali, del turismo e dei servizi.

 

OBIETTIVO DEL PROGETTO

 

Il Progetto ABC (Adotto Bene Comune), promosso e attuato da Itaca ed Ascom, in collaborazione con i Comuni, consiste in azioni volte alla promozione dell’adozione di Beni comuni, da parte dei cittadini, secondo il Regolamento del Comune (Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei Beni comuni urbani), in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118 della Costituzione). Il lavoro di educazione, stimolo e sostegno, si lega alla consecutiva promozione e realizzazione, sempre attuata dai soggetti proponenti, in collaborazione con l’Ente Locale, di un’esperienza partecipativa secondo i canoni del “Bilancio partecipativo”.

IDEA DI FONDO

L’idea alla base del Progetto, nasce dall’analisi di un bisogno che emerge con sempre maggior forza in questi anni e da una potenzialità che scaturisce da un cambio di prospettiva, anch’essa partorita di recente.

Il bisogno è quello espresso dalle comunità civili non più in grado di far fronte all’ordinaria amministrazione per la manutenzione del bene comune, inteso sia come decoro urbano, sia come servizi al cittadino.

Questo bisogno emerge da parte degli Amministratori pubblici sotto forma di ristrettezze di bilancio e di personale e, allo stesso tempo, affiora da parte dei cittadini che esigono l’erogazione di servizi da parte dei Comuni. Nella maggior parte dei casi, la richiesta è diventata protesta, è diventata sfiducia nell’Ente pubblico e nei suoi Amministratori. Sempre di più si constata il distacco, ormai drammatico, tra la politica e i cittadini.

Ma i cittadini non sono portatori solo di bisogni, ma anche di capacità ed è possibile che queste capacità siano messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.

Infatti, la potenzialità, risiede nella legge di revisione costituzionale che nel 2001 ha introdotto nella Costituzione il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, ultimo comma). La norma, riconoscendo che i cittadini sono in grado di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e disponendo che le istituzioni debbano sostenerne gli sforzi in tal senso, conferma appunto sia che le persone hanno delle capacità, sia che possono essere disposte ad utilizzare queste capacità per risolvere non solo i propri problemi individuali, ma anche quelli che riguardano la collettività.

Nel 2015, alcuni Comuni, tra cui Vercelli, Santhià, Trino e Alice Castello, su proposta dell’Associazione Itaca, hanno adottato con delibera di Consiglio, il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei Beni comuni urbani”.

Partendo da queste realtà, il Progetto ha lo scopo di rendere consapevoli e attivi i cittadini e le imprese per costruire, con creatività, risposte comunitarie ai bisogni condivisi.

Per fare questo, il Progetto intende realizzare un così detto “sfondo integratore”, un brand, che stimoli e sostenga l’attivismo civico, in particolare di associazioni e imprese, affinché operino con continuità nella manutenzione del Bene comune, integrandosi con l’Amministrazione comunale.

Oltre allo stimolo del sentirsi riuniti da una comune “chiamata alle armi” per “fare la propria parte”, oltre alla presa d’atto che non esistono alternative immediate ad una gestione condivisa (l’alternativa è soltanto l’impoverimento di ciò che rimane), cittadini e imprese vengono motivati anche dalla possibilità di vedersi riaffidare una parte di potere ora in capo agli Amministratori, attraverso specifiche forme partecipative.

Inoltre, si pensa che la diffusione delle “buone pratiche” messe in campo dai soggetti coinvolti, possa costituire un volano di partecipazione, attraverso una coazione a ripetere positiva, che porti a moltiplicare le forme di adozione del Bene comune. Tale meccanismo viene incentivato anche dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle migliori pratiche.

FASI PRINCIPALI DEL PROGETTO

Promozione, coinvolgimento e Patti di collaborazione

Oltre alla campagna mediatica, la fase prevede l’incontro con le singole realtà attraverso momenti di sensibilizzazione e di motivazione che coinvolgano le associazioni del territorio (volontariato, società sportive, tutela, culturali,…), i commercianti, le imprese, le realtà significative e le scuole. Durante gli incontri, viene accolta la disponibilità ad adottare un Bene comune, facendo emergere le potenzialità dei soggetti e analizzando le priorità di intervento.

Le realtà coinvolte sottoscrivono un patto formale di adesione e di impegno con il Comune, con “prendono in carico” un Bene comune da manutenere. Il patto definisce le modalità operative di intervento, secondo le possibilità del soggetto e le esigenze del Comune.

Sono previsti, inoltre, momenti di promozione di creatività urbana coinvolgendo, in particolare, le scuole e iniziative che possano accumunare tutti i soggetti coinvolti in un evento di cura del Bene comune creando momenti di aggregazione, di incontro e di festa che accrescano la motivazione all’azione.

Valorizzazione e restituzione

Durante tutto il progetto viene dato risalto a quanto realizzato dai cittadini attraverso tutti i canali a disposizione. Le migliori pratiche per categoria di realtà  (scuole, commercianti, associazioni, ecc …) e per innovazione nella realizzazione vengono gratificate con un riconoscimento pubblico.

Ma la “ricompensa” più importante avviene tramite un’esperienza partecipativa secondo i canoni del “Bilancio partecipativo” che vede coinvolti quanti si sono messi a disposizione, al fine di influire sulle scelte amministrative della comunità.

Infatti, ogni realtà che ha sottoscritto il patto formale di adesione e di impegno con il Comune per la cura di un Bene comune, può, secondo precise modalità e forme, presentare una proposta (secondo uno schema che preveda descrizione, costi, reperimento risorse e soggetti coinvolti) per migliorare la qualità della vita della propria comunità. Le proposte vengono fatte conoscere a tutta la cittadinanza e discusse durante assemblee pubbliche. I rappresentanti dei soggetti firmatari i patti, determinano una gerarchia delle proposte, secondo le modalità del progetto “Bilancio in Comune” dell’Associazione Itaca. Il Comune si impegna a realizzare la o le priorità emerse dalla deliberazione dei cittadini.

Secondo le modalità del progetto “Bilancio in Comune” dell’Associazione Itaca, il Comune, prima dell’avvio della sesta fase, può anche vincolare un budget da destinare alla realizzazione delle proposte scelte dai cittadini durante l’Assemblea finale.


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