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09/01/2020 - BASTIA DI BALOCCO - L'ultimo saluto a Suor Rosalia Morello -
La piccola Chiesa Parrocchiale di Bastìa di Balocco è tirata a lucido come se fosse uno scrigno che si prepara ad accogliere una gemma.

Tutta la Frazione è rimessa a nuovo perché – dice il Sindaco nel salutarla – tu saresti venuta a controllare.

Lui lo sa bene, perché è suo nipote.

Gian Mario Morello dà l’addio alla Zia, Suor Rosalia Morello, insieme alla Madre della Congregazione delle Suore di S.Maria di Loreto, Suor Giovanna.

Le due famiglie di Suor Rosalia.

Quella in cui Dio l’aveva fatta nascere e quella che lei, assecondando la vocazione, la chiamata, di Dio, aveva scelto prendendo i voti.

In questi due mondi, tutto l’affetto, la dedizione, il servizio di una vita di preghiera e di lavoro per gli ultimi.

Gian Mario svela per la prima volta quella guarigione prodigiosa, nel lontano 1967, che vide la giovane Suora salvarsi da una severa forma di tromboflebite, quasi il segno di quanto lavoro il Signore le avrebbe in futuro affidato.

Poi, i ricordi di famiglia.

La Zia che non mancava mai di interessarsi di lui e di sua moglie Anna, dei loro figli, Valentina ed Edoardo: studia Valentina?

Sì, Valentina supera ogni esame.

Edoardo li fa i gol?

Sì, Edoardo è una piccola rivelazione del calcio giovanile.

***

Oggi si parla della Zia e della Madre.

Madre della Congregazione, per tanto tempo.

Madre di tante ragazze che ne avrebbero seguito l’esempio e che lei avrebbe sostenuto nell’itinerario che porta alla professione perpetua.

Oggi desideriamo riproporre anche un video registrato con lei nel maggio 2013, quando tornò, per qualche settimana di riposo, da Haiti.

Le chiedemmo: cosa si può dire, oggi, ad una ragazza che avverte la vocazione?

La risposta non l’abbiamo più dimenticata:

«Ai giovani dico che la vita è un dono, ma non è per noi. Dobbiamo donarla a nostra volta e donandola acquisti una gioia interiore. Al mondo ci sono persone che hanno tutto, ma non sono felici.

Invece, se la vita la si dona, dentro di te si sprigiona una forza creativa di gioia ed è bello vivere».

Quanto e quanti cerchiamo, spesso invano, lo sprigionarsi di quella forza creativa?

***

Profetica, non meno che pragmatica.

Pratica: non trascurava mai nessun particolare organizzativo.


Ci sono ricordi preziosi.

Ora le chiediamo solo di continuare a pregare.

Noi, possiamo solo cercare di non deluderla, mettendoci d'impegno per vivere come lei avrebbe voluto e si sarebbe aspettata da noi.

Già quand'era in vita, era del resto impossibile contarle delle bugie, sperando di scamparla alla Tac che ti faceva con quei due occhi limpidi.

Figuriamoci adesso che vede tutto.

Aiutaci, però, Rosalia, perchè la vita non è mai stata facile.