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19/07/2015 - Vercelli Città - Pagine di Fede

DIECI COMANDAMENTI LETTI DAL GIURISTA, MEDITATI DAL FILOSOFO, CONTEMPLATI DAL CREDENTE - Il Primo Comandamento: Non avrai altro Dio - Quarta parte - Non ti farai idoli - Le ideologie e gli idoli più vivi che mai

 DIECI COMANDAMENTI LETTI DAL GIURISTA, MEDITATI DAL FILOSOFO, CONTEMPLATI DAL CREDENTE - Il Primo Comandamento: Non avrai altro Dio - Quarta parte - Non ti farai idoli - Le ideologie e gli idoli più vivi che mai

I Dieci Comandamenti. Le tavole della Legge. Il Decalogo.

Abbiamo presentato la settimana scorsa questa fatica davvero "monumentale" e preziosa dell’Avv. Maria Rita Mottola che ha preparato per i Lettori di VercelliOggi.it – PiemonteOggi.it un commento alla Parola letta dal giurista, meditata dal filosofo, contemplata dal credente.

Ecco l’introduzione:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=63062

e la prima puntata. Il primo Comandamento, nella sua prima parte:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=63063

La lettura in filigrana lunago la seconda puntata

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=63159

ci ha aiutato a mettere a fuoco la nozione di "Libertà religiosa".

La Terza parte ci mette a contatto con la nozione di laicità:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=63249

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Il prossimo articolo ( il Primo Comandamento, quinta parte di cinque) sarà on line da sabato 25 luglio prossimo.

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IL PRIMO COMANDAMENTO

NON AVRAI ALTRO DIO

Quarta Parte – Non ti farai idoli - Le ideologie e gli idoli più vivi che mai.

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1° COMANDAMENTO NON TI FARAI IDOLI. IV^ PARTE: LE IDEOLOGIE E GLI IDOLI PIU’ VIVI CHE MAI

Abstract

Dio è morto ma gli idoli sono più vivi che mai.

Liberarsi dell’idea di Dio ha creato la necessità di idoli?

E gli idoli costruiscono ideologismi, false credenze, vincoli e costrizioni?

Il desiderio di potere e per raggiungerlo l’accumulo di denaro corrisponde al delirio di onnipotenza di uomini che non riconoscono altro a di fuori e al di sopra di se stessi. Possiedo e posso, quindi esisto.

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( maria rita mottola ) - Il primo comandamento aggiunge all’assolutezza dell’Essere Divino anche il divieto di farsi idoli e immagini.

Dio è essenzialmente Verità.

Il divieto di farsi idoli coincide con il divieto di costruire verità estranee a Dio, idoli, appunto, o ideologie.

Tutte le ideologie del XX secolo hanno creato verità assolute una contro l’altra armata nella ricerca di sopraffazione e di definitiva conquista del cosmo.

"Jean Paul scriveva: 'gli dei possono giocare insieme; ma Dio è serio'.

Ebbene, le ideologie totalitarie non potevano giocare insieme, dal momento che dal monoteismo avevano ereditato, appunto, la serietà.

E tutto ciò ha permesso che potenze telluriche combattessero tra loro una guerra per un’egemonia totale. Ognuno cercava per proprio conto di usurpare il posto dell’altro violando così la smisurata sentenza: nihil contra Deum nisi Deus ipse.

Ma chi è come Dio?

Nessuno può permettersi, nemmeno, di pensarlo. Eppure la modernità, alla sua fine, ha preteso di superare le barriere della smisurata sentenza, elevando a divinità la potenza dell’uomo. E lo ha fatto in molti modi: ha tentato l’assalto al cielo con le rivoluzioni; ha preteso di selezionare la razza superiore e ha costituito le lontane premesse di una sperimentazione illimitata dell’uomo sull’uomo.

Le potenze telluriche hanno tentato di dare lo sfratto all’Unico per prenderne il posto, si sono messe in competizione con esso perché - questa è la novità – se ne sentivano eredi. Eredi spuri’ (Natoli S. Non ti farai idolo né immagine, il Mulino 2011).

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Ma le ideologie novecentesche avevano coscienza di essere idolatriche, di volersi sostituire a Dio, di averlo definitivamente ucciso, in croce.

Oggi prevalgono forme ideologiche che non hanno consapevolezza di sé, non conoscono le radici da cui provengono, non hanno reale consistenza, mantenendo, nel contempo, il potenziale distruttivo delle altre.

Tuttavia le idolatrie più idolatriche sono quelle che non sanno di esserlo e che non vengono riconosciute neppure come tali. Si fabbricano surrogati di Dio, violando impunemente il divieto di farsene immagine, perché si crede che con la morte di Dio siano, a maggior ragione, morti e sepolti gli idoli’ (Natoli S. Non ti farai idolo né immagine, il Mulino 2011).

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Oggi più che mai, nella ricerca di annullare ogni ideologia politica, dopo la caduta del muro di Berlino e il disfacimento dell’impero sovietico, si osserva la nascita di idoli.

L’idolo mai abbattuto del denaro, l’idolo del potere, l’idolo della fama, l’idolo della giovinezza, l’idolo dell’arroganza e della onnipotenza, l’idolo della scienza.

Ciascuno di tali idoli è sostenuto da una cultura di basso livello, dai mezzi di comunicazione di massa mainstream, ma ciò che qui interessa anche dalla giurisprudenza e dalla legislatura.

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Il denaro è il signore di questa nostra civiltà, ingiusta e diseguale. Lo dimostrano le statistiche economiche.

Prendiamo un rapporto a caso lo studio World Wealth Report 2013, pubblicato da Capgemini e RBC Wealth Management.

Secondo tale studio i ricchi, tecnicamente detti HNWI (individui con un patrimonio investibile pari o superiore a 1 milione di dollari con esclusione di residenze private, oggetti da collezione, beni di consumo e altri beni durevoli) è aumentata del 9,2% raggiungendo i 12 milioni di persone. Non solo, la loro ricchezza ha registrato una ripresa nel 2012 con una crescita del 10% raggiungendo così il livello record di 46.200 miliardi di dollari, dopo il calo dell’1,7% del 2011.

L’aumento della ricchezza investibile a livello mondiale è stata guidata anche dai super ricchi ultra-HNWI (gli individui con un patrimonio investibile pari o superiore a 30 milioni di dollari) che sono cresciuti e per ricchezza e per numero di circa l’11%, dopo i cali registrati nel 2011.

Il Nord America ha invece riconquistato la posizione di regione con il maggiore numero di individui ad alto patrimonio netto, mentre l’area Asia-Pacifico guida la crescita complessiva della ricchezza. La classifica per paese, vede l’Italia al decimo posto con un numero totale dei ricchi cresciuto del 4,5% a 176.000 individui nel 2012. La ricchezza detenuta da questi ricchi italiani si attesta intorno ai 336 miliardi di dollari con un incremento pari al 4,5% rispetto all'anno prima (fonte ilfattoquotidiano.it).

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Contemporaneamente è cresciuto il numero dei poveri.

Da altri studi si evidenzia che la ricchezza dell’1% dei più ricchi del mondo ammonta a 110.000 miliardi di dollari (46% della ricchezza totale), 65 volte il totale della ricchezza della metà della popolazione più povera del mondo; la ricchezza di 85 super ricchi equivale a quella di metà della popolazione mondiale; 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza economica è aumentata negli ultimi 30 anni; l’1% dei più ricchi ha aumentato la propria quota di reddito in 24 su 26 dei paesi con dati analizzabili tra il 1980 e il 2012; negli USA, l’1% dei più ricchi ha intercettato il 95% delle risorse a disposizione dopo la crisi finanziaria del 2009, mentre il 90% della popolazione si è impoverito; ovunque, gli individui più ricchi e le aziende nascondono migliaia di miliardi di dollari al fisco in una rete di paradisi fiscali in tutto il mondo, si stima che almeno 21.000 miliardi di dollari non siano registrati e siano offshore; negli Stati Uniti, anni e anni di deregolamentazione finanziaria sono strettamente correlati all’aumento del reddito dell’1% della popolazione più ricca del mondo che ora è ai livelli più alti dalla vigilia della Grande Depressione; in India, il numero di miliardari è aumentato di dieci volte negli ultimi dieci anni a seguito di un sistema fiscale altamente regressivo, di una totale assenza di mobilità sociale e politiche sociali; in Europa, la politica di austerity è stata imposta alle classi povere e alle classi medie a causa dell’enorme pressione dei mercati finanziari, dove i ricchi investitori hanno invece beneficiato del salvataggio statale delle istituzioni finanziarie; in Africa, le grandi multinazionali – in particolare quelle dell’industria mineraria/estrattiva – sfruttano la propria influenza per evitare l’imposizione fiscale e le royalties, riducendo in tal modo la disponibilità di risorse che i governi potrebbero utilizzare per combattere la povertà e finanziare l’istruzione, (dati raccolti e elaborati dalla Oxfamitalia – www.oxfamitalia.org).

Ora è evidente che vi è stato negli ultimi anni un trasferimento della ricchezza dal basso verso l’alto, costruendo una società mondiale ove la diseguaglianza regna sovrana insieme all’idolo denaro.

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Come è potuto accadere?

Le operazioni poste in essere sono complesse ma certamente una comunicazione viziata, una informazione al servizio e a libro paga delle élite

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