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05/12/2019 - ALLA RICERCA DI UN ETHOS GLOBALE - L'Anno Accademico dell'Upo s'inizia volando alto
Chissà se, scrivendo il monumentale “Dio esiste?”, nel 1978, Hans Küng, il Teologo dell’Università di Tubinga, avrebbe mai potuto immaginare che la sua istanza per un ethos globale sarebbe riecheggiata, un giorno, al Teatro Civico di Vercelli.
Perché oggi è successo proprio questo: dal seme gettato ed attecchito nelle indimenticabili righe della “Risposta al problema di Dio nell’età moderna”, germogliò quella ricerca che avrebbe preso forma più tardi, negli Anni Novanta.
Quando si radicò, nel mondo occidentale, la consapevolezza che il Pianeta non avrebbe avuto nessuna possibilità di sopravvivenza, senza un ethos fondamentale.
Ethos cosa significa?
Possiamo dire che sia il principio, l’idea, della convivenza comune, alla salvaguardia del quale subordinare ogni altra scelta.
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Oggi, 5 dicembre, all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università del Piemonte Orientale, si è vissuto il privilegio veramente raro di udire discorsi illuminati ed intelligenti: la parola “profetici” va oltre il segno, ma certamente orientati a mettere a disposizione di tutti, a partire dai giovani Studenti, idee “buone”, sapienti e “sane”, capaci di affascinare e motivare, di aiutare a crescere in responsabilità e consapevolezza.
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Due argomenti diversi, due oratori, entrambi Rettori.
Il primo intervento, che offriamo nel video di oltre 40 minuti messo a repertorio questa mattina (ringraziamo in particolare l’Ufficio Comunicazione dell’Upo per la consueta gentilezza nel consentire il nostro lavoro, che vuol dire mettere i Lettori in condizione di conoscere) è del Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Gian Carlo Avanzi.
Entra subito in media res insistendo sul ruolo dell’Università come “ascensore sociale”.
Musica per le orecchie di tutti coloro che identificano (non solo, ma soprattutto) il progresso ed il progredire, della società, come dei singoli individui e delle famiglie, con la crescita delle opportunità di formazione, di studio, infine, della cultura.
Il Rettore non ha mancato di evidenziare anche i problemi che le Università vivono, nella ricerca delle basi materiali con le quali sostenere le varie attività, a partire da quella didattica in senso stretto, ma esplorando anche i campi fino ad ora forse meno indagati, come l’approccio al mercato.
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La prolusione ufficiale è stata affidata al Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Prof. Maurizio Tira, professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica.
Un accademico tutt’altro che impermeabile alle ragioni della filosofia e, soprattutto, non sottomesso a quelle della Tecnica.
Sottomissione che è la radice di tanto odierno edonismo, diffuso ed ingenuo, così da confondere il progresso con il progredire delle possibilità della Scienza.
In realtà – è il richiamo più volte risuonato stamane al Civico – la sfida dei prossimi anni non sarà quella di attuare tutto ciò che la Scienza renderà possibile.
Occorrerà scegliere, invece, di rendere possibile ciò che sarà utile al benessere dell’uomo e della natura.
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Il documento che offriamo in video è una lezione che ci permettiamo di consigliare come veramente importante.
Soprattutto oggi quando – come ha esordito l’oratore – siamo bombardati da tanti e talvolta incoerenti messaggi su questi argomenti.
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Nella gallery che correda il servizio, inoltre, i volti degli Studenti più meritevoli laureatisi nel corso dell’Anno Accademico 2017 – 2018.