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13/11/2017 - ADDIO A LUCIA PIGINO - Marta e Maria - Passione e pragmatismo nella ricerca del bene comune
Ci eravamo incontrati davanti alla Basilica di S. Andrea, per il funerale di Don Cesare Massa, il 18 luglio scorso.
Affiorò alle labbra di uno dei due la non originalissima frase: ci troviamo sempre in queste occasioni…
Ed allora mi ricordai dell’insegnamento di una Signora ebrea mia amica che molti anni prima mi aveva suggerito di pensare diversamente questa altrimenti un po’ scontata evidenza.
Diversamente, cercandone un significato non solo più profondo, ma ulteriore.
Disse: è il loro modo di tenerci uniti.
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Ritrovarsi per l’ultimo saluto di una persona cara è il modo che loro – chi non c’ è più – hanno per tenere uniti tutti coloro in qualche modo a loro cari costituendo, questo comun denominatore dell’amicizia, dell’amore, un motivo bastevole di condivisione piuttosto che divisione.
Cosa siano poi – per ciascuno – amicizia e amore questo è ancora un altro paio di maniche e conviene davvero che nessuno si renda lecito giudicare gli altrui sentimenti.
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Piacque a Lucia questo insegnamento della Signora Nella.
Insegnamento che oggi inevitabilmente ritorna, vedendo nella Cattedrale piena di gente i tanti “mondi” che lei aveva vissuto donando un impegno sempre “appassionato e pragmatico” come ha ricordato il Sindaco Maura Forte nella propria testimonianza.
Testimonianza che – come l’omelia di Don Mario Allolio, Vicario Generale della Diocesi – proponiamo integrali nel video che documenta questo momento alto di affetti, memoria, fede, sentimenti tutti declinati nella ricerca di comporre ad unità una figura invece capace di offrire più iridescenze ravvisabili in quel caleidoscopio di valori i quali – se un denominatore comune può tentare di rappresentarne la cifra – convergono però a dire di una sintesi mirabile.
Quella sintesi che Don Mario ha voluto riferire alle figure di Marta e Maria.
Il video che proponiamo pensiamo sia un documento di non sempre facile fruizione: più di trenta minuti, con un’omiletica anche orientata ad una pur doverosa sintesi biografica della persona scomparsa.
Ma crediamo che si tratti di un documento che meriterà di essere ascoltato e riascoltato.
Preferiamo quindi rimandare ad esso, non certo per eludere l’ impegno di ripercorrere tanti ricordi personali.
Né vogliamo rinunciare a tratteggiare da un punto di vista storico la figura di Lucia Pigino: non è difficile immaginare che vi saranno occasioni per assicurare al futuro il suo magistero.
Il video intende però, già ora, mediante queste due testimonianze, per offrire al Lettore un piano di lettura su questa grande personalità che sia completo ed oggettivo nella sua sapiente e persuasiva completezza.
Se Don Mario ha affrontato il compito di una sintesi necessaria e ad ampio raggio, Maura Forte ha voluto porre l’accento su ciò che naturalmente dice la figura pubblica di Lucia: la politica aperta al contributo originale e necessario delle donne.
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Lucia Pigino, dunque, come acutamente fa notare Don Mario, in vita sua, nel corso della suo impegno, fu un po’ Marta e un po’ Maria.
Per secoli, nella spiritualità cristiana, parlando delle due sorelle di Lazzaro, è stata esaltata la nobiltà dell’atteggiamento contemplativo di Maria, rispetto all’umile servizio di Marta.
Per molto tempo oggetto di forse ingenue esaltazioni, così come di sottovalutazioni disattente, le figure diverse sembrano porre Marta e la sua teologia feriale su un piano inferiore.
Ma è proprio la risposta di Marta (Vangelo di San Giovanni, Cap. 11, 24) a racchiudere in sé la radicale verità della fede: “so che risusciterà nell’ultimo giorno”.
In quel momento drammatico è Marta che “corre incontro” a Gesù dimostrando che il proprio attendere alla dimensione immanente dell’esistenza non le abbia precluso l’accesso a quella trascendente.
Così la sapiente omelia del Vicario Generale ricompone, in quella di Lucia Pigino, le figure apparentemente antitetiche di chi si dedichi alla ricerca del bene comune con l’impegno “nel mondo” e sia altresì capace di levare lo sguardo oltre l’orizzonte temporale, giacchè non siamo “del mondo”.
Lucia Pigino conciliava in modo mirabile ispirazione e azione, nella persuasione, offerta con “passione e pragmatismo”, come ha intuito Maura Forte, che l’indagine delle verità ultime sul Creatore, non potesse prescindere dalla ricerca del bene comune nella città terrena ancora abitata dalla creatura.
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