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29/03/2018 - MAURA FORTE: I problemi politici si discutono in Aula Consiliare, non in Tribunale
Anche oggi, in Consiglio Comunale a Vercelli, niente surroghe.

Ma c’è qualcosa di nuovo oggi nell’Aula, anzi d’antico.

Oggi è la fine degli strateghi che hanno immaginato questa assurda manfrina.

Perché il Sindaco Maura Forte, in apertura dei lavori, assicura che no, i problemi politici si risolvono in Consiglio Comunale, non nelle Aule giudiziarie.

Fine del secondo stratega, che aveva imposto un po’ a tutti ed anche al Sindaco l’idea pazzesca ed infame di presentare un esposto alla Magistratura Penale contro i Consiglieri di Opposizione che non votavano le sostituzioni (surroghe) dei quattro Consiglieri dimissionari.

Sentiremo tra poco le dichiarazioni dalla viva voce del Primo Cittadino, nell’audiovideo allegato al presente articolo.

Tutto il contrario del miasmatico marasma di scempiaggini diffuso prima dalla Propaganda di Palazzo Civico, poi esteso anche agli Organi di Informazione.

Resta ancora in giro il primo stratega.

Quello che è stato in grado di concepire la monelleria istituzionale di un parere di (una sola) Dirigente del Ministero, che ha reso lecito agli estemporanei reggitori della Cosa Pubblica aprire i lavori del Consiglio con un numero (ritenuto) legale di soli 11, invece di 14 presenti, come dice il Regolamento consiliare e come è sempre stato.

Ma ci torneremo.

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Prima, varie scene di colore: Michele Gaietta si è finalmente dimesso.

Il suo posto preso (di nuovo) da Emanuele Caradonna, nuovamente protagonista di un fantasmagorico fuorionda.

Forse il sanguigno socialista non sa quante volte in questi giorni lo stratega (non ce ne sono tre, probabilmente si tratta di quello della Perrotta) di Via Giovine Italia abbia offerto a Tizio e Caio dell’Opposizione il posto di Presidente del Consiglio Comunale.

Ed eventualmente anche Assessori e via discorrendo.

Come se ci fosse uno dell’Opposizione – tanto più, arrivati fin qui a testa alta e con le argomentazioni inoppugnabili che vedremo – che volesse sputtanarsi accettando un incarico per 12 mesi scarsi, intruppandosi senza scopo.

***

Ma veniamo agli strateghi.

Dunque lo stratega due è andato: basta con le iniziative giudiziarie concepite per fare la faccia (da culo) feroce, ma senza la minima base tecnico giuridica.

Si aspettavano forse che qualcuno si spaventasse e fin qui lo scopo l’hanno ottenuto, perché invero più d’uno dei Consiglieri di Opposizione si era preoccupato: a nessuno piacciono noie penali.

Poi sono arrivati gli Avvocati Penalisti più affermati di Vercelli a rassicurarli, che non c’era niente da rimproverarsi e, quindi, “male non fare, paura non avere”.

***

Un bell’esempio, tuttavia di coraggio e coerenza (per tutti gli “smarriti di cuore” ha parlato Michelangelo Catricalà): perché avere paura è normale, più difficile è superarla con determinazione e prudenza e, appunto, ascoltando i consigli di Tecnici che ne sanno di più.

Non è da tutti: un plauso.

Non era il solo.

Ed è bello che ci sia gente prudente e con la schiena diritta.

***

Resta il verminoso e volgare tentativo di intimidire il prossimo.

Diciamo, a volerlo in qualche modo comprendere: un gesto disperato.

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Ma bisogna ancora capire se il Sindaco riuscirà a liberarsi anche del primo stratega, quello che deve avere pensato: portiamo il numero legale a 11, chiediamo un parere al Ministero (certo – ha ricordato Maurizio Randazzo – meglio che ai Pompieri o agli Alpini).

E, perché no, aggiungiamo noi, a Paolo Pettene: comunque un tecnico che ne potrebbe capire, per quel che ne sappiamo, di diritto amministrativo come di piscine.
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Perché il problema sembra tutto qui: c’è un plus di furbizia ed un deficit di intelligenza in qualche entourage, che finisce per inibire un po’ qualsiasi possibilità di tenere rapporti corretti e trasparenti con tutti.

***

La cronaca del Consiglio Comunale di oggi è semplice ed elaborata insieme.

La parte semplice: li hanno fatti neri.

L’Opposizione si è presentata coesa, preparata, misurata, padrona della situazione e degli argomenti.

Tutti hanno parlato illustrando un principio semplice: è illegittima la surroga in quanto non è costituito correttamente il Consiglio.

Avete voluto aprire ad 11?

Tutto quello che si fa, è privo di validità.

Il principio sarà del resto esposto nel ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che si potrà compilare da oggi, poiché è oggi – con la seconda seduta quella che parlava di Tari e piano finanziario dei rifiuti – che effettivamente si è verificata la circostanza che vede un numero di Consiglieri inferiore a 14.

I Consigli sulle surroghe, ai fini del ricorso, sono considerati in un’ottica differente.

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Ma ci sono state le sorprese.

Si sono anche formulati dubbi sulla incompatibilità di qualche subentrante.

Non il primo, quello che segue a Maria Pia Massa.

Massimo Bignardi, era solo un po’ corrucciato, così un po’ velato il suo volto limpido e solare


perchè pare dovrà attendere ancora.

Enrico De Maria trova invece qualche ragione di dubbio a proposito di Carlo Truffa (sette preferenze, ma in grado di dare il proprio contributo) che subentrerebbe a Pier Giorgio Comella, un quesito: la Signora, Anna Vetulli, è Vice Presidente della Casa di Riposo.

E’ compatibile la posizione di entrambi essendo “parenti”?

Il Regolamento Comunale lo vieta.

Il coniuge infatti non è – tecnicamente – “parente”, ma appunto coniuge: rileva più del fratello o meno?

Solo dubbi, ma sono stati segnalati.

***



Poi Valter Manzini, che è dipendente di Atena ora Asm, ma soprattutto ora a maggioranza Iren: non si sente un po’ a disagio quando in Comune si discute qualcosa (facciamo un esempio: la mozione sui Led, di pochi mesi fa?) che riguardi l’azienda dove lavora?

Dove ha combattuto battaglie perché non venisse smembrato il laboratorio?

Al solo sentire parlare di Atena il Sindaco non è riuscita a trattenersi: no, anzi meglio, conosce l’azienda dall’interno.

Però potrebbe anche darsi che, appunto – sempre dall’interno – l’azienda conoscesse lui e magari gli parlasse, in orario d’ufficio.

***

Ma queste sono cose di opportunità che si vedranno nelle prossime occasioni.
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Oggi la “maggioranza” si è trovata praticamente piena di gol fatti dal portiere.

Incapaci a dire alcunché.

Assessori questa volta muti.

Volti corrucciati.

Se hanno voluto stimolare i Legulei ci sono riusciti.

E non solo i Leguelei.

Maurizio Randazzo, Giorgio Malinverni, ma anche Alessandro Stecco e Bobo Zanoni.

Tutti documentati con un pacco di sentenze (non di pareri della Perrotta) che hanno messo praticamente in discussione tutto.

Perché bisogna anche dire che nel nostro Paese è già difficile stare aggiornati con la Giurisprudenza, le decisioni effettive della Magistratura anche Amministrativa, le Sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato.

Se ci mettiamo a raccogliere anche i pareri non finiamo più.

***

Fine delle (mancate) surroghe.

Fine delle furbate, anche?

Lo diranno i prossimi giorni.

Per ora si va verso l’esito della Quaresima, senza dimenticare, né escludere che, dopo il buio del Venerdì Santo, c’è sempre la luminosa prospettiva della Pasqua.

***

Ci è venuta così, nessuno pensi chissà che cosa.

Suonava bene.