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08/12/2019 - VERCELLI - Sardine anche nel mare a quadretti delle risaie -

Sardine anche nel mare a quadretti from Guido Gabotto on Vimeo.

Un banco di sardine anche nel mare a quadretti delle risaie.

Cambieranno il Mondo?

Forse.

Di certo, incominciano dove in molti si sono fermati.

Quando ero giovane – si diceva un tempo – volevo cambiare il Mondo; ora mi contento di cambiare me stesso.

Ecco.

E loro anche.

Perché non si contentano di combattere Matteo Salvini.

Diciamo meglio: il salvinismo.

Ma vanno oltre e dentro: combattiamo (cambiamo) anche il Salvini che è in noi, in ciascuno di noi.

E qui bisogna andare con ordine e metodo.

***

Dunque ieri, sabato 7 dicembre, debutto delle Sardine vercellesi.

Il Movimento nato spontaneamente (forse, ma non è questo il punto; non serve, né è possibile stabilire se lo sponteneismo sia stato un po’ organizzato: il Mondo è "tutto attaccato insieme") a Bologna, per iniziativa di quattro giovani.

***

Partiamo dalle cose che subito sembrano positive.

Anzi, diremo solo di queste, perché di tempo per rilevare eventuali incoerenze ce ne sarà.

La prima: ci sono persone, qui in Via Veneto, in questo Sant’Ambrogio senza “ponti”, che non si sono mai viste prima d’ora ad appuntamenti politici.

Quindi, l’obbiettivo di avvicinare alla politica anche quella parte di società civile, di gente perbene, che fino ad ora ne era rimasta fuori, è raggiunto.

Un fattore di sicuro arricchimento e miglioramento del dibattito politico, di implementazione della cultura politica, quindi della vera “umanizzazione” delle scelte, a parte gli slogan.

***

Ci sono anche esponenti della Sinistra politica “vetero”, a prescindere dall’età, ma nemmeno questo conta più di tanto, perché, ad onor del vero, non pare proprio che vogliano mettere cappelli in testa all’iniziativa altrui.

Del resto, per una somma di ragioni, non ultima la stratigrafia generazionale rappresentata: balza evidente già guardando il colore dei capelli che spuntano sotto cappelli e cuffie, le Sardine non sono sicuramente il movimento giovanile del Pd.

Sicchè, se è vero che la politica nasce sempre da quel che politico non è (verità da tanti dimenticata e non ne ricordiamo uno, tra gli smemorati, che abbia politicamente avuto successo o, almeno, un successo che non si sia rivelato effimero), ieri si è visto che il seme di una nuova realtà politica abbia effettivamente generato un germoglio.

***

La seconda: la politica non esiste se non è politica del popolo, con il popolo, per il popolo.

Ieri il popolo si è visto?

Sì.

Non tanto per la consistenza numerica registrata dal ruolino delle presenze.

Non ci avventureremo nelle stime sull’affluenza in Via Veneto.

Offriamo però inquadrature eloquenti nel filmato che pubblichiamo in questa pagina e poi nella sezione dedicata in home page.

Di certo si è vista tanta gente normale che lavora, studia, si pone domande sul futuro, ha speranze, preoccupazioni, fa fatica.

Soprattutto: cerca un senso alle cose.

Sicchè sarà permesso un richiamo – già che ci siamo – alle Letture della Liturgia di oggi della Messa.

E’ il Capitolo 11 del Profeta Isaia:

” Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra ”.

***

Risuona anche, nelle due ore di incontro, la lezione di Antonio Gramsci, ma crediamo di non andare lontani dal vero se non troviamo proprio nulla di antitetico tra l’invettiva gramsciana contro l’indifferenza (piuttosto che contro gli indifferenti) e quella parte della Parola che consegna a noi il compito di prendere “decisioni eque per gli umili della Terra”.

Soprattutto, senza prendere “decisioni per sentito dire”.

***

La terza: il messaggio.

Sia pure sfrondato dalle inevitabili derive folk, il messaggio c’è.

Derive folk come la “Salvineide”, cantata sulla melodia che potrebbe ricordare quelle dei cantastorie (è in parte on line nel nostro video) se la prende con un Matteo Salvini “uomo nero”, a partire dal percorso politico.

Ricorda, tra l’altro – guai! – che non ha preso la laurea.

Anche questa è, a suo modo, cifra della modernità, se pensiamo che i leaders dei maggiori partiti sono tutti nella sue condizioni: non ha la laurea Giorgia Meloni, figuriamoci Luigi Di Mario, per non Parlare di Nicola Zingaretti.

Con buona pace di tutti i simil intellettuali che, fino a poco tempo fa, ironizzavano sugli altrui congiuntivi e che, da quando Zingaretti è assurto alla Segreteria del Pd, avranno meditato il suicidio o, almeno, il ricorso al Metadone.

La laurea ce l’hanno, peraltro, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, ma non per questo bisogna chiudere gli Atenei, servono ancora e nonostante.

***

Dunque, i contenuti.

Sui contenuti è difficile per chiunque non convenire.

Perché l’accettazione e la valorizzazione delle differenze e la ricerca di un’equità che vada oltre l’eguaglianza, sono princìpi che non bisogna stancarsi di testimoniare.

Al centro c’è comunque e sempre la persona umana.

E non esiste politica – a partire da quella che vuole dirsi cristiana – che possa darsi senza il rispetto e la tutela della dignità della persona.

Ecco perché – tornando all’inizio – ammesso che Matteo Salvini ne rappresenti l’antitesi (ammesso e non concesso, come avrebbe detto Totò) è importante sempre lavorare per “rieducare” il Salvini che è in noi.

Perché un conto sono i princìpi, sui quali conveniamo più facilmente, quando a metterli in partica devono essere altri.

Un altro conto sono metodo e modo di tradurli in esperienza concreta, civile, prima ancora che politica.

Ma questa è la tensione che non possiamo illuderci di superare con le ricette.

Meglio la ricerca, continua, che colga i segni dei tempi, anche quando dobbiamo prendere umilmente atto che questa ricerca eluda il nostro dominio: esige sempre il nostro contributo.

***

Sarà dunque migliore la politica a Vercelli, da domani, con l’ingresso sulla scena delle Sardine?

A nostro modesto avviso, sì.

Di certo, tutti dovranno discutere di più, ragionare di più, confrontarsi di più.

Basterebbe questo.