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10/12/2019 - VERCELLI - Adottiamo Via Galileo Ferraris - La rigenerazione urbana possibile
Questo capita, se si lascia fare al “mercato”.
Tanto più se gli attori più forti del mercato beneficiano di qualche aiutino.
Porta Torino, polo di attrazione per nuovi Centri Commerciali: ce la faranno quelli pre esistenti?
In Area 24, ex Montefibre, sta crescendo il nuovo negozio della Coop che finirà per cannibalizzare non solo gli esercizi commerciali di prossimità, ma anche qualche altro Supermercato.
E’ il mercato.
Che non esiste.
Perché questo è l’incontro tra domanda ed offerta, orientato, però da una politica compiacente.
La competizione tra diseguali: perché se un piccolo negozio di vicinato trattasse (in senso economico, normativo e persino “tayloristico”) la propria commessa come Amazon tratta i propri dipendenti, si ritroverebbe con una causa di lavoro nel giro di una settimana.
Mentre Amazon non ha paura di pagarsi gli Avvocati.
***
Dunque, dire che sia stato il mercato ad avere ridotto Via Galileo Ferraris a Vercelli come il set di un thriller - nell’ultimo tratto, dall’Arca a Piazza Roma, di notte ha persino un aspetto spettrale – è vero fino ad un certo punto.
A meno che non si riconosca che il mercato, nella sua nozione classica ed astratta, appunto non esiste.
***
Però il problema resta e finisce per essere ribaltato alla responsabilità del Pubblico o – come vedremo – comunque del “sistema”, nella sua espressione neocorporativa.
Davvero, Via Galileo Ferraris a Vercelli è emblematica della necessità di una “rigenerazione urbana” indifferibile quanto difficile.
E’ la strada che offre alla vista alcuni, stridenti, paradossi.
Due terzi delle attività commerciali hanno dovuto abbassare la saracinesca.
Significa, evidentemente, che nessuno accende più le luci dentro a vetrine che sono vuote.
Così il “peduncolo” strategico che unisce il “porto” ferroviario della città al suo “cuore” storico ed identitario, Piazza Cavour, è il teatro di una resa: di chi non ha potuto contrastare gli attori più forti, i competitor che si muovono al di sopra delle stesse leggi.
E’ il biglietto da visita di una città che ha spostato altrove il baricentro e la “vita” economica: sempre gemella siamese delle vita tout court.
Tutto questo è avvenuto consapevolmente?
E’ stato programmato?
E’ avvenuto perché tutti insieme, magari a maggioranza, si è deciso: ma sì, spostiamo il baricentro in Corso Rigola, con la Coop.
C’è stato un dibattito?
Qualcuno, quando ha deciso (quando è stata presa questa decisione, così come tante precedenti), ha messo in conto che poi ci sarebbe stato il problema della desertificazione di vasti quadranti del centro che non è più centro, se non sulla carta della guida turistica?
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Poi, certo, la Via Galileo Ferraris è buia da far paura.
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Allora qualcosa bisogna fare e si ricomincia con questo progetto di rigenerazione urbana, che prende (sapientemente) il toro per le corna.
Partendo dall’approccio più diretto: dove è buio, si porta la luce.
Si rialzano le vetrine e – come sentiamo raccontare nel video dai protagonisti – chiamiamo artisti anche di rango, come Carla Crosio, a riempire di opere d’arte questi spazi che rivivono.
Si riporta Via Galileo Ferraris al centro della città, al centro dell’attenzione di una città che deve ripensare se stessa.
Quello di oggi, che mette insieme tante volontà e sensibilità, che è un primo passo importante: solo l’inizio, però.
Adottare Via Galileo Ferraris vuole anche dire non permettere più che le scelte strategiche sullo sviluppo siano scollegate da una visione d’insieme che prenda a cuore l’idea di uno sviluppo armonico e, soprattutto, lungimirante.
Capace di guardare almeno un metro oltre il proprio naso.