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06/08/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI, TRUCIOLI RINVIATI A SETTEMBRE - La Conferenza dei Servizi sulla fabbrica dei pallets (tormentata dai problemi di connessione) si aggiorna per proseguire l’esame della pratica - In città cresce l’opposizione ad un affare opaco

VERCELLI, TRUCIOLI RINVIATI A SETTEMBRE - La Conferenza dei Servizi sulla fabbrica dei pallets (tormentata dai problemi di connessione) si aggiorna per proseguire l’esame della pratica - In città cresce l’opposizione ad un affare opaco

Si conclude con il rinvio ad una successiva seduta, per il proseguo dell’esame, la Conferenza dei Servizi tenutasi questa mattina in remoto, dalle ore 10 in poi.

L’argomento è noto (CLICCA QUI), l’istruttoria sul progetto “Trucioli” cioè il mega impianto per la lavorazione di legnami di scarto che Iren vuole costruire a Vercelli nell’area attigua al Centro Multi Raccolta 2, nei pressi della Motorizzazione Civile.

Va detto che l’odierna riunione si è tenuta con enorme difficoltà di collegamento e così non è stato possibile permettere ad alcuni aventi diritto di parteciparvi, proprio a causa dei “down” del collegamento internet.

Non si può, pertanto, al momento assicurare se l’adunanza potrà essere tenuta per valida o meno.

Per ciò che è possibile rilevare ora, le Parti hanno sostanzialmente confermato le rispettive posizioni.

Era attesa, l’espressione del parere del Comune di Vercelli.

Assente la dirigente Liliana Patriarca, che ha lasciato il proprio parere favorevole al collega Pino Scaramozzino.

Questi è parso un entusiasta sostenitore dell’iniziativa non esimendosi dal proferire sperticate lodi per il progetto che, tra l’altro, avrebbe avuto il conforto di alcuni dati tecnici (sempre di parte e commissionati da Asm Spa) sulle emissioni di fumi inquinanti.

Il comune di Vercelli si è, in tal modo, assunto una pesante responsabilità che, al momento, non si sa quanto possa giovare alla già ben poco seducente immagine dell’Amministrazione.

***

Mentre va avanti (la data della prossima riunione è ancora da stabilirsi) l’esame della pratica per come è stata presentata e poi integrata dal soggetto proponente, cioè Asm Vercelli spa, avanza e si amplia anche il fronte dell’opposizione ad un progetto che vedrebbe catapultati nel territorio comunale di Vercelli volumi enormi di rifiuto legnoso intriso di formaldeide.

Sono sempre più condivise le critiche e le osservazioni di coloro che sottolineano come questo investimento (circa 40 milioni di Euro) sarebbe sostenuto di fatto e per la propria quota parte, anche dal socio di minoranza di Atena Asm cioè il Comune di Vercelli che detiene,; il 40% del capitale sociale di Corso Palestro.

In pratica, Iren guadagna raccogliendo rifiuto legnoso in tutte la Pianura Padana.

Poi, scarica l’onere dell’investimento su Atena Asm e, poi, guadagna ancora, acquistando al prezzo che vuole, i pallets per rivenderli dove le pare.

Ad oggi, nessuna autorità esterna e terza rispetto ad Asm può assicurare che garantirà controlli effettivi e non preannunciati su ciò che conterranno i fumi dispersi in atmosfera dai camini dello stabilimento.

Camini che misurano un diametro di 60 centimetri.

Si è costituito un Comitato di cittadini promosso dalle Liste Civiche Voltiamo Pagina (con i consiglieri Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte) e Siamo Vercelli (Alberto Perfumo, Renata Torazzo, Gianluca Borasio, Piero Boccalatte e altri) che in pochi giorni ha raccolto quasi mille firme di cittadini che esprimono netto dissenso per un’iniziativa industriale rispetto alla quale Vercelli ha tutto da perdere e niente da guadagnare.

Dal punto di vista della gestione degli scarti, basti pensare che la Provincia di Vercelli produce in tutto poco più di 2mila tonnellate l’anno di rifiuto legnoso e, quindi, non si capisce perché e in virtù di quale “bilancio ecologico” del territorio dovrebbe riceverne dai vari luoghi dove Iren le raccoglie, altre 105mila tonnellate.

Dal punto di vista economico, basta leggere la relazione semestrale sui conti 2020 di Iren Spa, per capire e il “colosso” dal “colossale” indebitamento avrà in futuro, verosimilmente, più bisogno di “prendere” che voglia di “dare”.

Sicché sono pie illusioni (a detta di esperti al di sopra di ogni partigianeria) quelle che sperano nei guadagni assicurati dalla fabbrica dei pallets; guadagni che Iren fa baluginare al Comune di Vercelli per la quota parte del 40%.

Ma, questa, è altra acqua al mulino degli oppositori al progetto: infatti, è assai dubbio che l’istituzione Comune di Vercelli possa mettere a repentaglio il valore patrimoniale del proprio 40% di azioni, esponendolo ad un rischio industriale che non è né nei compiti né, soprattutto nelle ragionevoli prospettive del Comune.

E resta, comunque, il “macigno etico” insormontabile sulla strada che unisce (separa) il Comune ed i cittadini di Vercelli dal socio industriale Iren.

Questo “macigno etico” consiste in un enorme scrupolo che tanti “apprendisti stregoni” industriali improvvisati, dovrebbero porsi: il Comune di Vercelli non può nemmeno lontanamente barattare la salute dei cittadini con la voglia di lucro.

Anche perché se mai lucro dovesse esserci sarebbe tutto a vantaggio del “socio cannibale” Iren Spa.

 

Redazione di Vercelli

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