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21/10/2019 - PER LA PRIMA VOLTA IL VIOTTI NEL CELESTE IMPERO - L'edizione n.70 a Zyiu Liu

Viotti come Marco Polo, alla scoperta del Celeste Impero from Guido Gabotto on Vimeo.

Abbiamo già anticipato nel nostro servizio di questa notte (tra 19 e 20 ottobre) che la 70.ma edizione del Concorso Viotti illustra due primati.
Il primo: da quest’anno il Concorso concepito da Joseph Robbone diventa ufficialmente l’evento più “longevo” nel panorama mondiale dei concorsi di musica.
Settanta edizioni ininterrotte non le ha nessuno.
Il secondo è un fatto tutto sommato atteso e prevedibile.
Per la prima volta il premio è assegnato ad un concorrente cinese.
Il giovanissimo Zyiu Liu, 21 anni, risiede a Pechino con la famiglia, anche se studia ormai da qualche anno ad Hannover.
Domani sera, lunedì, potremo sentirlo ancora esibirsi a Casale Monferrato, all’Accademia Filarmonica.
Perché il fatto è prevedibile?
Anche per una ragione statistica: mentre noi siamo qui a scrivere, in Cina almeno 5 milioni di bambini stanno studiando pianoforte.
Sono numeri che parlano da soli e, del resto, si esprimono con una evidenza plastica: quest’anno due finalisti su tre erano cinesi.
Anche questa è globalizzazione, e non si può che compiacersi se il mondo è riunito in una grande, fraterna, catena d’unione, sempre più salda, capace mettere in comunicazione i valori della cultura.
Più c’è cultura, meno si rischiano le barbarie e le guerre.
Benvenuti, dunque, questi piccoli geni che a 21 anni ti lasciano a bocca aperta per come trattano con familiarità un pianoforte a coda: strumento che nell’immaginario forse associamo con naturalezza inconsapevole, per esempio, al volto compassato di Arthur Rubinstein, oppure di Maurizio Pollini.
Ora vi lasciamo con il filmato di oltre tre quarti d’ora che riprende ampi stralci delle tre prove sostenute da Yilan Zaho, l’artista 24enne anch’ella cinese.
Poi Zyiu ed, infine, il coreano 29 enne (il più “vecchio”) Hans H. Suh, che si è aggiudicato il premio del pubblico.
La sua esecuzione del primo Concerto in do minore di Brahms è stata superlativa, ma – ci permettiamo un’impressione da profani – è stata la scelta dell’opera da portare in finale a penalizzare, come con un handicap, il confronto.
Nel filmato il Lettore troverà anche le interviste condotte in “tandem” con Enrico De Maria.
Come abbiamo fatto già due anni orsono, con l’ultima Sezione di Pianoforte, mentre la Giuria internazionale era al lavoro, abbiamo ingannato l’attesa per il verdetto ascoltando il parere di alcuni “sapientoni” vercellesi, che si sono prestati a formulare un pronostico.
Li ringraziamo per la simpatia e perché sono stati volentieri al gioco: non sarebbe stato facile per nessuno orientarsi e dire quale, tra i tre talenti, sembrasse primeggiare.
Poi la gallery (sulla pagina web di vercellioggi.it).
Grazie ancora a tutti coloro che ci hanno permesso di realizzare questo lavoro ( a cominciare dalla Società del Quartetto e poi Paolo Pomati ed Enrico De Maria ), che volentieri offriamo come nostro modesto contributo per la valorizzazione ulteriore di una delle cose più preziose di Vercelli.